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Titoli Di Credito

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documenti, come assegni e cambiali, che incorporano il diritto a ricevere una determinata prestazione, di solito il pagamento di una somma di denaro. Semplificano la circolazione del credito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Credito nel Fallimento: Cambiali in Fotocopia e Prova Testimoniale
Un'Azienda Creditrice ha chiesto l'ammissione al passivo del Fallimento di un'Azienda Debitore per un credito residuo di 47.000 euro, derivante da lavori di subappalto. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, ritenendo che la domanda si fondasse su cambiali prodotte solo in fotocopia e che la documentazione fosse priva di data certa. Inoltre, aveva escluso la prova testimoniale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda Creditrice. Ha chiarito che la domanda riguardava la prova del credito nel fallimento basata sul contratto di subappalto, non sulle cambiali. Ha ritenuto errato non aver ammesso le prove testimoniali e non aver motivato adeguatamente sulla data certa. La Corte ha cassato il decreto, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Debito Prescritto Nonostante il Sequestro: la Banca Perde la Causa
Una banca creditrice perde il diritto a riscuotere due miliardi di lire perché il suo diritto si è prescritto. La banca sosteneva che il sequestro penale dei titoli di credito avesse causato la sospensione della prescrizione, impedendole di agire. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno chiarito che i documenti in questione non erano veri e propri titoli di credito, ma semplici 'documenti di legittimazione'. Pertanto, la banca avrebbe potuto interrompere la prescrizione con una semplice richiesta scritta, senza bisogno di possedere fisicamente i documenti. La sua inerzia ha quindi causato la perdita definitiva del credito.
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Imposta di registro: calcolo su pegno quote S.r.l.
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di determinazione della base imponibile per l'imposta di registro in caso di pegno su quote di S.r.l. Una società cooperativa aveva contestato il calcolo dell'imposta effettuato sulla somma garantita (20 milioni di euro), ritenendo che dovesse applicarsi il valore nominale delle quote, sensibilmente inferiore. I giudici di legittimità hanno stabilito che le quote di S.r.l. non rientrano nella nozione di 'titoli' prevista dalla deroga dell'art. 43 del D.P.R. 131/1986. Pertanto, la tassazione deve basarsi sulla regola generale della somma garantita, rigettando la richiesta di rimborso della contribuente.
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Credito del proponente: quando basta per il fallimento
Una società dichiarata fallita ricorre in Cassazione contestando la validità del credito del proponente. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, per avviare una procedura fallimentare, non è necessario un credito definitivamente accertato. È sufficiente una valutazione sommaria della sua esistenza, e i titoli di credito come assegni e cambiali invertono l'onere della prova a carico del debitore.
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Pegno su quote societarie: come si calcola l’imposta
La Cassazione chiarisce il calcolo dell'imposta di registro per il pegno su quote societarie. La base imponibile è la somma garantita, poiché le quote di S.r.l. non sono equiparabili a 'titoli' o denaro. La sentenza riforma la decisione d'appello e accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Pegno su quote di fondo: chi prova la validità?
Una società in concordato preventivo ha contestato l'escussione di un pegno su quote di un fondo di investimento da parte di una banca. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la validità del pegno su quote di fondo spetta al creditore. Poiché la banca non ha dimostrato la corretta costituzione della garanzia, che in assenza di certificati individuali va trattata come pegno su diritti di credito, l'escussione è stata ritenuta illegittima e l'istituto di credito condannato alla restituzione delle somme.
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