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Uccellagione

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una pratica illegale di cattura massiva e indiscriminata di uccelli selvatici, realizzata con mezzi diversi dalle armi da fuoco (come reti, trappole o anche a mani nude), che causa un grave danno alla fauna.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uccelli in gabbia: Maltrattamento di animali e furto aggravato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per furto aggravato di fauna selvatica e maltrattamento di animali. L'uomo aveva utilizzato reti illegali per catturare uccelli e li aveva detenuti in piccole gabbie, usandoli come richiami vivi, causando loro lesioni e sofferenze. La Suprema Corte ha ribadito che la caccia senza licenza con metodi proibiti costituisce furto ai danni dello Stato. Ha anche chiarito che l'uso degli uccelli come richiami vivi in condizioni di sofferenza configura il maltrattamento di animali, distinguendolo dalla mera detenzione incompatibile.
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Reato di uccellagione: caccia con reti e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un cacciatore per il reato di uccellagione mediante l'uso di reti non consentite e per l'abbattimento illegale di fauna selvatica, compreso un esemplare di pettirosso (specie particolarmente protetta) e diversi fringuelli. La difesa contestava la qualificazione giuridica dei fatti e richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: i motivi erano generici e meramente reiterativi di quanto già disatteso in appello. I giudici hanno escluso la tenuità dell'offesa vista la pluralità di catture e l'intensità del dolo manifestata attraverso l'allestimento mirato della rete, confermando la sanzione e disponendo il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reato di Uccellagione: Presa di Nidi a Mani Nude è Reato Grave
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche il prelievo di un gran numero di uccellini appena nati direttamente dai nidi, e a mani nude, configura il grave **reato di uccellagione**. Un soggetto era stato condannato per aver detenuto 320 piccoli di uccelli selvatici. La difesa sosteneva che tale condotta non rientrasse nella definizione di uccellagione. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che la legge intende punire qualsiasi sistema di cattura di massa, diverso dall'uso di armi, che provochi un indiscriminato impoverimento della fauna e sofferenza agli animali. La condanna è stata quindi confermata, poiché l'azione ha impedito a centinaia di esemplari di raggiungere l'età adulta, causando un danno grave all'ecosistema.
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Uccellagione: 74 trappole non sono caccia, è reato più grave
Un cacciatore posiziona 74 trappole a scatto in un'ampia area boschiva, catturando esemplari di specie protette. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto fondamentale: non si tratta di semplice caccia con mezzi vietati, ma del più grave reato di uccellagione. Il criterio distintivo è il rischio di un danno massiccio e indiscriminato alla fauna selvatica, causato dalle modalità e dal numero di trappole. La Corte, confermando la condanna, dichiara inammissibile il ricorso del cacciatore, condannandolo al pagamento di 3.000 euro.
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Uccellagione e tutela penale delle specie protette
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito riguardante la cattura di pettirossi, stabilendo che l'uccellagione è un reato di pericolo a consumazione anticipata. Tale condotta non può essere assorbita nel reato di caccia illegale poiché tutela beni giuridici differenti. La Corte ha inoltre precisato che il pettirosso è una specie particolarmente protetta secondo la Convenzione di Berna, comportando sanzioni più severe rispetto alla caccia di specie comuni. Infine, è stata censurata la concessione di attenuanti generiche prive di una specifica motivazione che vada oltre la mera incensuratezza.
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Reato di uccellagione: quando è reato permanente?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di uccellagione e detenzione di fauna protetta. La sentenza stabilisce che l'uccellagione è un reato a consumazione anticipata che può assumere carattere permanente, perdurando fino al sequestro degli strumenti di cattura. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare la provenienza lecita degli animali selvatici detenuti spetta all'imputato e non all'accusa. La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso sulla violazione del diritto di difesa, chiarendo che la data di accertamento indicata nell'imputazione non limita la contestazione all'intera durata della condotta illecita.
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Reati di caccia: Cassazione su prescrizione e tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cacciatore per vari reati di caccia, tra cui uccellagione con reti e uso di richiami acustici vietati. La sentenza chiarisce l'applicabilità delle norme sulla sospensione della prescrizione per i reati commessi fino al 31 dicembre 2019, respingendo la tesi della difesa. Inoltre, ha escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la pluralità delle violazioni e gli strumenti utilizzati, confermando un orientamento rigoroso in materia di tutela della fauna selvatica.
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