LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Trasferimento Di Azienda

21 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Operazione, disciplinata dall'art. 2112 del codice civile, con cui un complesso di beni organizzati per l'esercizio di un'impresa (o una sua parte) viene ceduto da un imprenditore a un altro, garantendo la continuità dei rapporti di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per revocazione inammissibile: licenziamento e trasferimento
Un Lavoratore ha impugnato il suo licenziamento, sostenendo un trasferimento di azienda tra due società. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda, perché il rapporto di lavoro precedente era già cessato prima del presunto trasferimento. Il Lavoratore ha quindi presentato un ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Cassazione che aveva confermato tale decisione. Egli lamentava un errore revocatorio, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile. Ha ribadito che il contrasto con altre sentenze non è motivo di revocazione contro decisioni di Cassazione e che l'interpretazione degli atti non costituisce un errore revocatorio.
Continua »
Trasferimento di azienda: accordo sindacale batte contestazione
Un lavoratore ha contestato il trasferimento di azienda del proprio ramo d'azienda, ritenendolo simulato e chiedendo il ripristino del rapporto di lavoro con l'azienda cedente. Tuttavia, il lavoratore aveva precedentemente firmato un verbale di conciliazione in sede sindacale. Con questo accordo, a fronte di una somma di denaro, egli aveva rinunciato a qualsiasi pretesa verso l'azienda cedente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore. I giudici hanno stabilito che l'accordo transattivo era pienamente valido e inoppugnabile. Di conseguenza, la firma del verbale preclude la possibilità di contestare la legittimità del trasferimento di azienda o di far valere presunti errori di diritto per annullare l'accordo stesso.
Continua »
Trasferimento di azienda: la firma sindacale blocca i ricorsi
Un gruppo di informatori scientifici ha impugnato il trasferimento di azienda da una multinazionale farmaceutica a un'altra società, sostenendo che l'operazione fosse simulata e nulla. Tuttavia, i lavoratori avevano precedentemente firmato un verbale di conciliazione in sede sindacale, ricevendo una somma di denaro a titolo di transazione novativa e rinunciando a qualsiasi pretesa verso la società cedente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei lavoratori, confermando che l'accordo conciliativo preclude la possibilità di contestare la validità della cessione. I giudici hanno stabilito che la rinuncia tombale firmata in sede protetta copre anche le contestazioni sulla legittimità del trasferimento di azienda, rendendo inammissibili le successive richieste di ripristino del rapporto di lavoro con la vecchia società.
Continua »
Diritto all’assunzione: promesse sindacali contro prove concrete
Una lavoratrice, ex assistente di volo, ha richiesto il riconoscimento del proprio diritto all'assunzione presso una nuova compagnia aerea subentrata alla precedente in amministrazione straordinaria. La ricorrente invocava l'applicazione delle tutele sul trasferimento d'azienda e il rispetto di accordi sindacali qualificabili come contratto a favore di terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le operazioni di cessione in esame escludono il trasferimento d'azienda per legge speciale. Inoltre, in merito agli accordi sindacali, la Corte ha stabilito che spetta interamente al lavoratore l'onere di provare il possesso dei requisiti e la preferenza rispetto ad altri candidati per vedersi riconosciuto il diritto all'assunzione. Di conseguenza, la lavoratrice ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Trasferimento di azienda: vince il dipendente licenziato
Una banca in liquidazione ha ceduto le proprie attività a un nuovo istituto di credito. Il Lavoratore, licenziato dalla banca cedente, ha richiesto la continuità del rapporto di lavoro con la banca acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato che l'operazione ha costituito un effettivo trasferimento di azienda. Di conseguenza, in mancanza di un valido accordo sindacale trilaterale che potesse derogare alle tutele di legge, il rapporto di lavoro si è trasferito automaticamente alla banca cessionaria ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile. Il licenziamento intimato dalla cedente è stato dichiarato inefficace poiché avvenuto quando il rapporto era già passato alla nuova banca. La banca acquirente deve quindi riassumere il dipendente e risarcirgli i danni.
