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Trattamento Individualizzato

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Insieme di interventi (lavoro, istruzione, supporto psicologico) personalizzati per il singolo detenuto, finalizzati a promuovere la sua risocializzazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Semilibertà negata: la condotta in cella non cancella il passato
Il Condannato ha proposto ricorso contro il diniego del Tribunale di Sorveglianza alla concessione della misura alternativa della semilibertà. Il ricorrente lamentava la mancata valorizzazione del suo positivo percorso rieducativo in carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per la concessione della semilibertà occorre sia la valutazione del comportamento interno, sia l'effettivo ravvedimento critico rispetto al passato. Nel caso specifico, la gravità dei precedenti penali e la persistente pericolosità sociale del soggetto richiedono un periodo più lungo di osservazione in carcere, rispettando il principio di gradualità nella concessione dei benefici penitenziari. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ammissione alla semilibertà: no al trafficante che si giustifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego del Tribunale di Sorveglianza all'ammissione alla semilibertà e alla detenzione domiciliare. Il ricorrente, condannato per associazione finalizzata al traffico di esseri umani e sfruttamento di donne, mostrava un atteggiamento volto a minimizzare le proprie responsabilità. I giudici hanno confermato la legittimità del diniego basandosi sui pareri negativi della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia, oltre che sulla relazione della Casa Circondariale che evidenziava la necessità di approfondire la personalità del soggetto. La Suprema Corte ha ribadito che l'ammissione alla semilibertà richiede una valutazione complessiva della personalità e un effettivo percorso di ravvedimento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Misure alternative alla detenzione: i criteri di scelta
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle richieste di misure alternative alla detenzione avanzate da un detenuto. Nonostante la presenza di errori materiali nell'ordinanza (data di nascita errata e parere del PM travisato), i giudici hanno ritenuto che l'identità del soggetto fosse certa. Il fulcro della decisione risiede nel giudizio prognostico negativo sulla pericolosità sociale del richiedente. La Corte ha stabilito che la gravità dei precedenti penali e le informative recenti della Direzione Distrettuale Antimafia prevalgono sulla regolare condotta tenuta in carcere. Il breve periodo di osservazione non è stato considerato sufficiente a garantire il reinserimento sociale, confermando la legittimità della discrezionalità del Magistrato di Sorveglianza.
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Detenzione domiciliare: salute e sicurezza sociale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva concesso la detenzione domiciliare per motivi di salute a un condannato. La Suprema Corte ha rilevato un grave difetto di motivazione, poiché il giudice di merito non aveva adeguatamente valutato la pericolosità sociale del soggetto. La decisione sottolinea che la concessione di misure alternative richiede un bilanciamento rigoroso tra il diritto alla salute e le esigenze di sicurezza pubblica, basato su un percorso logico che analizzi i precedenti penali e il rischio di recidiva.
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Semilibertà: ok anche con indagini non complete
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che concedeva la semilibertà a un detenuto condannato per omicidio. Il Procuratore Generale aveva impugnato la decisione, lamentando la mancanza di alcune informative e un'analisi incompleta del contesto lavorativo proposto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che un percorso riabilitativo lungo, solido e positivamente documentato può superare la mancanza di singoli dati istruttori, se questi non sono ritenuti imprescindibili per la valutazione complessiva. La decisione del Tribunale, basata su elementi concreti come la condotta regolare e la revisione critica del passato, è stata ritenuta immune da vizi.
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Liberazione anticipata: valutazione e salute del detenuto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la liberazione anticipata a una detenuta. Il giudice non aveva adeguatamente considerato le sue gravi patologie fisiche e psichiche nel valutare la sua condotta e la partecipazione al percorso rieducativo. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione deve essere individualizzata e approfondita, distinguendo tra una scelta di non collaborazione e gli effetti di una malattia.
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Semilibertà: ok anche con intervista non autorizzata
La Corte di Cassazione ha confermato la concessione della semilibertà a un uomo condannato per omicidio. Il ricorso del Procuratore generale, basato su un'intervista non autorizzata rilasciata dal detenuto, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la valutazione per la semilibertà deve essere complessiva, considerando l'intero percorso rieducativo del condannato, e non può essere inficiata da un singolo episodio negativo se il progresso generale è positivo e consolidato.
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