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Termini Impugnazione

29 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Debito contestato: i termini impugnazione non aspettano la pausa feriale
Un creditore ha intimato a un debitore il pagamento di quasi 87.500 euro, basandosi su un contratto di cessione di partecipazioni sociali. Il debitore ha proposto opposizione all'esecuzione, sostenendo di essere lui il creditore. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato l'opposizione. Il debitore ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. Ha stabilito che i termini impugnazione per l'opposizione all'esecuzione non beneficiano della sospensione feriale, neanche in presenza di sospensioni straordinarie come quella per il Covid-19, se il ricorso ordinario è strumentale all'opposizione. Il ricorso è stato notificato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza.
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Termini impugnazione: calcolo e proroga deposito
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello presentato oltre i termini impugnazione previsti dalla legge. Il caso riguardava la decorrenza del termine in presenza di una proroga per il deposito della motivazione non notificata formalmente alle parti. La Suprema Corte ha stabilito che, se il provvedimento di proroga non viene notificato, il termine per impugnare decorre esclusivamente dalla data di notifica dell'avviso di deposito della sentenza. La conoscenza informale della proroga tramite accesso al fascicolo non sostituisce la notifica legale e non sposta in avanti il termine per il ricorso.
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Termini impugnazione: calcolo corretto in appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello presentato oltre i termini impugnazione previsti dal codice di procedura penale. Il ricorrente sosteneva che l'indicazione in dispositivo di un termine di 15 giorni per il deposito della motivazione facesse scattare il termine di impugnazione di 45 giorni. La Suprema Corte ha invece chiarito che, trattandosi del termine ordinario previsto ex lege, il termine per impugnare resta di 30 giorni, rendendo tardivo il ricorso presentato oltre tale scadenza.
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Termini impugnazione: inammissibile il ricorso tardivo
Una associazione sportiva dilettantistica ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte Ires, Iva e Irap. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso principale. La decisione si fonda sul mancato rispetto dei termini impugnazione: la notifica del ricorso è avvenuta un giorno dopo la scadenza calcolata secondo il criterio civile 'ex nominatione dierum'. La Corte ha inoltre respinto l'istanza di rinvio per impegni professionali del difensore, non ritenendoli sufficientemente documentati.
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Termini impugnazione: la regola dell’ultima notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorso dichiarato inammissibile per presunta tardività dal Tribunale di Sorveglianza. La questione centrale riguarda il calcolo dei **termini impugnazione** quando le notifiche di un provvedimento avvengono in date distinte per il difensore e per l'interessato. La Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 585 c.p.p., il termine per proporre appello inizia a decorrere dall'ultima notifica effettuata. Nel caso di specie, l'appello era stato depositato entro i quindici giorni dalla notifica personale al ricorrente, risultando quindi pienamente tempestivo nonostante la notifica al difensore fosse avvenuta precedentemente.
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Termini impugnazione: calcolo e giorni festivi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività. Il cuore della questione riguarda i termini impugnazione: se il termine per il deposito della motivazione scade di domenica, esso è prorogato al lunedì successivo. Di conseguenza, il termine per presentare l'appello inizia a decorrere solo dal giorno dopo la scadenza prorogata. Nel caso analizzato, l'imputato aveva rispettato correttamente questa scansione temporale, rendendo il suo gravame tempestivo.
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Termini impugnazione: conta la data di spedizione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un ricorso per tardività. Il caso riguardava una condanna per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente aveva spedito l'atto di appello tramite raccomandata l'ultimo giorno utile, beneficiando della proroga poiché la scadenza originaria cadeva di domenica. La Suprema Corte ha chiarito che, per il rispetto dei termini impugnazione, fa fede esclusivamente la data di spedizione dell'atto.
