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Via (Valutazione Di Impatto Ambientale)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura amministrativa che ha lo scopo di individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti e indiretti di un progetto sull'ambiente, al fine di proteggere la salute umana e migliorare la qualità della vita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Couso Idroelettrico: Acqua Potabile e Energia, la Cassazione Decide
L'Azienda Idrica e l'Ente Gestore hanno contestato la concessione rilasciata dall'Amministrazione Regionale a L'Impresa per un micro-impianto idroelettrico. Questo impianto sfruttava l'acqua di un acquedotto già destinata all'uso potabile, restituendola integralmente dopo la produzione di energia. I ricorrenti lamentavano irregolarità procedurali, l'omessa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e il presunto sovradimensionamento. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la legittimità del couso idroelettrico. Ha stabilito che l'impianto, per le sue ridotte dimensioni e l'assenza di impatti aggiuntivi, non richiedeva la VIA. Inoltre, la procedura di rilascio della concessione idrica, anche se antecedente all'autorizzazione unica, era considerata valida.
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Pista da cross abusiva: l’illecito permanente costa 35.000€
Una società sportiva realizza una pista di motocross senza la necessaria Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Anni dopo, la Regione le impone una pesante sanzione applicando una legge entrata in vigore dopo la costruzione della pista. La società si oppone, sostenendo che la legge non può essere retroattiva. La Corte di Cassazione dà torto alla società, stabilendo che la mancanza della VIA costituisce un **illecito permanente**. La violazione non è solo la costruzione, ma il mantenimento dell'opera senza autorizzazione, che si rinnova ogni giorno. Pertanto, la nuova legge sanziona una condotta ancora in corso e non un fatto passato, rendendo la multa legittima e responsabile l'amministratore in carica al momento dell'accertamento.
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Risarcimento danni legge incostituzionale: impresa perde tutto
Un'azienda realizza un impianto energetico grazie a un'autorizzazione basata su una nuova legge regionale. Successivamente, la Corte Costituzionale dichiara la legge illegittima e i giudici annullano l'autorizzazione. L'azienda chiede un maxi-risarcimento alla Regione, ma la Corte di Cassazione respinge la richiesta. Viene stabilito un principio fondamentale: non spetta alcun risarcimento danni per una legge incostituzionale. L'attività legislativa è una scelta politica, non un atto amministrativo, e quindi non genera responsabilità civile per danni verso i cittadini, salvo rare eccezioni non presenti nel caso. L'azienda perde la causa.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un professionista ha citato in giudizio un collega per il pagamento di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sostenendo di aver ricevuto un incarico esclusivo. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione per vizio di "motivazione apparente", ritenendo che il ragionamento dei giudici di merito fosse illogico e non avesse adeguatamente verificato l'effettiva portata degli incarichi professionali.
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Principio precauzione ambientale: stop a impianto idro
Una società energetica si è vista negare l'autorizzazione per un impianto idroelettrico a causa di rischi ambientali. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che il principio di precauzione ambientale e la tutela dei corsi d'acqua prevalgono, specialmente quando non vengono proposte alternative progettuali idonee a scongiurare il rischio di deterioramento. La decisione sottolinea la legittimità del provvedimento amministrativo basato su criticità idrogeologiche concrete e non su mere supposizioni.
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