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Traduzione Della Sentenza

12 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Traduzione della sentenza negata: l’appello resta aperto
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui la Corte di Appello aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta da un'imputata straniera perché ritenuta tardiva. L'imputata, priva di conoscenza della lingua italiana, aveva espressamente richiesto la traduzione della sentenza di condanna di primo grado nella propria lingua madre, autorizzata dal giudice ma mai notificata né eseguita. I Supremi Giudici hanno stabilito che l'omessa traduzione della sentenza non rende l'atto nullo, ma sospende la decorrenza dei termini di impugnazione per l'imputata, che rimangono aperti fino all'effettiva conoscenza dell'atto tradotto. La mancata traduzione lede il diritto fondamentale di difesa, impedendo alla persona condannata di comprendere i motivi della decisione e di contestarli tempestivamente.
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Traduzione della sentenza: ricorso respinto senza danno reale
L'Imputato, cittadino straniero, viene condannato per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver strattonato i militari durante un controllo. Il difensore propone ricorso in Cassazione lamentando la mancata traduzione della sentenza di primo grado in una lingua comprensibile all'assistito. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il diritto a eccepire la mancata traduzione della sentenza spetta esclusivamente all'imputato alloglotta e non al suo difensore. Inoltre, l'omessa traduzione non comporta la nullità del provvedimento, ma influisce solo sulla decorrenza dei termini per impugnare. Poiché l'imputato non ha formulato una specifica richiesta né dimostrato un concreto pregiudizio per la propria difesa, il ricorso viene rigettato con condanna alle spese.
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Traduzione della sentenza: ricorso respinto per lo straniero
Due cittadini stranieri sono stati condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. Uno dei due ha proposto ricorso lamentando l'omessa traduzione della sentenza in lingua inglese, ritenendo che ciò comportasse la nullità del provvedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la mancata traduzione della sentenza non determina alcuna nullità, ma influisce unicamente sulla decorrenza dei termini per impugnare. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'altro imputato poiché presentato personalmente e non tramite un difensore abilitato al patrocinio davanti alla Suprema Corte. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Traduzione della sentenza: la Cassazione tutela l’imputato
Un cittadino straniero, che non comprende la lingua italiana, viene condannato in primo grado per lesioni e danneggiamento. La sentenza non viene tradotta nella sua lingua madre, l'inglese, nonostante nel processo fosse stato assistito da un interprete. La Corte d'appello ritiene valida la decisione poiché il difensore ha comunque presentato ricorso. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso dell'imputato. I giudici sanciscono che la mancata traduzione della sentenza viola il diritto di difesa costituzionale. Tale omissione comporta la nullità della sentenza-documento, poiché l'imputato deve poter comprendere personalmente le motivazioni della condanna per decidere consapevolmente come difendersi. La Cassazione annulla quindi la decisione e ordina al Tribunale di provvedere alla traduzione della sentenza.
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Traduzione della sentenza: la Cassazione nega la nullità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, uno straniero che lamentava la mancata traduzione della sentenza nella propria lingua. I giudici hanno chiarito che l'omessa traduzione della sentenza per l'imputato straniero non comporta la nullità del provvedimento, ma influisce unicamente sulla decorrenza dei termini per presentare l'impugnazione, a patto che vi sia stata una specifica richiesta o una decisione del giudice in tal senso. Inoltre, la scelta del rito abbreviato rende non più contestabili le nullità degli atti precedenti. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Traduzione della sentenza negata allo straniero che parla italiano
L'Imputato, condannato per rapina e lesioni personali, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata traduzione della sentenza di appello in una lingua a lui nota, ritenendosi alloglotta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'eccezione sulla traduzione della sentenza è tardiva, poiché l'imputato aveva già dimostrato di comprendere l'italiano durante il processo. Inoltre, la mancata traduzione della sentenza non comporta nullità automatica, poiché la facoltà di presentare ricorso spetta ora solo al difensore e non personalmente all'imputato. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Traduzione della sentenza: nullo il verdetto non tradotto
L'Imputata, cittadina straniera che non comprende la lingua italiana, era stata condannata in appello per rapina aggravata e lesioni. Il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la mancata traduzione della sentenza in lingua spagnola. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la traduzione della sentenza è un diritto fondamentale dell'imputato alloglotto che si estende a tutti i gradi di giudizio, compreso l'appello. L'omissione comporta una nullità a regime intermedio. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata traduzione, ordinando la restituzione degli atti alla Corte d'Appello affinché provveda alla traduzione della sentenza, facendo decorrere nuovamente i termini per l'impugnazione.
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Traduzione della sentenza: nullo il verdetto non tradotto
Un cittadino straniero, condannato in appello per reati di droga, ha impugnato la decisione lamentando la mancata traduzione della sentenza nella propria lingua. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la traduzione della sentenza è un diritto fondamentale dell'imputato che non parla italiano. L'omessa traduzione della sentenza comporta una nullità generale, poiché impedisce all'imputato di comprendere le motivazioni della condanna e di esercitare pienamente il diritto di difesa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata traduzione, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'appello affinché provveda alla traduzione dell'atto nella lingua nota all'imputato, facendo decorrere nuovamente i termini per l'impugnazione.
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Traduzione della sentenza: nullità o ritardo termini?
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino straniero che ha richiesto l'annullamento di una sentenza per mancata traduzione della sentenza nella propria lingua madre. I giudici hanno stabilito che l'assenza di una traduzione non comporta la nullità del provvedimento. Tale mancanza ha rilevanza solo se l'imputato ha presentato una specifica richiesta, nel qual caso i termini per l'impugnazione iniziano a decorrere dal momento della ricezione dell'atto tradotto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese.
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Traduzione della sentenza: nullità per l’imputato.
Una cittadina straniera è stata condannata per tentato furto aggravato in sede di rito abbreviato. La difesa ha impugnato la decisione denunciando la mancata traduzione della sentenza in lingua bulgara, impedendo all'imputata di comprendere appieno le ragioni della condanna. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa traduzione della sentenza per un imputato alloglotta integra una nullità generale a regime intermedio. Tale vizio non annulla la decisione presa in aula, ma colpisce la validità del documento depositato, imponendo la restituzione degli atti per una corretta traduzione.
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Traduzione della sentenza: diritti dell’imputato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello a causa della mancata traduzione della sentenza per due imputati stranieri che non comprendevano la lingua italiana. Sebbene la Corte abbia rigettato il motivo relativo alla mancata partecipazione fisica all'udienza (poiché non espressamente richiesta dagli imputati detenuti per altra causa), ha accolto il ricorso sulla traduzione della sentenza. Tale omissione configura una nullità a regime intermedio che invalida l'atto-documento, imponendo la restituzione degli atti per la traduzione e la riapertura dei termini per l'impugnazione.
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Traduzione sentenza: quando è inammissibile il ricorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, che lamentava la mancata traduzione della sentenza di primo e secondo grado. La Suprema Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, poiché dagli atti processuali emergeva la prova che l'imputato possedeva una conoscenza della lingua italiana sufficiente a garantirgli una partecipazione consapevole al processo e un pieno esercizio del diritto di difesa. La decisione sottolinea che il diritto alla traduzione della sentenza non è assoluto se l'imputato comprende la lingua del procedimento.
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