Continua »
Trasferimento di azienda: tutele senza limiti per il lavoratore
Un lavoratore ha chiesto l'accertamento del proprio rapporto di lavoro con la società cessionaria a seguito di un trasferimento di azienda. La Corte d'Appello aveva dichiarato il lavoratore decaduto dal diritto di agire, ritenendo applicabili i termini di decadenza previsti dall'art. 32 della Legge 183/2010. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che il termine di decadenza si applica solo quando il dipendente contesta il trasferimento di azienda per impedirne gli effetti. Al contrario, quando il lavoratore intende avvalersi del trasferimento per far valere la prosecuzione automatica del rapporto di lavoro con il nuovo datore di lavoro ai sensi dell'art. 2112 c.c., non si applica alcuna decadenza. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Trasferimento di azienda: No all’assunzione dopo internalizzazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'internalizzazione di un servizio, prima affidato in appalto, non costituisce automaticamente un trasferimento di azienda. Un gruppo di lavoratori, ex dipendenti di una società appaltatrice del servizio di recapito, chiedeva l'assunzione presso l'Azienda committente dopo che questa aveva deciso di gestire il servizio internamente. La Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che per aversi un trasferimento di azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. è necessario il passaggio di un nucleo organizzato di beni e personale, cosa non avvenuta nel caso specifico. L'Azienda committente, infatti, aveva riorganizzato il servizio usando esclusivamente mezzi e personale propri, senza acquisire nulla dall'ex appaltatore. Di conseguenza, non sussisteva alcun obbligo di assunzione.
Continua »
Trasferimento di azienda mascherato? Licenziamento valido
Due lavoratori, licenziati per cessazione di attività, sostenevano che l'operazione nascondesse un fraudolento trasferimento di azienda a una nuova società. Quest'ultima aveva infatti riassunto parte del personale e proseguito l'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei lavoratori, confermando la validità del licenziamento. I giudici hanno stabilito che non c'erano prove sufficienti per dimostrare un vero e proprio trasferimento di azienda, come la continuità nell'uso degli stessi macchinari o il passaggio della totalità delle commesse. La semplice riassunzione di alcuni dipendenti non basta a configurare l'operazione come un trasferimento d'azienda mascherato.
Continua »
Cambio Appalto 118: No al Trasferimento di Azienda, Lavoratore Escluso
Un lavoratore impiegato nel servizio di emergenza sanitaria 118 non viene assunto dalla nuova società che subentra nella gestione dell'appalto. Egli sostiene che si tratti di un trasferimento di azienda, chiedendo il diritto alla continuità del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno chiarito che per aversi un vero trasferimento di azienda non basta la successione in un contratto di servizio. È necessario che vi sia il passaggio di un insieme organizzato di beni significativi (come ambulanze, attrezzature) che permetta alla nuova società di operare. In questo caso, la nuova azienda aveva reperito i mezzi autonomamente, escludendo quindi l'applicazione delle tutele previste per il trasferimento di azienda.
Continua »
Trasferimento di azienda: no alla decadenza breve
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di trasferimento di azienda, l'azione del lavoratore volta ad accertare la prosecuzione del rapporto di lavoro con il cessionario non è soggetta ai termini di decadenza previsti dall'art. 32 della Legge 183/2010. La controversia nasceva dal rifiuto di una società subentrante di riconoscere il rapporto di lavoro di due dipendenti. Dopo un primo annullamento con rinvio, la società ha tentato nuovamente di invocare la decadenza, ma la Suprema Corte ha ribadito l'irretrattabilità del principio di diritto già espresso, dichiarando inammissibile il ricorso e confermando la tutela dei lavoratori ex art. 2112 c.c.
Continua »
Cambio appalto: il CCNL garantisce l’assunzione
Un lavoratore, il cui rapporto a tempo determinato con un'azienda poi fallita era stato convertito in indeterminato, ha chiesto l'assunzione alla società subentrante nel servizio di igiene urbana. I giudici di merito avevano negato tale diritto, escludendo un trasferimento d'azienda. La Corte di Cassazione, invece, ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che, indipendentemente dalla configurabilità di un trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di settore prevedeva un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione per il personale impiegato nel cambio appalto, obbligando la nuova società a proseguire il rapporto di lavoro.
Continua »
Cambio appalto: il CCNL obbliga all’assunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32805/2023, ha stabilito che in un cambio appalto per servizi pubblici, la clausola del CCNL Ambiente che prevede l'assunzione del personale dell'impresa uscente è vincolante per la nuova società appaltatrice. Questo obbligo sussiste a prescindere dalla configurabilità di un trasferimento di ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva negato il diritto di un lavoratore alla ricostituzione del rapporto, affermando la forza cogente della norma contrattuale collettiva volta a garantire la stabilità occupazionale.
