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Usura

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361 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estorsione: quando la presenza fisica è concorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di usura ed estorsione a carico di due imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. La decisione ribadisce che l'estorsione si considera consumata nel momento in cui si verifica l'effetto costrittivo sulla vittima, indipendentemente dall'effettivo conseguimento del profitto. Inoltre, la Corte ha chiarito che la semplice presenza fisica sul luogo del delitto può configurare un concorso morale se idonea a intimidire la persona offesa e a fornire sicurezza al complice.
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Legittimo impedimento: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per usura e tentata estorsione a causa della mancata valutazione di un'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore. L'avvocato aveva documentato un impegno professionale concomitante inviando la richiesta via PEC prima dell'udienza, ma i giudici d'appello avevano proceduto in sua assenza senza motivare il diniego. Tale omissione configura una nullità assoluta degli atti processuali, rendendo necessario un nuovo giudizio di secondo grado.
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Usura bancaria: ricorso inammissibile se poco chiaro
Una società agricola e il suo garante hanno impugnato un contratto di leasing denunciando casi di usura bancaria e indeterminatezza dei tassi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di una tecnica espositiva oscura e della mancata specificità dei motivi. I giudici hanno confermato che la presenza di una clausola di salvaguardia esclude l'illiceità dei tassi e che le contestazioni su oneri accessori non possono essere sollevate per la prima volta in sede di appello.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società ha presentato ricorso in Cassazione per contestare la presunta natura usuraria degli interessi in un contratto di leasing. Dopo l'avvio del procedimento, la ricorrente ha notificato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dalla società di leasing resistente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che l'accettazione reciproca esclude la condanna alle spese e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una rinuncia successiva e non di una inammissibilità originaria.
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Reato di usura: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di usura a carico di un soggetto che prestava denaro a tassi illeciti. La difesa aveva contestato l'utilizzo, da parte del consulente tecnico del Pubblico Ministero, di informazioni raccolte durante le indagini preliminari e non ancora confermate in aula. La Suprema Corte ha stabilito che il consulente può legittimamente consultare gli atti del fascicolo per svolgere il proprio incarico, purché i fatti vengano poi regolarmente accertati durante il dibattimento. È stata inoltre respinta la tesi della decadenza della parte civile per il deposito tardivo delle conclusioni scritte, qualificato come mera irregolarità formale.
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Usura e tentata estorsione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per i reati di usura e tentata estorsione a carico di due imputati. Il caso riguardava prestiti di denaro con tassi di interesse superiori al 120% annuo, supportati da testimonianze delle vittime e riscontri documentali bancari. La difesa ha contestato inutilmente l'attendibilità dei testimoni e ha invocato la prescrizione, ma i giudici hanno stabilito che la ridefinizione degli interessi (novazione) ha spostato in avanti il termine di consumazione del reato. È stata inoltre rigettata l'ipotesi di desistenza volontaria per l'estorsione, poiché l'azione intimidatoria era già stata compiutamente realizzata.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che aveva concordato la pena per il reato di usura tramite patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione riguardo all'assenza di cause di non punibilità. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi per impugnare una sentenza di patteggiamento sono limitati a casi tassativi, tra i quali non rientra la generica doglianza sulla motivazione ex art. 129 c.p.p., condannando il ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Usura aggravata: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di usura aggravata nei confronti di un'imputata, dichiarando inammissibile il ricorso presentato. La difesa contestava la sussistenza del reato e l'attendibilità delle persone offese, sostenendo che vi fosse stata una compensazione tramite lavori eseguiti. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che le doglianze erano aspecifiche e miravano a una rivalutazione del merito, preclusa in sede di legittimità. È stata confermata la congruità del trattamento sanzionatorio e il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche.
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Usura bancaria: quando le commissioni sono escluse
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione a un decreto ingiuntivo relativo a un contratto di factoring. Il ricorrente sosteneva la presenza di usura bancaria, ma la Corte ha ribadito che la liceità del tasso va valutata al momento della stipula (usura originaria). Inoltre, è stato chiarito che le commissioni per servizi di gestione e garanzia dei crediti, essendo estranee alla funzione di finanziamento, non devono essere computate nel calcolo del tasso soglia rilevante ai fini dell'usura.
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Esigenze cautelari: la revoca della misura per usura
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della misura dell'obbligo di firma per un indagato accusato di usura aggravata. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato dichiarato inammissibile poiché le **esigenze cautelari** sono state correttamente ritenute affievolite dal Tribunale di merito. La decisione si fonda sul ruolo marginale dell'indagato, sull'esclusione dell'aggravante mafiosa e sul lungo periodo già trascorso sotto misura. La Corte ha inoltre ribadito il principio di autonomia tra il procedimento penale e quello di prevenzione.
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Usura e stato di bisogno: limiti alla pena
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di usura aggravata dallo stato di bisogno della vittima, originato da un prestito di mille euro con interessi settimanali di trecento euro. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale dell'imputato, ma ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio. I giudici hanno rilevato un difetto di motivazione nell'applicazione del massimo aumento di pena per l'aggravante, poiché il giudice di merito non ha giustificato logicamente lo scostamento dai minimi edittali in presenza di una pena base fissata al minimo.
