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Tempus Regit Actum — Anno 2024

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177 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Tempus Regit Actum

Provvedimenti

Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta nel 2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del difensore specialista, applicando il principio 'tempus regit actum'. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Permesso premio reati ostativi: la nuova disciplina
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto per reati ostativi. La Corte ha stabilito che, in base alla nuova normativa, il Tribunale non può limitarsi a constatare il mancato adempimento dell'onere probatorio da parte del detenuto, ma deve esercitare attivamente i propri poteri istruttori per verificare l'assenza di legami con la criminalità organizzata e i progressi nel percorso rieducativo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione inammissibile: quando il ricorso fallisce
La Corte di Cassazione dichiara una impugnazione inammissibile presentata da un ente regionale contro una società energetica. La causa riguardava una addizionale regionale sul gas metano per la produzione di energia elettrica, ritenuta illegittima dalla corte d'appello per contrasto con la normativa comunitaria e nazionale. Il ricorso è stato respinto perché non ha contestato specificamente le ragioni centrali della decisione di secondo grado, concentrandosi su aspetti irrilevanti e fallendo nel criticare la ratio decidendi della sentenza impugnata.
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Legge processuale: vale la data di emissione dell’atto
Un condannato ha impugnato un ordine di esecuzione perché privo dell'avviso sulla giustizia riparativa, introdotto da una nuova legge processuale dopo l'emissione dell'atto ma prima della sua notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la validità di un atto si valuta secondo la legge in vigore al momento della sua formazione (principio del 'tempus regit actum'), non al momento della notifica. L'atto era quindi legittimo.
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Rescissione del giudicato: il disinteresse non paga
La Cassazione ha negato la rescissione del giudicato a un imputato condannato in assenza, ritenendo che il suo disinteresse verso il processo, dopo aver nominato un legale e eletto domicilio, equivale a una scelta volontaria di non partecipare, escludendo la 'mancata conoscenza incolpevole'.
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Deposito copia appello: la Cassazione e i termini
Un contribuente ha visto il proprio appello dichiarato inammissibile perché una copia dell'atto non è stata depositata presso il giudice di primo grado entro 30 giorni, come richiesto dalla legge applicabile all'epoca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine per il deposito copia appello era perentorio e la sua violazione non era scusabile. La Corte ha sottolineato che le modifiche legislative si applicano solo per il futuro, in base al principio 'tempus regit actum'.
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Compenso collaudatore: opera pubblica, regole chiare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23590/2024, ha stabilito che per calcolare il compenso del collaudatore di un'opera di interesse pubblico, si devono applicare le norme speciali sugli appalti pubblici, anche se il committente è un soggetto privato. La natura pubblicistica dell'opera e il suo finanziamento con fondi pubblici prevalgono sulla forma giuridica del committente, imponendo l'uso di parametri specifici e non della tariffa professionale ordinaria.
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Inammissibilità appello penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale per un vizio formale introdotto dalla Riforma Cartabia. La sentenza chiarisce, sulla scia di una recente pronuncia delle Sezioni Unite, che il semplice richiamo alla precedente elezione di domicilio nell'atto di impugnazione non è sufficiente. È necessario un rinvio espresso e specifico all'atto originale e alla sua collocazione nel fascicolo processuale. La decisione sottolinea l'importanza del principio 'tempus regit actum', rendendo inapplicabile la successiva abrogazione della norma.
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Licenza scommesse: quando è obbligatoria per VLT?
Una società che gestiva un centro scommesse è stata multata per aver installato apparecchi da intrattenimento (VLT) senza la specifica licenza scommesse richiesta dall'art. 88 TULPS. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che l'onere di dimostrare un'eventuale esclusione discriminatoria dalle gare pubbliche, che potrebbe giustificare la mancanza della licenza, spetta all'operatore. La Corte ha inoltre stabilito che il principio della retroattività della sanzione più favorevole non si applica a questa tipologia di illecito amministrativo.
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Benefici penitenziari: irretroattività della legge
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva negato la semilibertà a un detenuto in ergastolo per reati commessi prima del 1992, applicando una normativa più recente e sfavorevole del 2022. La Suprema Corte ha affermato il principio di irretroattività della legge penale più severa anche in materia di benefici penitenziari, poiché le norme che regolano l'accesso a misure alternative incidono sulla natura sostanziale della pena. Pertanto, il giudice deve applicare la legge vigente all'epoca del reato, se più favorevole per il condannato.
