Un Caporal Maggiore dell'esercito ha usufruito di permessi retribuiti per assistere un familiare invalido, ma non ha fornito l'assistenza. È stato condannato per truffa militare. La difesa ha sollevato il difetto di giurisdizione militare, sostenendo che l'Amministrazione Militare non fosse il soggetto passivo del reato, poiché l'INPS sosteneva il costo finale dei permessi. La Corte di Cassazione ha accolto questa tesi, stabilendo che il soggetto passivo della truffa è chi subisce una perdita patrimoniale definitiva. Poiché l'Amministrazione Militare anticipava solo i pagamenti, poi rimborsati dall'INPS, non ha subito una perdita definitiva. La sentenza è stata annullata per difetto di giurisdizione militare.
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