LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Tempestivo

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto giuridico compiuto entro i termini perentori stabiliti dalla legge. Se un atto è tardivo, cioè compiuto oltre la scadenza, perde la sua efficacia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appello Tardivo? La Cassazione Chiarisce la Tempestività dell’Impugnazione
Un Lavoratore è stato condannato in primo grado per false dichiarazioni sulla propria identità. La Corte d'Appello ha dichiarato il suo appello inammissibile, ritenendolo tardivo. La Cassazione ha invece stabilito che l'appello era tempestivo. Il termine per la tempestività dell'impugnazione decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito della motivazione, non dalla data di effettivo deposito. La sentenza d'appello è stata annullata e gli atti rinviati per un nuovo giudizio.
Continua »
Scadenza dei termini di impugnazione: la domenica salva l’appello
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una Parte Civile contro la decisione del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per tardività. Il Tribunale non aveva considerato che la scadenza dei termini di impugnazione cadeva di domenica, con conseguente proroga automatica al lunedì successivo, giorno in cui l'atto era stato regolarmente depositato. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che il giudice d'appello, dopo aver dichiarato inammissibile il ricorso, non poteva pronunciarsi sul merito della vicenda, rendendo tale statuizione del tutto priva di valore giuridico. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio al giudice civile competente per un nuovo giudizio sui danni.
Continua »
Errore sul calcolo Covid: appello valido, reato prescritto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della sospensione termini processuali Covid, annullando la decisione di una Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile, perché tardivo, il ricorso di un automobilista. La Suprema Corte chiarisce il corretto metodo di calcolo dei termini, considerando l'appello tempestivo. Tuttavia, a causa del tempo trascorso durante i vari gradi di giudizio, il reato originario di guida in stato di ebbrezza è stato dichiarato estinto per prescrizione. Di conseguenza, la condanna penale è stata definitivamente annullata, pur rimanendo possibili sanzioni amministrative.
Continua »
Intimazione di pagamento: decorrenza termini ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che ha impugnato un'intimazione di pagamento notificata il 16 maggio 2018. La Commissione Tributaria Regionale aveva erroneamente dichiarato il ricorso tardivo, sostenendo che il termine di 60 giorni dovesse decorrere dalla data in cui la società aveva preso visione degli atti tramite un accesso documentale (3 maggio 2018). Gli Ermellini hanno invece stabilito che, ai fini della tempestività del ricorso, rileva esclusivamente la data della notifica formale dell'atto impugnato. Poiché il ricorso è stato presentato il 5 luglio 2018, ovvero entro i 60 giorni dalla notifica dell'intimazione di pagamento, la decisione precedente è stata cassata con rinvio.
Continua »
Scadenza termini processuali e giorni festivi
Una società di elaborazione dati ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso per tardività. Il caso ruota attorno alla scadenza termini processuali: il termine ultimo per depositare l'appello cadeva il lunedì dell'Angelo, giorno festivo. La Suprema Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 155 c.p.c., se il termine scade in un giorno festivo, esso è prorogato di diritto al primo giorno feriale successivo. Di conseguenza, l'appello depositato il martedì è stato dichiarato pienamente tempestivo.
Continua »
Sospensione feriale e termini appello penale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un ricorso per tardività. Il punto centrale della controversia riguarda la corretta applicazione della sospensione feriale dei termini processuali nel calcolo dei 45 giorni previsti per l'impugnazione. La Suprema Corte ha ribadito che il periodo dal 1° al 31 agosto deve essere escluso dal conteggio, rendendo l'appello presentato a settembre pienamente valido e tempestivo.
Continua »
Termine impugnazione assenza: la Cassazione chiarisce
Un imputato, giudicato in absentia, si è visto dichiarare inammissibile l'appello per tardività. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che, per effetto della Riforma Cartabia, il termine impugnazione assenza è aumentato di 15 giorni. Sebbene l'appello fosse tempestivo, i reati sono stati dichiarati estinti per prescrizione, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza.
Continua »
Appello via posta: conta la data di spedizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11609/2024, ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che aveva dichiarato inammissibile un ricorso perché tardivo. Il caso verteva sulla corretta individuazione del termine per l'impugnazione quando l'atto viene spedito tramite servizio postale. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: per la tempestività dell'appello via posta, fa fede la data di spedizione della raccomandata e non la data in cui l'atto viene ricevuto dall'ufficio giudiziario.
Continua »
Dispositivo e motivazione: quale prevale sul termine?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità per tardività di un appello. La Corte ha stabilito che, in caso di contrasto tra dispositivo e motivazione riguardo al termine per il deposito della sentenza, prevale il termine indicato nel dispositivo letto in udienza. Di conseguenza, l'appello, calcolato su tale termine più lungo, è stato ritenuto tempestivo.
Continua »
Inammissibilità dell’appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello presentato tardivamente, stabilendo che un presunto malfunzionamento del sistema informatico non costituisce una valida giustificazione se è possibile il deposito cartaceo. La Corte ha ritenuto l'inammissibilità dell'appello manifesta, confermando la legittimità della procedura semplificata senza udienza ("de plano"). Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »