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Terreno Edificabile

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un terreno che, secondo gli strumenti urbanistici del Comune, può essere utilizzato per la costruzione di edifici. La sua edificabilità ne aumenta il valore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Plusvalenza Terreni Edificabili: Lite Fiscale Estinta, Non Decisa
L'Agenzia Fiscale ha contestato a un Contribuente una plusvalenza terreni edificabili, derivante dalla vendita di un immobile. L'Agenzia non ha riconosciuto i costi incrementativi dichiarati dal Contribuente, basati su una perizia giurata ma privi di documentazione fiscale. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al Contribuente. In Cassazione, mentre il ricorso dell'Agenzia e il controricorso del Contribuente erano pendenti, il Contribuente ha richiesto e avviato la definizione agevolata della lite, versando la prima rata. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché la controversia è stata definita in via amministrativa, senza entrare nel merito della questione.
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Plusvalenza Terreni Edificabili: Fabbricato da Demolire non è Terreno Edificabile
Il Contribuente ha venduto un terreno con magazzini destinati alla demolizione. L'Agenzia delle Entrate ha tassato la vendita come cessione di un terreno edificabile, generando una maggiore imposta per la plusvalenza terreni edificabili. Il Contribuente ha contestato, sostenendo che si trattava di vendita di un fabbricato. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'imposta sulla plusvalenza si applica solo ai terreni *originariamente* edificabili, non a quelli con edifici da demolire, anche se il contratto prevedeva la demolizione. La Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, annullando la decisione che lo penalizzava e condannando l'Agenzia alle spese legali.
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Plusvalenza Immobiliare: Vendita Fabbricato o Area Edificabile?
Un Contribuente ha venduto un immobile, ma l'Amministrazione Fiscale ha riqualificato l'operazione come cessione di area edificabile, tassando la plusvalenza immobiliare. L'Amministrazione ha sostenuto che l'intenzione di demolire e ricostruire rendesse il terreno edificabile. Il Contribuente ha contestato, affermando di aver venduto un fabbricato esistente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. Ha stabilito che per la tassazione della plusvalenza immobiliare rileva solo la destinazione edificatoria originaria del terreno, non le successive intenzioni delle parti di demolire o ricostruire un fabbricato già presente. Il Contribuente ha vinto la causa e l'Amministrazione Fiscale dovrà rimborsare le spese legali.
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Plusvalenza terreni edificabili: la Cassazione chiarisce per i distributori
Un Contribuente ha venduto un terreno per la costruzione di un distributore di carburante. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per una presunta Plusvalenza terreni edificabili, ritenendo il terreno tassabile. Il Contribuente ha contestato, sostenendo che l'area non era edificabile per quel tipo specifico di costruzione. La Corte di Cassazione, con una precedente ordinanza di rinvio, aveva già stabilito che la tassazione della plusvalenza si applica a qualsiasi terreno con potenziale edificatorio per attività umane, indipendentemente dalla destinazione specifica (residenziale o meno). La sentenza attuale ha confermato questo principio, dichiarando inammissibile il ricorso del Contribuente e condannandolo al pagamento delle spese.
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Tassazione delle plusvalenze: la baracca non è un terreno
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente l'omessa tassazione delle plusvalenze derivante dalla vendita di un terreno con sopra una baracca, ritenendo che l'atto andasse riqualificato come vendita di area edificabile, dato che l'acquirente ha poi demolito e ricostruito il manufatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. I giudici hanno stabilito che la cessione di un terreno già edificato non può essere trasformata in vendita di terreno edificabile, anche se le parti hanno concordato la successiva demolizione dell'edificio esistente. Di conseguenza, non si applica la tassazione delle plusvalenze prevista per i terreni edificabili, poiché la distinzione tra suolo edificato e non edificato è netta e non ammette eccezioni basate su intenzioni future dei contraenti.
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Plusvalenza su Terreno Edificabile: Incertezza non basta, Fisco vince
Un contribuente ha venduto un terreno, ma l'Agenzia delle Entrate ha contestato una maggiore imposta sulla plusvalenza su terreno edificabile. Il venditore sosteneva che l'edificabilità non fosse certa e immediata, creando confusione sulla norma da applicare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la necessità di un futuro piano di lottizzazione non elimina la natura edificabile del terreno prevista dal piano urbanistico generale. L'incertezza del contribuente è stata ritenuta soggettiva e non sufficiente a contestare l'imposta. Di conseguenza, l'accertamento fiscale è stato confermato e il contribuente ha perso la causa.
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Plusvalenza terreno edificabile: no tasse se vendi casa da demolire
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio sulla tassazione della plusvalenza da cessione di terreno edificabile. Nel caso esaminato, alcuni eredi avevano venduto un immobile con un fabbricato. Prima della vendita definitiva, avevano richiesto un permesso per demolire e ricostruire. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato la vendita come cessione di terreno edificabile, tassando la plusvalenza. La Corte ha dato ragione ai contribuenti, stabilendo che l'oggetto della vendita era il fabbricato esistente al momento del contratto. La futura demolizione, essendo un'azione incerta e dipendente solo dalla volontà dell'acquirente, non può trasformare la natura del bene venduto. Di conseguenza, nessuna plusvalenza tassabile è stata riconosciuta.