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Termini impugnazione: no a retroattività Cartabia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello depositato oltre i termini impugnazione stabiliti dalla legge. La difesa sosteneva l'applicabilità della Riforma Cartabia, che concede 15 giorni extra per l'imputato assente, ma i giudici hanno chiarito che tale norma non ha effetto retroattivo per atti depositati nel 2020. Il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione: le regole della Cartabia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello presentato oltre i termini ordinari, rigettando la richiesta di applicazione della proroga di 15 giorni prevista dalla Riforma Cartabia. Il ricorrente, giudicato in assenza in primo grado, sosteneva che i termini impugnazione dovessero essere aumentati ai sensi del nuovo art. 585 comma 1-bis c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tale beneficio si applica esclusivamente alle sentenze emesse dopo il 30 dicembre 2022. Poiché la sentenza impugnata risaliva all'ottobre 2022, il termine era già spirato, rendendo l'appello tardivo.
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Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre i termini impugnazione previsti dalla legge. Il ricorrente aveva depositato l'atto in cancelleria dopo la scadenza dei trenta giorni, tentando invano di invocare l'estensione riservata agli imputati giudicati in assenza. La Corte ha ribadito che tale proroga non si applica nei procedimenti cartolari senza istanza di partecipazione.
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Termini impugnazione: Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la rettifica della data di irrevocabilità di una sentenza. Il caso verteva sui corretti termini impugnazione di una sentenza di proscioglimento per prescrizione emessa in appello con rito cartolare. La Corte ha stabilito che non si applica il termine breve di quindici giorni, ma quello ordinario, distinguendo questa fattispecie da quella delle sentenze di non luogo a procedere emesse in udienza preliminare. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato.
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Termini impugnazione: la correzione non riapre i giochi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato fuori tempo. La sentenza chiarisce che i termini impugnazione di un provvedimento non vengono riaperti dalla successiva ordinanza di correzione di un errore materiale. Il ricorrente, che aveva impugnato un'ordinanza di convalida di una misura di prevenzione oltre il termine di 15 giorni, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione: la decorrenza è individuale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che i termini impugnazione decorrono individualmente per ciascuna parte dalla data di notifica al singolo interessato o al suo difensore. È stato rigettato l'argomento secondo cui il termine dovesse essere calcolato a partire dalla notifica effettuata a un'altra parte del procedimento, ribadendo il principio della personalità del termine per impugnare.
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Termini impugnazione: ricorso tardivo inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione depositato oltre i termini impugnazione previsti. L'ordinanza chiarisce il calcolo dei termini, inclusa la sospensione feriale, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro per il deposito tardivo.
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Termini impugnazione: tardività e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di custodia cautelare. La decisione si fonda sulla presentazione tardiva dell'impugnazione. Nonostante i ricorrenti avessero lamentato un vizio di notifica dell'udienza, la Corte ha rilevato che il superamento dei termini impugnazione, aggravato dalla loro stessa rinuncia alla sospensione feriale, preclude qualsiasi esame nel merito della questione, confermando la rigidità delle scadenze processuali.
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Termini impugnazione: sospensioni non cumulabili
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, stabilendo un principio chiave sui termini di impugnazione: la sospensione feriale è assorbita da una sospensione speciale ex lege e non può essere aggiunta ad essa, portando alla decadenza dell'azione.
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Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione perché depositato oltre la scadenza. La decisione chiarisce che l'estensione dei termini impugnazione, prevista per l'imputato assente, non si applica ai procedimenti camerali non partecipati, dove non è fissata un'udienza.
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Termini impugnazione: Cassazione e ricorso tardivo
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 17/01/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso penale a causa del mancato rispetto dei termini impugnazione. L'analisi del provvedimento evidenzia come il deposito tardivo dell'atto, anche tenendo conto della sospensione feriale, renda l'impugnazione improcedibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Un'azienda si è vista confermare la legittimità della deduzione di costi di ammortamento per l'usufrutto di un marchio. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La causa della decisione non risiede nel merito della questione fiscale, ma nel mancato rispetto dei termini impugnazione da parte dell'amministrazione finanziaria, che ha notificato l'atto oltre la scadenza di sei mesi prevista dalla legge.
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Termini impugnazione e tempus regit actum: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che i termini di impugnazione sono regolati dal principio "tempus regit actum". Il caso riguardava un appello depositato tardivamente, per il quale l'imputato invocava erroneamente l'applicazione di una nuova norma più favorevole, introdotta successivamente alla data della sentenza. La Corte ha chiarito che le modifiche procedurali non hanno effetto retroattivo.
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