Continua »
Licenziamento cessazione attività: conta la domanda
Una lavoratrice è stata licenziata per cessazione dell'attività aziendale. Ha impugnato il licenziamento sostenendo sia un trasferimento d'azienda nascosto, sia l'insussistenza della cessazione stessa. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta, analizzando solo la questione del trasferimento. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto valutare anche l'effettiva cessazione dell'attività come motivo autonomo, ordinando un nuovo processo d'appello sul licenziamento cessazione attività.
Continua »
Trasferimento di azienda: quando non si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28183/2023, ha stabilito che la successione in un appalto di servizi non configura automaticamente un trasferimento di azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. Se l'impresa subentrante non acquisisce un complesso di beni organizzati e di non trascurabile entità dalla precedente, ma li reperisce autonomamente sul mercato (come nel caso di ambulanze tramite leasing), viene a mancare l'elemento della continuità aziendale. Di conseguenza, il lavoratore licenziato dall'appaltatore uscente non ha diritto al passaggio automatico alle dipendenze del nuovo gestore.
Continua »
Trasferimento di azienda: quando il cambio appalto non basta
La Cassazione conferma che in un cambio appalto, il passaggio dell'intero personale che svolge lo stesso servizio costituisce un trasferimento di azienda, garantendo la continuità del rapporto di lavoro. La corte ha rigettato il ricorso di una società cooperativa, sottolineando che in attività ad alta intensità di manodopera, il gruppo organizzato di lavoratori è l'elemento chiave dell'azienda.
Continua »
Trasferimento di azienda: onere della prova e crediti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19776/2024, ha esaminato un caso di trasferimento di azienda, confermando che spetta al nuovo datore di lavoro l'onere della prova riguardo l'adeguatezza della retribuzione corrisposta al lavoratore. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del datore, che mirava a un riesame dei fatti già accertati in due gradi di giudizio, e ha ribadito i limiti del sindacato di legittimità, confermando la condanna al pagamento di differenze retributive determinate in via equitativa dal giudice di merito.
Continua »
Accordo sindacale: limiti del ricorso per cassazione
Un lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che i tribunali di merito avevano respinto la sua richiesta di assunzione basata su un accordo sindacale stipulato in seguito a un trasferimento d'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'interpretazione di un accordo rientra nella competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se non per vizi logici o violazioni di legge. Il ricorso mancava inoltre del requisito di specificità, non consentendo alla Corte di valutare le presunte violazioni.
Continua »
Conciliazione trasferimento azienda: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9555/2024, ha rigettato il ricorso di una società, confermando la nullità di alcuni accordi di conciliazione stipulati in occasione di un trasferimento d'azienda. La Corte ha ritenuto inammissibili diversi motivi di ricorso per vizi procedurali e ha ribadito che l'interpretazione dei fatti e dei contratti spetta al giudice di merito. La decisione della Corte d'Appello, che aveva ravvisato la nullità degli accordi per assenza di assistenza sindacale, vizio del consenso e mancanza di causa, è stata quindi confermata, stabilendo la responsabilità solidale delle due società coinvolte nel trasferimento.
Continua »
Trasferimento di azienda: quando c’è il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3278/2024, ha chiarito che un semplice cambio di appalto non configura automaticamente un trasferimento di azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. Il caso riguardava un lavoratore licenziato dopo la successione di una nuova società nella gestione di un punto ristoro aeroportuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per aversi trasferimento di azienda è necessario provare il passaggio di un'entità economica organizzata, ovvero un insieme di beni significativi, e non la sola successione nel servizio.
Continua »
Diritto all’assunzione: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che rivendicava il diritto all'assunzione presso una nuova compagnia aerea, sorta dalle ceneri di una precedente in amministrazione straordinaria. La Corte ha stabilito che, in presenza di un accordo sindacale che fissa i criteri per le nuove assunzioni, spetta al lavoratore dimostrare di possedere i requisiti specifici per essere scelto. In assenza di tale prova, il diritto all'assunzione non può essere riconosciuto. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della disciplina sul trasferimento d'azienda, data la natura liquidatoria dell'operazione.
Continua »