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Vittime Del Dovere

42 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetti, come membri delle Forze Armate o di Polizia, che hanno subito invalidità permanenti o sono deceduti in servizio a causa di specifiche circostanze, come azioni criminali o eventi eccezionali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegno vitalizio vittime del dovere: no ai figli non a carico
La figlia di un soggetto equiparato a vittima del dovere ha chiesto il riconoscimento delle provvidenze economiche statali. La richiedente non risultava a carico fiscale del genitore al momento della morte e il coniuge della vittima era ancora vivente. Il Ministero della Difesa ha negato l'erogazione. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda. I giudici hanno stabilito che l'assegno vitalizio vittime del dovere non spetta ai figli non a carico fiscale del defunto se il coniuge superstite è ancora in vita.
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Vittime del dovere: sparo accidentale e diritto ai benefici
Un aviere di leva, mentre eseguiva lavori di manutenzione del verde vicino alla recinzione di una caserma, è rimasto ferito da una raffica di proiettili partita accidentalmente dall'arma di una sentinella. La Corte d'Appello ha inizialmente negato i benefici previsti per le Vittime del dovere, qualificando il fatto come un semplice incidente privo di speciali condizioni di rischio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del militare, stabilendo che le particolari condizioni ambientali od operative includono anche imprevisti, errori altrui o anomalie che espongono il dipendente a rischi superiori rispetto alle mansioni ordinarie. La causa è stata quindi rinviata ad altra Corte per un nuovo giudizio.
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Superstiti delle vittime del dovere: no vitalizio ai figli autonomi
La figlia di un soggetto equiparato a vittima del dovere ha chiesto al Ministero della Difesa l'erogazione dell'assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio. La richiedente non era fiscalmente a carico del genitore al momento del decesso ed esisteva il coniuge superstite ancora in vita. I giudici di merito hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il quadro normativo riserva tali benefici ai soli figli a carico fiscale quando il coniuge sia ancora vivente. L'estensione dei trattamenti economici non ha modificato le categorie legali dei superstiti delle vittime del dovere aventi diritto alle provvidenze.
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Superstiti delle vittime del dovere: niente assegno ai figli
Una figlia di un soggetto equiparato a vittima del dovere ha chiesto il riconoscimento dell'assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio. Il Ministero della Difesa ha negato la prestazione economica. La richiedente non risultava fiscalmente a carico del genitore al momento del decesso ed era presente il coniuge superstite in vita. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. I giudici hanno chiarito che le tutele per i superstiti delle vittime del dovere estendono l'importo economico dei benefici, ma non modificano l'elenco dei familiari aventi diritto stabilito dalla legge originaria. Il figlio non a carico fiscale non riceve alcun assegno se il coniuge della vittima è ancora in vita.
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Carabiniere vs Stato: Assegno vitalizio vittime del dovere raddoppiato
Un Carabiniere in congedo, riconosciuto come vittima del dovere, ha richiesto l'adeguamento del suo assegno vitalizio da 258,23 euro a 500 euro mensili, equiparandolo a quello delle vittime del terrorismo. L'Amministrazione si è opposta, sostenendo che l'adeguamento non si estendesse alle vittime del dovere. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione. Ha confermato che l'ammontare dell'assegno vitalizio vittime del dovere deve essere uguale a quello delle vittime del terrorismo, in base al principio di parità di trattamento e all'intento perequativo della legge.
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Rivalutazione Invalidità: Vittime del Dovere Ottengono Giustizia
Un Lavoratore, vittima del dovere, ha richiesto l'adeguamento dell'assegno vitalizio e la rivalutazione invalidità, ai sensi della Legge 206/2004. L'Amministrazione si è opposta, sostenendo che la rivalutazione si applicasse solo a benefici già liquidati prima dell'entrata in vigore della legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che il criterio di rivalutazione si applica anche alle liquidazioni successive, garantendo parità di trattamento. Il Lavoratore ha quindi ottenuto il pieno riconoscimento dei suoi diritti.
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Vittime del dovere: negati i benefici per incidente in pattuglia
Un appartenente alle forze dell'ordine ha subito gravi lesioni fisiche a causa di un sinistro stradale avvenuto durante un ordinario turno notturno di perlustrazione e controllo dei soggetti agli arresti domiciliari. Il pubblico dipendente ha quindi richiesto i benefici economici previsti per le vittime del dovere. I giudici di merito hanno respinto la domanda, evidenziando che l'incidente è avvenuto nello svolgimento di una normale mansione di servizio stradale, priva di condizioni operative o ambientali straordinarie ed eccedenti il rischio comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la decisione precedente e condannando il ricorrente al rimborso delle spese processuali in favore dell'amministrazione statale.
