Quattro individui hanno tentato di sottrarre materiale di cancelleria di valore irrisorio, tra cui penne, matite e fermagli, dai locali in disuso di un ente pubblico. I giudici di merito hanno qualificato il fatto come tentato furto aggravato, condannando tutti i soggetti alla stessa pena detentiva senza distinguere tra persone incensurate e soggetti con precedenti penali specifici.
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi, rilevando anzitutto un errore materiale nel calcolo della riduzione di pena per il tentativo e il rito abbreviato. La Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio per i soggetti recidivi, rideterminando la pena a cinque mesi e dieci giorni di reclusione. Per l'incensurato e il recidivo semplice, i giudici hanno disposto l'annullamento con rinvio per valutare la particolare tenuità del fatto e rideterminare proporzionalmente la sanzione.
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