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Usura: la Cassazione su concorso e concordato
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di usura che ha coinvolto diversi soggetti accusati di aver agevolato un prestito illecito. Un imputato ha tentato di contestare la congruità della pena dopo aver aderito al concordato in appello, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Al contrario, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della parte civile contro l'assoluzione di due presunti complici. I giudici hanno rilevato che l'attività di intermediazione non era stata svolta nell'interesse della vittima, bensì per favorire l'usuraio, annullando la sentenza agli effetti civili e disponendo un nuovo giudizio davanti al giudice civile competente.
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Usura bancaria: penale e tassi soglia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un mutuatario che contestava la presunta usura bancaria di un contratto di finanziamento. Il ricorrente sosteneva che la penale per l'estinzione anticipata dovesse essere sommata agli interessi corrispettivi per verificare il superamento del tasso soglia. La Suprema Corte ha invece confermato che, per il principio di simmetria, tali voci non sono cumulabili poiché hanno funzioni diverse: gli interessi remunerano la durata del prestito, mentre la penale riguarda lo scioglimento del rapporto. La decisione ribadisce l'esclusione della penale di recesso dal calcolo del TAEG ai fini dell'usura.
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Mutuo fondiario: validità interessi e surroga garante
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un decreto ingiuntivo legato a un mutuo fondiario, respingendo le contestazioni dei debitori su presunta usura e anatocismo. I giudici hanno stabilito che il garante, avendo saldato il debito alla banca originaria, si è legittimamente surrogato nei diritti di quest'ultima. Le doglianze relative ai calcoli degli interessi e alla trasparenza contrattuale sono state dichiarate inammissibili per difetto di specificità e perché attinenti a valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità.
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Usura e tentata estorsione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di usura e tentata estorsione, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati dagli imputati. Il caso riguardava la pretesa di interessi usurari e l'uso di minacce per il recupero del credito. La Suprema Corte ha ribadito che la testimonianza della vittima è attendibile e autosufficiente se coerente. Inoltre, ha chiarito che la richiesta di interessi illeciti configura estorsione e non esercizio arbitrario delle proprie ragioni, poiché il credito deriva da un negozio nullo per illiceità della causa. I motivi di ricorso sono stati giudicati generici e privi di confronto critico con le sentenze di merito.
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Anatocismo bancario: le nuove regole della Cassazione
Una società e i suoi soci hanno contestato a un istituto di credito l'applicazione di interessi illegittimi e l'anatocismo bancario su diversi conti correnti. La Corte di Cassazione ha chiarito che, se il contratto non prevede la capitalizzazione degli interessi ma i tassi base sono validamente pattuiti, il giudice deve limitarsi a eliminare l'effetto anatocistico senza sostituire i tassi convenzionali con quelli legali. Inoltre, la Corte ha ribadito i criteri per il calcolo dell'usura in relazione alle commissioni di massimo scoperto e ha escluso l'usura sopravvenuta in caso di modifiche unilaterali dei tassi accettate tacitamente dal cliente.
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Usura bancaria: inammissibile il ricorso astratto
Un cliente ha contestato un contratto di leasing automobilistico sostenendo la presenza di usura bancaria negli interessi moratori. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda rilevando che, non essendo mai avvenuto un ritardo nei pagamenti, la clausola non era mai stata applicata, determinando una carenza di interesse ad agire. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha contestato adeguatamente la motivazione principale e ha formulato quesiti astratti, non attinenti al caso concreto.
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Reato di usura: quando restano i domiciliari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare per un soggetto accusato del reato di usura, respingendo la richiesta di sostituzione della misura degli arresti domiciliari. Nonostante la difesa avesse evidenziato un'offerta risarcitoria simbolica di 500 euro accettata dalla vittima, i giudici hanno ritenuto che tale gesto non eliminasse il pericolo di reiterazione del reato. La decisione sottolinea come la condotta delittuosa fosse considerata un vero e proprio modello di vita e fonte di sostentamento, rendendo attuale e concreto il rischio di nuovi illeciti indipendentemente dal rapporto con il singolo debitore.
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Usura: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati condannati per i reati di Usura ed estorsione. La decisione si fonda sulla natura aspecifica dei motivi di impugnazione, i quali si limitavano a riproporre questioni di fatto già ampiamente analizzate e risolte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha ribadito che, in presenza di una doppia conforme, il sindacato di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione delle prove, come le intercettazioni e le testimonianze, se la motivazione della sentenza d'appello risulta logica e coerente. È stata confermata la responsabilità penale per entrambi i soggetti, inclusa la partecipazione attiva del figlio alle condotte illecite del padre.
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Reato di usura: arresti domiciliari e recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un soggetto accusato di reato di usura, rigettando la richiesta di sostituzione della misura cautelare. Nonostante l'indagato avesse offerto un risarcimento simbolico alla vittima, i giudici hanno ritenuto che il pericolo di reiterazione del reato rimanesse attuale e concreto. La decisione si fonda sulla constatazione che l'attività illecita costituiva il modello di vita e la principale fonte di sostentamento del ricorrente, rendendo irrilevante la singola condotta riparatoria ai fini della valutazione della pericolosità sociale complessiva.
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