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Totale Difformità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indica la realizzazione di un'opera edilizia completamente diversa, per caratteristiche tipologiche, volumetriche o di utilizzo, da quella autorizzata nel permesso di costruire. Si tratta di un grave abuso edilizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso edilizio per totale difformità: Sottotetto diventa piano abitabile
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una condanna per abuso edilizio, sostenendo che le modifiche apportate a un immobile fossero solo lievi difformità rispetto al progetto approvato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la costruzione di un intero piano abitabile al posto di un sottotetto, con un aumento di 127 mc di volumetria non autorizzata, costituisce un **abuso edilizio per totale difformità**. Questo rende l'edificio radicalmente diverso da quanto assentito. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Abuso Edilizio e Prescrizione: Quando l’Estinzione non è Assoluzione
Due soggetti, un proprietario e una committente, hanno realizzato lavori di ampliamento in totale difformità dal permesso di costruire e dall'autorizzazione paesaggistica. I giudici precedenti avevano dichiarato la *prescrizione reato edilizio*. La Cassazione ha confermato che, in presenza di un reato prescritto, l'assoluzione nel merito è possibile solo se l'innocenza è immediatamente evidente (ictu oculi). Non essendo stata dimostrata l'estraneità del proprietario all'abuso e non essendo la difformità parziale o tollerabile, i ricorsi sono stati rigettati. La *prescrizione reato edilizio* è stata confermata senza assoluzione nel merito.
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Immobile abusivo: sanatoria non basta, confermato l’ordine di demolizione
La Corte di Cassazione ha confermato un ordine di demolizione immobile abusivo, respingendo il ricorso dei proprietari. Questi avevano costruito un edificio totalmente diverso da quello autorizzato, realizzando un solo piano di 4 metri invece di due piani. Successivamente, avevano aggiunto una sopraelevazione abusiva. I proprietari sostenevano che una richiesta di sanatoria e il bisogno di un'abitazione dovessero bloccare la demolizione. La Corte ha stabilito che il giudice penale ha il potere e il dovere di verificare la reale possibilità di sanare l'abuso, indipendentemente da istanze amministrative o dal 'silenzio assenso'. Poiché l'opera era insanabile per la sua totale difformità, l'ordine di demolizione è stato ritenuto legittimo e definitivo.
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Fiscalizzazione Abuso Edilizio: No alla multa se l’opera è nuova
La Corte di Cassazione ha negato la possibilità di applicare la cosiddetta 'fiscalizzazione abuso edilizio' a un'opera totalmente abusiva. Due proprietari avevano realizzato un ampliamento di un immobile esistente senza alcun permesso, né autorizzazione sismica. Condannati alla demolizione, hanno chiesto di sostituirla con una sanzione pecuniaria, sostenendo che l'intervento fosse solo parzialmente difforme e che la demolizione avrebbe danneggiato la parte legittima. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la fiscalizzazione è riservata solo alle difformità parziali e non a opere completamente nuove e autonome. L'assenza di autorizzazione sismica, inoltre, rende l'abuso insanabile e la demolizione l'unica conseguenza possibile.
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Abuso edilizio: demolizione e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza 15639/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione relativo a un grave caso di abuso edilizio. La ricorrente aveva realizzato un immobile in 'totale difformità' rispetto al permesso di costruire, presentando poi 16 domande di condono, tutte respinte. La Corte ha stabilito che la natura dell'abuso, un organismo edilizio completamente diverso da quello autorizzato, rende le opere insanabili e costituisce una motivazione autonoma e sufficiente per rigettare il ricorso, superando ogni altra eccezione, inclusa quella sulla proporzionalità.
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Abuso edilizio: l’opera va vista nel suo complesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per abuso edilizio. L'imputato aveva realizzato un immobile residenziale in totale difformità dal permesso di costruire, che prevedeva un fabbricato rurale. La Corte ha ribadito il principio fondamentale secondo cui un'opera abusiva deve essere valutata nel suo insieme, non scomponendo i singoli interventi. Tentare di sanare separatamente le parti di un progetto complessivamente illecito, soprattutto quando comporta un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, non ne esclude l'illegalità.
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