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Plusvalenza terreno edificabile: tra fisco e tregua fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a due contribuenti in merito alla tassazione di una plusvalenza terreno edificabile. Il fisco sosteneva che la vendita di un'area nel 2006 generasse reddito tassabile come terreno edificabile, mentre i giudici di merito avevano confermato la natura agricola del fondo. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale interno sulla qualificazione urbanistica dei terreni ai fini fiscali, ha ricevuto un'istanza dai contribuenti per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte ha quindi disposto la sospensione del giudizio fino al 10 luglio 2023 per consentire il perfezionamento della tregua fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa degli esiti della procedura di sanatoria.
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Terreno edificabile in zona bianca: la plusvalenza è tassata
Un contribuente ha venduto un appezzamento di terra dopo la decadenza di un vincolo di esproprio per una discarica. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per il recupero della tassazione sulla plusvalenza, qualificando l'area come terreno edificabile. Sebbene il giudice di secondo grado avesse dato ragione al cittadino ritenendo che il terreno fosse in una 'zona bianca' non edificabile, la Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. Secondo gli Ermellini, anche la minima potenzialità di costruzione prevista per le zone bianche (0,03 metri cubi per metro quadro) è sufficiente a far scattare la tassazione. La legge non richiede che l'edificabilità sia effettiva o massiccia, ma basta la semplice suscettibilità di trasformazione edilizia secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della vendita.
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Terreno edificabile: tassazione e piani urbanistici
La Corte di Cassazione ha stabilito che un terreno deve essere considerato terreno edificabile ai fini fiscali (ICI/IMU) dal momento in cui viene inserito nel Piano Strutturale Comunale (PSC). Tale qualificazione prescinde dall'effettiva adozione di piani attuativi o dal fatto che la legge regionale non attribuisca diritti edificatori immediati. La decisione sottolinea che la semplice potenzialità edificatoria incrementa il valore venale del bene, rendendo legittima la tassazione come area fabbricabile anche se il terreno è coltivato, a meno che non sussistano i requisiti soggettivi e oggettivi per l'esenzione agricola previsti dalla legge.
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Terreno edificabile: imposta di registro o IVA?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una minima possibilità edificatoria, strumentale all'uso agricolo, non trasforma un terreno in un 'terreno edificabile' ai fini fiscali. Di conseguenza, la compravendita è soggetta a imposta di registro proporzionale e non a IVA, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano respinto il ricorso di un'impresa agricola contro l'avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate.
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Terreno edificabile: quando la plusvalenza è tassabile
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per definire un terreno edificabile ai fini della tassazione della plusvalenza. Con l'ordinanza n. 6172/2024, la Corte ha stabilito che la tassabilità dipende dalla possibilità effettiva di costruzione per il privato. Sono esclusi i terreni soggetti a vincoli di inedificabilità assoluta, come le fasce di rispetto, o quelli destinati a opere pubbliche la cui realizzazione è riservata alla pubblica amministrazione. La Corte ha cassato la decisione precedente che applicava indiscriminatamente la tassazione all'intera superficie, richiedendo una valutazione analitica delle singole destinazioni urbanistiche.
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Plusvalenza terreni edificabili: la Cassazione decide
Un contribuente ha venduto un terreno divenuto edificabile, generando una plusvalenza. La Commissione Tributaria Regionale aveva concesso la rivalutazione monetaria del costo di acquisto. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso e la Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione. La Corte ha chiarito le distinte regole di calcolo della plusvalenza terreni edificabili, specificando quando la rivalutazione del costo è applicabile, rimandando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Plusvalenza terreno edificabile: quando è tassabile
Un contribuente ha venduto un terreno, ma l'intero ricavato è stato utilizzato per saldare i suoi debiti. L'Agenzia delle Entrate ha comunque tassato la plusvalenza generata. Il contribuente ha fatto ricorso sostenendo, tra le altre cose, di non aver percepito alcun reddito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la plusvalenza terreno edificabile è tassabile al momento della cessione, a prescindere dalla destinazione finale del corrispettivo. La manifestazione di ricchezza avviene con la vendita stessa, non con l'incasso materiale.
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Plusvalenza terreno edificabile: acquisto pre-1992
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile è interamente tassabile, anche se il bene è stato acquistato prima del 1° gennaio 1992, data di entrata in vigore della normativa specifica. Il calcolo della plusvalenza terreno edificabile deve considerare come costo iniziale il prezzo di acquisto originario, senza escludere l'incremento di valore maturato prima del 1992. La tassazione si applica al momento della cessione, non essendo considerata retroattiva.
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Terreno edificabile IVA: la Cassazione fa chiarezza
Una società vendeva un terreno classificato come agricolo dal suo certificato urbanistico. L'Agenzia Fiscale sosteneva fosse un terreno edificabile, basandosi sul prezzo elevato e una precedente rivalutazione. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che, ai fini fiscali, la edificabilità di un'area si determina unicamente sulla base degli atti di pianificazione urbanistica ufficiali. Fattori come il valore di mercato o le intenzioni delle parti sono irrilevanti per definire lo status legale del bene ai fini IVA.
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