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Permesso premio: nuove regole e retroattività, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che si opponeva all'applicazione delle nuove e più severe normative per la concessione del permesso premio. La Corte ha stabilito che le modifiche legislative, avendo natura processuale, si applicano immediatamente a tutti i procedimenti in corso secondo il principio "tempus regit actum". Questa decisione conferma che l'introduzione di requisiti più stringenti per l'accesso ai benefici penitenziari non costituisce una modifica della pena in senso sostanziale e non viola, quindi, il principio di irretroattività.
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Notifica al domicilio eletto: le conseguenze del no
Un individuo, condannato per resistenza e lesioni, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando vizi nella notifica dell'udienza d'appello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo un principio fondamentale sulla notifica al domicilio eletto. Ha stabilito che la violazione del termine a comparire è una nullità sanabile se non eccepita tempestivamente. Soprattutto, ha ribadito che, in caso di mancato reperimento presso il domicilio eletto, non è necessario effettuare ulteriori ricerche, ma si può procedere direttamente con la notifica al difensore.
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Tempus regit actum: quale legge si applica al processo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su una modifica delle norme procedurali. La Corte riafferma che, in virtù del principio tempus regit actum, la legge applicabile al procedimento è quella in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale, e non quella successiva. Pertanto, una citazione diretta a giudizio, valida al momento della sua emissione, rimane tale anche se una riforma successiva cambia le regole per quel reato.
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Benefici penitenziari: nuove regole e onere della prova
La Cassazione Penale rigetta il ricorso di una detenuta per sequestro di persona a scopo di estorsione, confermando l'inapplicabilità dei benefici penitenziari. La Corte chiarisce che le nuove e più stringenti norme sull'art. 4-bis Ord. Pen. si applicano anche ai procedimenti in corso (tempus regit actum) e che spetta al detenuto non collaborante fornire prove specifiche per escludere legami con la criminalità e dimostrare un percorso di ravvedimento, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: serve un avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente dall'imputato, senza l'assistenza di un legale. La decisione si fonda sulla riforma del 2017 che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato cassazionista. La Corte ha ribadito che tale requisito non è incostituzionale, poiché l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità giustifica la necessità di una difesa qualificata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità dell'atto.
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Ricorso per cassazione senza avvocato: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto personalmente da un cittadino avverso un decreto di archiviazione del 2015. Sebbene la normativa applicabile fosse quella dell'epoca (principio 'tempus regit actum'), che ammetteva il ricorso, la sua presentazione senza l'assistenza di un avvocato cassazionista ha violato una regola procedurale inderogabile, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Inammissibilità ricorso tardivo: le regole da seguire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23607/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato quasi nove anni dopo il provvedimento impugnato. La decisione si fonda su un duplice motivo: la tardività dell'impugnazione, in quanto il ricorrente non ha provato la data di effettiva conoscenza del decreto, e un vizio di forma, poiché il ricorso non era stato sottoscritto da un avvocato cassazionista, requisito essenziale secondo la normativa vigente al momento della proposizione dell'appello. Questo caso sottolinea la cruciale importanza del rispetto dei termini e delle forme procedurali per l'efficacia di un'azione legale.
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Rito abbreviato retroattività: no alla remissione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23569/2024, ha stabilito che non è possibile concedere la remissione in termini a un imputato che, avendo già scelto il rito ordinario, voglia optare per il rito abbreviato per beneficiare della nuova norma (art. 442 co. 2-bis c.p.p.) che prevede un'ulteriore riduzione di pena in caso di mancata impugnazione. La Suprema Corte ha sottolineato che le scelte processuali, una volta effettuate, creano una preclusione e sono regolate dal principio del 'tempus regit actum', escludendo una applicazione retroattiva in questo contesto.
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Tutela terzi creditori e confisca: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23565/2024, ha stabilito che la procedura speciale per la tutela terzi creditori, prevista dal codice antimafia, si applica anche ai beni oggetto di confisca allargata. Annullando una decisione di un tribunale inferiore, la Corte ha affermato che le norme procedurali in vigore al momento dell'avvio del procedimento esecutivo devono essere applicate, in base al principio 'tempus regit actum', sottolineando che le riforme avevano già esteso tale protezione al momento della confisca stessa.
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