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Vittime del dovere: la Cassazione d ragione al soldato ferito
Un giovane militare di leva ha subito gravi lesioni a causa dello scoppio di una bomba a mano durante un'esercitazione di addestramento. Il Ministero ha negato i benefici previsti per le vittime del dovere, sostenendo che l'incidente rientrasse nel normale rischio dell'attività militare. La Corte di Cassazione ha invece rigettato il ricorso del Ministero. I giudici hanno stabilito che l'esercitazione, svolta dopo sole tre settimane di servizio con il lancio di una bomba carica in corsa al termine di dodici ore di addestramento, presentava elementi di straordinarietà e un rischio eccedente quello ordinario. Di conseguenza, al militare spetta lo status di vittime del dovere e il relativo risarcimento.
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Vittime del dovere: niente vitalizio ai figli non a carico
I familiari di un militare, riconosciuto come una delle vittime del dovere, hanno richiesto l'accesso ai benefici assistenziali riservati ai superstiti. Il Ministero della Difesa ha contestato la richiesta, rilevando che i figli erano maggiorenni e non a carico fiscale al momento del decesso. La Corte d'Appello ha negato i benefici e la Cassazione ha confermato tale decisione. La Suprema Corte ha chiarito che l'estensione delle tutele prevista per le vittime del terrorismo non modifica la platea dei beneficiari per le vittime del dovere. Pertanto, i figli non a carico non hanno diritto all'assegno vitalizio se il coniuge superstite è ancora in vita. Il ricorso dei familiari è stato rigettato con condanna alle spese.
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Assegno vitalizio vittime del dovere: lo Stato perde il ricorso
I familiari superstiti di un carabiniere, deceduto nel 1984 durante un conflitto a fuoco, hanno chiesto l'adeguamento dell'assegno vitalizio mensile da 258,23 euro a 500,00 euro. Il Ministero dell'Interno si è opposto, sostenendo che per le vittime del dovere l'importo dovesse rimanere fermo alla misura originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando che l'assegno vitalizio vittime del dovere deve essere equiparato a quello previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. La decisione si fonda su un principio di equità e razionalità costituzionale, garantendo parità di trattamento economico tra categorie analoghe di servitori dello Stato. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione decennale: lo Stato perde contro le vittime del dovere
I familiari di una vittima del dovere hanno chiesto l'adeguamento dell'assegno vitalizio, pretendendo la rivalutazione monetaria prevista per le vittime del terrorismo. L'Amministrazione Pubblica si è opposta, sostenendo che il diritto al pagamento delle somme arretrate fosse ormai scaduto per il decorso del termine di cinque anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Pubblica. I giudici hanno stabilito che si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale. Questo accade perché i crediti per le prestazioni assistenziali non ancora liquidati o messi a disposizione del beneficiario mantengono la natura di crediti illiquidi. Di conseguenza, i familiari hanno ottenuto il pieno diritto a ricevere tutte le somme dovute a titolo di rivalutazione monetaria per l'intero periodo richiesto.
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Vittime del dovere: negati i benefici per errore in addestramento
I familiari di un militare, deceduto durante un'esercitazione di soccorso aereo, hanno chiesto il riconoscimento dei benefici previsti per le vittime del dovere. La famiglia sosteneva che l'incidente fosse avvenuto in condizioni operative straordinariamente pericolose. La Corte d'Appello ha invece stabilito che l'incidente è stato causato da un errore fatale del militare stesso, che non ha agganciato l'imbragatura durante un normale addestramento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei familiari, confermando che l'addestramento ordinario, anche se finalizzato a testare nuove procedure, non costituisce un rischio eccezionale. Di conseguenza, i familiari perdono la causa e sono condannati al pagamento delle spese processuali.
