LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Vincolo Di Solidarietà

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Obbligazione in cui più debitori sono tenuti a eseguire la stessa prestazione, e il creditore può chiedere l'intero pagamento a uno qualsiasi di essi, che poi potrà rivalersi sugli altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Remissione del debito: vale l’intero importo o la sola quota?
Un condannato ha richiesto la remissione del debito relativo alle spese processuali derivanti da una condanna definitiva del 2008, pari a oltre 86.000 euro complessivi. Il Magistrato di Sorveglianza ha respinto la richiesta, calcolando la sostenibilità economica solo sulla quota individuale di circa 8.500 euro, escludendo il vincolo solidale tra coimputati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'interessato: le sentenze definitive anteriori alla riforma del 2009 mantengono l'obbligo solidale per l'intero importo. I giudici hanno annullato l'ordinanza con rinvio per una nuova valutazione del reale carico economico.
Continua »
Recupero spese processuali: la divisione tra condannati
La Corte d'Appello di Firenze ha chiarito che il recupero spese processuali relativo alle intercettazioni deve essere ripartito in parti uguali tra i soli condannati. Il ricorrente contestava l'addebito del 50% delle spese, sostenendo che dovessero essere divise tra tutti gli imputati iniziali, ma la Corte ha confermato la legittimità del calcolo basato sui soggetti attinti da condanna definitiva.
Continua »
Una Tantum Cambio Appalto: la Cassazione divide il conto
La Corte di Cassazione ha chiarito la ripartizione dell'onere economico in caso di una tantum per cambio appalto. Un lavoratore, passato a una nuova azienda, chiedeva a quest'ultima il pagamento dell'intera somma prevista dal CCNL per coprire un lungo periodo di vacanza contrattuale, anche per i mesi in cui era dipendente della precedente società. La Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti, stabilendo un principio di proporzionalità: la nuova azienda è obbligata a pagare l'indennità una tantum solo per il periodo in cui il lavoratore è stato effettivamente alle sue dipendenze. L'onere economico va quindi diviso tra i diversi datori di lavoro che si sono succeduti. La domanda del lavoratore è stata respinta.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: No TFR se la nuova azienda è solvibile
La Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare TFR e stipendi arretrati se il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con una nuova azienda acquirente che è solvibile. In caso di trasferimento d'azienda, la legge prevede una responsabilità solidale tra vecchio e nuovo datore. Se il nuovo datore è 'in bonis' (solvibile), il lavoratore deve rivolgersi a quest'ultimo per ottenere i suoi crediti. L'intervento del Fondo è escluso perché la sua funzione è coprire il rischio di insolvenza, rischio che non sussiste quando esiste un coobbligato in grado di pagare.
Continua »
Definizione Agevolata: la Capogruppo paga e salva la Controllata
Una società capogruppo e la sua controllata ricevono due distinti avvisi di accertamento per l'anno 2005, operando in regime di consolidato fiscale. Durante il contenzioso, la capogruppo aderisce alla definizione agevolata, pagando l'importo richiesto per chiudere la propria lite. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la definizione agevolata perfezionata dalla società capogruppo (consolidante) estende i suoi effetti anche alla società controllata (consolidata). In virtù del vincolo di solidarietà tra le due, l'estinzione del giudizio della prima provoca automaticamente l'estinzione anche del secondo. Di conseguenza, l'intero contenzioso viene dichiarato estinto, senza una decisione nel merito.
Continua »
Spese di giustizia pro quota: non paghi per gli altri coimputati
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulle spese processuali in caso di più imputati. Un cittadino, condannato in un processo penale insieme ad altri, si opponeva a una cartella di pagamento che gli chiedeva di saldare l'intero importo delle spese di giustizia. La Corte ha dato ragione al cittadino, stabilendo che dopo la riforma del 2009 non vale più il principio di solidarietà. Si applica invece il criterio delle spese di giustizia pro quota: ogni condannato è obbligato a pagare solo la sua parte e non può essere costretto a saldare il debito degli altri. La competenza a decidere su queste contestazioni spetta al giudice civile.
Continua »
Corrispondenza chiesto pronunciato: errore del giudice
Un legale ha citato in giudizio la propria cliente e la controparte processuale per il pagamento dei compensi professionali. La Corte d'Appello ha erroneamente interpretato la domanda, limitando la condanna. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per violazione del principio di corrispondenza chiesto pronunciato, stabilendo che il giudice di merito aveva alterato il contenuto della richiesta del legale, omettendo di pronunciarsi sulla domanda di condanna solidale.
Continua »
Vincolo di solidarietà avvocato: sì se c’è transazione
Due avvocati hanno citato in giudizio la controparte del loro ex cliente per ottenere il pagamento dei loro onorari, invocando il vincolo di solidarietà previsto in caso di transazione. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Secondo la Corte, una mera ordinanza di "compensazione delle spese" a seguito di una transazione non esclude automaticamente il diritto degli avvocati, rendendo necessaria una valutazione più approfondita del caso.
Continua »