La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19417/2025, ha stabilito che l'assegno vitalizio per le vittime del dovere deve essere equiparato a quello previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, ammontando quindi a 500,00 euro mensili e non alla cifra ridotta di 258,23 euro. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato tale equiparazione, ribadendo che un regolamento governativo non può modificare un diritto già sancito dalla legge. Il principio di perequazione e di parità di trattamento è stato il fulcro della decisione, volta a eliminare ingiustificate disparità.
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