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Violazione Daspo

12 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione DASPO: ricorso generico e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 6 mesi di reclusione e 5.000 euro di multa per un soggetto accusato di violazione DASPO. L'imputato aveva presentato ricorso sostenendo che la pena fosse eccessiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando le motivazioni troppo generiche e non in grado di contestare la decisione ben argomentata della Corte d'Appello. Quest'ultima, infatti, aveva già applicato la pena minima prevista dalla legge, tenendo conto di tutte le attenuanti possibili. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali.
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Violazione DASPO: errore sul calendario non scusa, condanna certa
Un tifoso soggetto a DASPO viene condannato per aver violato il divieto, nonostante si sia difeso sostenendo un errore sul calendario della partita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale sulla violazione DASPO: è esclusivo onere della persona colpita dal divieto tenersi informata sugli eventi sportivi a cui non può assistere. L'errore o l'ignoranza non costituiscono una scusante valida. Di conseguenza, la condanna è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione DASPO: obbligo di firma e assoluzione.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Violazione DASPO nei confronti di un soggetto che non aveva ottemperato all'obbligo di presentazione presso la Questura durante un incontro di calcio. Il ricorrente sosteneva che l'assoluzione nel procedimento penale presupposto avesse fatto decadere automaticamente l'obbligo amministrativo. La Suprema Corte ha rigettato tale tesi, precisando che il provvedimento del Questore mantiene la sua efficacia fino a revoca formale e che l'obbligo di firma sussiste indipendentemente dal fatto che la partita si svolga a porte chiuse.
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Violazione DASPO: obbligo di firma e restrizioni COVID
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Violazione DASPO a carico di un soggetto che non aveva rispettato l'obbligo di firma presso la stazione dei Carabinieri. La difesa sosteneva che le restrizioni agli spostamenti imposte durante l'emergenza COVID-19 avessero reso impossibile l'adempimento. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tali norme non impedivano gli spostamenti per obblighi legali e che il ricorrente non aveva mai segnalato impedimenti specifici all'autorità.
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Violazione DASPO: inammissibile il ricorso in Cassazione
Un soggetto sanzionato con un divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO) viene condannato per aver violato tale divieto, recandosi presso uno stadio per vendere biglietti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, in quanto i motivi presentati erano una mera riproposizione di quelli già esaminati e rigettati dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la violazione DASPO, unita ad altre attività illecite, non possa essere considerata di lieve entità, confermando la pericolosità sociale del soggetto.
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Violazione DASPO: quando l’errore non scusa il reato
Un uomo con un DASPO non si presenta in caserma per una partita amichevole, sostenendo di aver commesso un errore sulla natura ufficiale dell'evento. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la sua deliberata scelta di non informarsi non costituisce un errore scusabile. La richiesta di non punibilità per la violazione DASPO è stata respinta a causa delle sue precedenti condanne per lo stesso reato, che dimostrano un comportamento abituale.
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Violazione DASPO: quando è reato di pericolo concreto?
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un gruppo di soggetti per violazione DASPO, chiarendo che il reato si configura come di pericolo concreto. Per la condanna, non è necessario che avvenga un contatto effettivo con la tifoseria avversaria, ma è sufficiente accertare la concreta possibilità che tale incontro potesse verificarsi, creando un rischio per l'ordine pubblico. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Violazione DASPO: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione del DASPO. L'imputato, già sottoposto a un provvedimento restrittivo, aveva omesso di presentarsi in caserma durante diverse partite della sua squadra di calcio. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando la valutazione dei giudici di merito basata sulle prove testimoniali e respingendo le contestazioni sulla pena e sull'applicazione delle misure. La condanna a 1 anno, 2 mesi e 15 giorni di reclusione e 13.700 euro di multa è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali.
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Violazione DASPO: estensione del divieto e inammissibilità
Un soggetto condannato per violazione DASPO ricorre in Cassazione, sostenendo che la partita di una squadra giovanile a cui ha assistito non fosse inclusa nel divieto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il DASPO può estendersi anche a incontri dilettantistici e amichevoli se specificato nel provvedimento, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Violazione DASPO: quando è reato? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione DASPO a carico di tre tifosi trovati in un'area interdetta vicino allo stadio. La sentenza chiarisce che il reato è di 'pericolo astratto', pertanto la semplice presenza nel luogo vietato è sufficiente per la condanna, senza che sia necessario dimostrare un pericolo effettivo di scontri. Tuttavia, la Corte ha annullato la decisione che negava le pene sostitutive, richiedendo una motivazione più specifica e non generica da parte del giudice di merito.
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Violazione DASPO: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione del DASPO. La sentenza sottolinea come le eccezioni sulla genericità dell'accusa debbano essere sollevate tempestivamente e come una difesa contraddittoria sulla presunta 'dimenticanza' degli obblighi non possa escludere la colpevolezza. La condanna per la violazione DASPO è stata quindi confermata.
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Violazione Daspo: la reiterazione esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ripetuta violazione dell'obbligo di presentazione legato al Daspo, anche se concentrata in un breve lasso di tempo, dimostra una gravità tale da escludere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Il comportamento dell'imputato e le giustificazioni implausibili fornite sono state determinanti per confermare la condanna, evidenziando una totale incomprensione del disvalore della propria condotta.
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