Un commerciante è stato condannato per tentata frode in commercio per aver detenuto, con l'intenzione di venderli, tre generatori di corrente non conformi alle norme di sicurezza e con un marchio contraffatto. L'imputato si era difeso sostenendo che la semplice detenzione non costituisse reato. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio chiaro: il reato di tentata frode in commercio si configura anche con la sola detenzione della merce, se è provato che questa è destinata alla vendita. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il commerciante ha dovuto pagare le spese processuali e una sanzione.
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