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Ultra Petita Partium

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica un vizio della sentenza. Si verifica quando il giudice si pronuncia su una domanda non proposta dalle parti o va oltre i limiti della richiesta, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spese legali e risarcimento: quando sono accessorie?
Una coppia di cittadini ha citato in giudizio un Comune per ottenere il rimborso delle spese legali sostenute per l'annullamento di una cartella esattoriale illegittima, qualificando la richiesta come risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le spese legali sono sempre accessorie al procedimento principale e devono essere liquidate al suo interno, non potendo formare oggetto di un'autonoma azione di risarcimento.
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Litisconsorzio necessario e locazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione di un contratto di locazione ad uso commerciale, non sussiste un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra il conduttore originario (cedente) e il nuovo conduttore (cessionario). L'ente locatore può agire per la risoluzione del contratto e il pagamento dei canoni solo nei confronti del conduttore originario, se non lo ha espressamente liberato dalle sue obbligazioni. Il ricorso del conduttore, che lamentava la mancata partecipazione al giudizio della società cessionaria, è stato quindi respinto.
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Notifica avviso accertamento: domicilio fiscale
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo che la notifica dell'avviso di accertamento fosse invalida perché effettuata a un indirizzo errato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che fa fede il domicilio fiscale registrato al momento della notifica, anche se diverso dalla residenza anagrafica. L'onere di provare l'irregolarità della notifica spetta al contribuente, e l'accertamento dei fatti svolto nei gradi di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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Responsabilità medica: prova e danno morale presunto
Un paziente subisce una lesione nervosa permanente dopo un intervento di artroprotesi d'anca. La Corte d'Appello conferma la responsabilità medica della struttura sanitaria, respingendo l'ipotesi di una mera complicanza. La sentenza chiarisce che, in caso di lesioni gravi, il danno morale può essere riconosciuto anche tramite presunzioni, basandosi sull'impatto della lesione sulla vita del paziente. Viene inoltre corretto il calcolo delle spese legali, includendo fasi processuali precedentemente omesse.
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Disservizio telefonico: risarcimento per professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10201/2025, ha stabilito che il disservizio telefonico sulla linea di uno studio professionale può causare un danno risarcibile non solo patrimoniale, sotto forma di perdita di chance, ma anche non patrimoniale per lesione della reputazione. La Corte ha chiarito che, per il danno da perdita di nuovi clienti, non è necessaria la prova di un calo di fatturato tramite documenti fiscali, potendo il giudice liquidare il danno in via equitativa. Viene così ribaltata la decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento.
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Costi indeducibili: la Cassazione sulla locazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava la ripresa a tassazione dei canoni di locazione di una villetta. La Corte ha confermato i costi indeducibili poiché la società non ha fornito la prova dell'inerenza della spesa all'attività d'impresa. La decisione si fonda su una duplice motivazione: la mancata dimostrazione dell'utilizzo dell'immobile per esigenze aziendali e il mancato rispetto della normativa sulla deducibilità dei costi per i dipendenti.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società di servizi impugnava una sentenza che annullava un accertamento ICI per prescrizione e violazione del principio del 'ne bis in idem'. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito della questione. Il giudizio è stato dichiarato estinto poiché i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata, una procedura che permette di chiudere le liti fiscali pagando un importo forfettario, ponendo fine al contenzioso in corso.
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Decadenza cartella: la Cassazione fissa i termini
Una società impugna una cartella di pagamento per una rata di un piano di dilazione non versata, sostenendo la tardività della notifica. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il termine previsto dalla legge per la notifica della cartella di pagamento in caso di mancato versamento di una rata è un termine di decadenza perentorio per l'Amministrazione Finanziaria. La Corte chiarisce che tale termine, in linea con i principi costituzionali, garantisce la certezza dei rapporti giuridici, impedendo al Fisco di agire a tempo indeterminato. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado viene cassata con rinvio per verificare l'effettiva maturazione della decadenza.
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