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Vittime del dovere: la Cassazione trasferisce il caso
Un ex militare di leva ha chiesto il riconoscimento dei benefici come equiparato alle Vittime del dovere dopo aver contratto un plasmocitoma, ricollegabile al servizio prestato su una nave militare esposta a munizionamenti tossici. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, riconoscendogli un'invalidità del 65% e vari assegni vitalizi. I Ministeri della Difesa e dell'Interno hanno proposto ricorso in Cassazione. La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rilevato che la controversia rientra nelle materie di competenza della Sezione Lavoro. Di conseguenza, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti alla Sezione Lavoro per la decisione finale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Vittime del dovere: negato l’assegno, la Cassazione fa giustizia
Un cittadino, riconosciuto come appartenente alle vittime del dovere, ha richiesto il ricalcolo del proprio assegno mensile per adeguarlo a quello previsto per le vittime del terrorismo, pari a 500 euro. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che l'importo dell'assegno vitalizio mensile per le vittime del dovere deve essere identico a quello spettante alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Questo allineamento risponde a un principio di equità e razionalità costituzionale. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, annullato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova decisione conforme a questo principio.
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Vittime del dovere: il militare ferito vince contro il Ministero
Un militare di leva ha subito gravi lesioni a causa dello scoppio di un'ogiva durante un'esercitazione a fuoco. La Corte d'Appello ha riconosciuto il suo diritto ai benefici previsti per i soggetti equiparati alle Vittime del dovere, quantificando l'invalidità complessiva al 72%. Il Ministero della Difesa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la presenza di condizioni operative straordinarie e il criterio di calcolo dell'invalidità. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'addestramento con armi cariche comporta un rischio eccedente quello ordinario e che il calcolo dell'indennizzo deve basarsi sull'invalidità complessiva e non solo su quella permanente. Il militare ottiene così la conferma definitiva dei suoi diritti assistenziali.
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Vittime del dovere: negata l’equiparazione per amianto
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso degli eredi di un militare deceduto per neoplasia polmonare, i quali chiedevano il riconoscimento dello status di Vittime del dovere. Nonostante l'accertata esposizione all'amianto durante il servizio antincendio, i giudici hanno stabilito che tale esposizione rientra nella causa di servizio ordinaria, mancando il requisito di un rischio eccezionale o di particolari condizioni operative previste dalla legge.
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Vittime del dovere: malattia da amianto non basta, serve rischio extra
Un lavoratore, esposto all'amianto durante il servizio su navi, ha chiesto il riconoscimento dei benefici previsti per le vittime del dovere. La Corte di Cassazione ha respinto la sua domanda. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: non è sufficiente che la malattia sia riconosciuta come 'causa di servizio'. Per ottenere lo status di vittime del dovere è necessario dimostrare di aver affrontato 'particolari condizioni' di rischio, cioè un pericolo straordinario e superiore a quello normalmente connesso alle proprie mansioni. La semplice insalubrità dell'ambiente di lavoro ordinario non è abbastanza per giustificare i benefici speciali.
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Vittime del dovere: diritto ai benefici assistenziali
La Corte d'Appello ha confermato lo status di vittime del dovere per un brigadiere in congedo rimasto ferito durante operazioni di contrasto alla criminalità organizzata. Anche se gli eventi avevano una componente accidentale, come una caduta dovuta al maltempo e un incidente in scooter durante un pedinamento, la Corte ha ravvisato il nesso diretto con le attività rischiose previste dalla legge. La sentenza è stata parzialmente riformata solo per rimuovere la condanna al pagamento, poiché il ricorrente aveva chiesto inizialmente solo una pronuncia di accertamento.
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Vittime del dovere: esenzione pensione dal 2017
Una contribuente, superstite di un militare riconosciuto tra le vittime del dovere, ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2006, sostenendo che la propria pensione di reversibilità dovesse beneficiare dell'esenzione IRPEF prevista per le vittime del terrorismo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'equiparazione tra le due categorie è stata attuata dal legislatore in modo progressivo. L'esenzione fiscale specifica per i trattamenti pensionistici delle vittime del dovere è stata introdotta solo con la Legge di Bilancio 2017, con decorrenza dal 1° gennaio 2017, e non può essere applicata retroattivamente ad annualità precedenti come quella in esame.
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Vittime del dovere: aumento assegno vitalizio a 500 euro
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi di un soggetto riconosciuto come vittima del dovere, stabilendo il diritto all'adeguamento dell'assegno vitalizio mensile. La controversia riguardava la misura dell'emolumento, inizialmente erogato in circa 258 euro e richiesto nella misura di 500 euro. La Suprema Corte ha confermato che, per il principio di uguaglianza, le vittime del dovere devono ricevere lo stesso trattamento economico previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. La decisione ribadisce l'orientamento consolidato che impone l'equiparazione dei benefici tra queste categorie protette.
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