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Trattamenti Inumani E Degradanti

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atti che violano la dignità umana, proibiti dall'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La loro sussistenza può costituire un motivo per rifiutare la consegna di una persona a un altro Stato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mandato Arresto Europeo: No alla consegna se il carcere è a rischio
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegnare un cittadino alla Romania in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La persona richiesta aveva fornito prove concrete sul rischio di subire trattamenti inumani e degradanti nelle carceri rumene, a causa del sovraffollamento e delle cattive condizioni igieniche. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: di fronte a prove attendibili di un rischio per i diritti umani, il giudice italiano non può limitarsi a una valutazione generica. Ha il dovere di chiedere allo Stato richiedente informazioni specifiche e individualizzate sul trattamento carcerario che verrà riservato alla persona. La mancata richiesta di queste garanzie determina il legittimo Rifiuto consegna mandato arresto europeo, bloccando l'estradizione.
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Trattamenti inumani: no a estradizione senza garanzie
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che autorizzava la consegna di un individuo alla Grecia, basata su un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto insufficiente la valutazione del giudice di merito sul rischio di trattamenti inumani nelle carceri greche, sottolineando l'obbligo di condurre un'indagine approfondita e individualizzata sulle reali condizioni di detenzione prima di approvare l'estradizione, specialmente di fronte a prove di criticità sistemiche.
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Mandato Arresto Europeo: no alla consegna?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino bulgaro contro la decisione di consegna all'autorità bulgara in esecuzione di un Mandato Arresto Europeo. Il ricorrente sosteneva di avere un radicamento stabile in Italia e lamentava il rischio di trattamenti inumani nelle carceri bulgare. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo non provata la residenza continuativa per cinque anni e generiche le accuse sulle condizioni detentive, confermando così la validità della procedura di consegna.
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Mandato d’arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino italiano contro la sua consegna alla Romania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha chiarito che la pendenza di un procedimento in Italia per fatti non perfettamente sovrapponibili e per il quale è stata chiesta l'archiviazione non impedisce la consegna. Inoltre, ha stabilito che la valutazione del rischio di trattamenti inumani nelle carceri estere deve basarsi su informazioni specifiche e individualizzate fornite dallo Stato richiedente, non su timori generici.
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Consegna UE: la prova del rischio di trattamenti inumani
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di consegna di un cittadino verso la Romania. La Corte ha stabilito che, per opporsi alla consegna UE, la difesa deve fornire prove concrete, specifiche e aggiornate del rischio di trattamenti inumani, non essendo sufficienti generiche allegazioni sulle condizioni carcerarie.
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Estradizione e Diritti Umani: il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua estradizione in Marocco, dove è stato condannato per omicidio preterintenzionale. L'uomo sosteneva il rischio di subire trattamenti inumani a causa del sovraffollamento delle carceri marocchine. La Corte ha stabilito che la doglianza era generica, poiché non supportata da prove specifiche, recenti e individualizzate di un rischio concreto, confermando l'importanza di un equilibrio tra estradizione e diritti umani.
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