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Truffa — Anno 2022

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164 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Truffa

Provvedimenti

Truffa contrattuale: abbonamento falso, condanna vera
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di Truffa contrattuale. Il caso riguardava l'attivazione fraudolenta di un abbonamento televisivo a nome di una vittima ignara. L'imputato ha contestato la decisione della Corte di Appello proponendo una diversa ricostruzione dei fatti. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice di legittimità non può rivalutare le prove, ma deve solo verificare la coerenza logica della motivazione. Poiché la sentenza precedente era solida e priva di contraddizioni, il ricorso è stato rigettato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Falso in assegno non trasferibile: assolto ma condannato per truffa
L'Imputato ha acquistato della merce pagando con un assegno bancario rubato e non trasferibile, firmato con false generalità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di truffa e ricettazione. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo al reato di falso in scrittura privata. I giudici hanno stabilito che il falso in assegno non trasferibile è stato depenalizzato dal decreto legislativo numero 7 del 2016. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per questo specifico reato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello solo per ricalcolare al ribasso la pena complessiva, eliminando l'aumento stabilito per la falsificazione dell'assegno.
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Truffa online: incassa ma non spedisce, ricorso respinto
Un uomo, denominato Il Venditore, ha messo in vendita su internet un motore per auto, incassando il prezzo senza mai consegnarlo all'acquirente. Condannato in primo grado per il reato di Truffa online, ha proposto appello. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per la genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che l'atto di appello deve contestare in modo specifico e puntuale le prove e le motivazioni della sentenza di primo grado. Il ricorso del Venditore è stato quindi dichiarato inammissibile, con sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: l’impiegata evita la pena ma rischia il danno
Un'impiegata amministrativa è stata accusata di aver sottratto ingenti somme all'azienda falsificando assegni e fatture. Condannata in appello per truffa aggravata, la lavoratrice ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che il reato si era estinto per il decorso del tempo, dichiarando la prescrizione del reato sotto il profilo penale. Tuttavia, poiché i motivi di ricorso relativi alla ricostruzione dei fatti e all'autenticità delle firme non erano manifestamente infondati, la Cassazione ha annullato anche le decisioni sul risarcimento del danno, rinviando la causa al giudice civile per un nuovo esame della responsabilità risarcitoria.
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