LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Verifica A Tavolino

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un controllo fiscale effettuato dall'Agenzia delle Entrate presso i propri uffici, basandosi su documenti e dati già in suo possesso, senza accedere fisicamente ai locali del contribuente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contraddittorio preventivo IVA: illegittimo l’atto senza dialogo
L'Agenzia delle Entrate ha svolto un controllo a tavolino su una società alberghiera, contestando maggiori ricavi non dichiarati per le annualità 2008 e 2009. Il Fisco ha notificato gli avvisi di accertamento senza attivare il contraddittorio preventivo IVA prima dell'emissione degli atti. La società ha dimostrato che una tempestiva interlocuzione avrebbe modificato la pretesa, tanto che l'Ufficio ha poi ridotto parzialmente gli importi in autotutela dopo aver visionato memorie difensive. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della struttura ricettiva per la parte relativa all'IVA, annullando la relativa pretesa fiscale a causa dell'omesso confronto preventivo.
Continua »
Contraddittorio preventivo: il Fisco sfida la prova dei pagamenti
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava gli accertamenti fiscali contro una società. La decisione originaria riteneva nullo l'accertamento per violazione del contraddittorio preventivo, ritenendo che la società avesse fornito la prova di resistenza dimostrando i pagamenti. L'Agenzia contesta che, per le verifiche a tavolino, il contraddittorio preventivo non sia obbligatorio per le imposte non armonizzate e che il mero pagamento non provi l'effettiva esistenza delle operazioni contestate. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione sul legame tra la prova di resistenza e la fondatezza della pretesa fiscale nei tributi armonizzati, ha rimesso la causa alla pubblica udienza della Quinta Sezione Civile per una trattazione approfondita.
Continua »
Termine dilatorio di sessanta giorni: scontro tra Fisco e soci
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro una società di gestione balneare e i suoi soci per maggiori ricavi nel 2012. I controlli erano iniziati con un accesso in loco nel 2015, seguito da un verbale d'ufficio nel 2017. I giudici di merito avevano annullato gli atti ritenendo violato il termine dilatorio di sessanta giorni, facendolo decorrere dall'ultimo verbale del 2017. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che il termine dilatorio di sessanta giorni decorre dal rilascio del primo verbale di chiusura delle operazioni di accesso presso la sede del contribuente. Non rileva la successiva attività di controllo "a tavolino" svolta presso gli uffici finanziari. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Una società che gestisce un bar e una ricevitoria scommesse per un allibratore estero ha ricevuto un accertamento fiscale per omesso versamento dell'imposta unica sulle scommesse e maggiori ricavi. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, i contribuenti hanno chiesto di poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, rinviando la trattazione del caso a una data successiva al 10 ottobre 2023 per consentire il perfezionamento della sanatoria.
Continua »
Contraddittorio endoprocedimentale: no all’annullamento facile
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro una società e i suoi soci per presunte operazioni inesistenti, rideterminando IVA, IRAP e IRPEF. I giudici di merito hanno annullato gli atti per violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. La Corte ha chiarito che per i tributi non armonizzati (IRAP e IRPEF) non esiste un obbligo generale di confronto preventivo per le verifiche a tavolino. Per i tributi armonizzati (IVA), l'omesso confronto annulla l'atto solo se il contribuente supera la prova di resistenza, dimostrando quali difese concrete avrebbe potuto far valere. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Contraddittorio endoprocedimentale: ko sulle fatture false
L'Azienda impugna un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo a costi ritenuti indeducibili per operazioni oggettivamente inesistenti con una ditta cartiera. La Cassazione rigetta il ricorso dell'Azienda. La Corte chiarisce che per i controlli a tavolino l'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale sussiste solo per i tributi armonizzati, come l'IVA, e richiede comunque la prova di resistenza da parte del contribuente. L'Azienda non ha dimostrato quali argomenti decisivi avrebbe potuto addurre se fosse stata consultata prima. Inoltre, in tema di fatture false, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle transazioni, non essendo sufficiente la mera regolarità contabile o bancaria. L'Azienda perde definitivamente la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Fatture per operazioni inesistenti: condannata la società
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società in liquidazione, contestando l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ai fini IRES, IRAP e IVA. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato l'atto impositivo, motivando la decisione attraverso il richiamo ad altre sentenze emesse tra le stesse parti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici di legittimità hanno chiarito che la motivazione per relationem è pienamente valida se i documenti richiamati sono noti al contribuente. Inoltre, per i controlli eseguiti a tavolino prima della riforma del 2024, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per le imposte dirette, mentre per l'IVA il contribuente deve fornire la prova di resistenza, dimostrando quali argomenti decisivi avrebbe potuto spendere. La società è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Deducibilità dei costi: la prova del contribuente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in merito alla deducibilità dei costi per prestazioni di servizi ritenute non adeguatamente documentate. Il cuore della controversia riguarda la genericità delle fatture emesse dai fornitori, che non permettevano di verificare l'inerenza e la congruità delle spese ai sensi dell'Art. 109 del TUIR. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova spetta al contribuente, il quale deve fornire elementi certi e dettagliati per giustificare la detrazione IVA e la deduzione dei costi dal reddito d'impresa. Inoltre, è stato chiarito che per i controlli 'a tavolino' non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi non armonizzati.
Continua »
Contraddittorio Accise: Atto Nullo se il Fisco non ti Avvisa
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di pagamento per omesso versamento di accise sul gasolio. L'atto era basato su informazioni raccolte durante una verifica presso un'altra società, senza che al contribuente fosse stata data la possibilità di difendersi prima dell'emissione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il **contraddittorio endoprocedimentale accise** è sempre obbligatorio. L'amministrazione finanziaria deve comunicare le contestazioni e concedere al contribuente un termine per presentare le proprie osservazioni, anche in caso di controlli 'a tavolino'. La violazione di questa garanzia procedurale comporta la nullità dell'atto impositivo, senza che il contribuente debba dimostrare che l'esito sarebbe stato diverso. Di conseguenza, il contribuente ha vinto la causa.
Continua »
Accertamento bancario: presunzioni e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6209/2024, ha respinto il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF basato su indagini finanziarie. La Corte ha confermato che la presunzione legale di maggior reddito derivante dai versamenti bancari si applica a tutti i contribuenti, non solo agli imprenditori. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di contraddittorio preventivo non sussiste per le verifiche fiscali condotte "a tavolino". Di conseguenza, l'onere di provare che tali somme non costituiscono reddito imponibile ricade interamente sul contribuente.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è inammissibile
Un contribuente ha presentato ricorso contro un accertamento fiscale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché mescolava diverse censure in un unico motivo e mancava di autosufficienza. La Corte ha chiarito che il contraddittorio preventivo non è sempre obbligatorio per gli accertamenti a tavolino.
Continua »
Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16354/2025, ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per la deducibilità del TFR dei dipendenti non si applicano al Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. Ai fini della deducibilità TFM amministratori per competenza, è sufficiente che l'indennità sia prevista da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha inoltre chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento non si applica alle verifiche fiscali 'a tavolino'.
Continua »