La Corte di Cassazione ha stabilito che anche il prelievo di un gran numero di uccellini appena nati direttamente dai nidi, e a mani nude, configura il grave **reato di uccellagione**. Un soggetto era stato condannato per aver detenuto 320 piccoli di uccelli selvatici. La difesa sosteneva che tale condotta non rientrasse nella definizione di uccellagione. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che la legge intende punire qualsiasi sistema di cattura di massa, diverso dall'uso di armi, che provochi un indiscriminato impoverimento della fauna e sofferenza agli animali. La condanna è stata quindi confermata, poiché l'azione ha impedito a centinaia di esemplari di raggiungere l'età adulta, causando un danno grave all'ecosistema.
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