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T.U.L.P.S.

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Licenza scommesse: cumulo necessario con AWP
Una società che installa apparecchi da gioco (AWP) è stata sanzionata per averli collocati in un esercizio che, pur avendo una licenza generica (ex art. 86 TULPS), era privo della specifica licenza scommesse (ex art. 88 TULPS). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che in locali dove si raccolgono scommesse è necessario il cumulo di entrambe le autorizzazioni. La Corte ha inoltre escluso la buona fede dell'installatore, in quanto operatore qualificato con un preciso dovere di verifica.
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Computer per gioco online: la sanzione TULPS è lecita
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la sanzione amministrativa irrogata al gestore di un bar e internet point per aver messo a disposizione dei clienti computer utilizzati per il gioco online con vincite in denaro. La Corte di Appello aveva confermato la sanzione, stabilendo che la norma (art. 110, comma 9 f-quater, T.U.L.P.S.) punisce la messa a disposizione di qualsiasi apparecchio che, anche indirettamente, consenta il gioco, a prescindere dal fatto che non sia la sua funzione esclusiva. Il procedimento in Cassazione è stato sospeso per adesione del ricorrente a una definizione agevolata, ma l'ordinanza ripercorre i principi affermati nei gradi di merito, chiarendo che offrire un computer per gioco online in un locale pubblico integra una condotta sanzionabile.
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Apparecchi da gioco d’azzardo: quando è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34268/2024, ha stabilito che l'installazione di personal computer modificati per funzionare come slot machine costituisce il reato di esercizio di giochi d'azzardo (art. 718 c.p.). La Corte ha respinto la tesi difensiva secondo cui tale condotta rientrerebbe nella depenalizzazione prevista per gli illeciti amministrativi, chiarendo che le sanzioni amministrative si applicano solo a irregolarità su apparecchi 'leciti', non su apparecchi da gioco d'azzardo intrinsecamente vietati.
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Scommesse non autorizzate: quando è reato
La Cassazione conferma la condanna per scommesse non autorizzate a carico della titolare di un centro affiliato a un bookmaker estero. L'uso di un conto gioco personale per le giocate dei clienti configura un'intermediazione illecita, non un servizio transfrontaliero. Il reato è permanente e la prescrizione decorre dalla fine della condotta.
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Raccolta scommesse illecita: licenza sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore commerciale condannato per il reato di raccolta scommesse illecita. L'operatore agiva per conto di un allibratore straniero sprovvisto della necessaria concessione statale e della licenza di polizia. La Corte ha confermato che il sistema italiano del "doppio binario" (concessione + licenza) è compatibile con il diritto UE e che, per escludere la responsabilità penale, occorre dimostrare un'esclusione discriminatoria dai bandi di gara, circostanza non provata nel caso di specie. Rigettata anche la tesi dell'ignoranza inevitabile della legge in ragione della qualifica professionale dell'operatore.
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Raccolta scommesse illegale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un centro scommesse, condannato per raccolta scommesse illegale. La Corte ha stabilito che l'attività non era una mera trasmissione di dati, ma un'intermediazione diretta, con incasso di denaro e uso di conti gioco personali. Tale condotta integra il reato, a prescindere da eventuali discriminazioni subite dal bookmaker estero nelle gare per le concessioni italiane.
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Raccolta illecita scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'operatrice di un centro scommesse condannata per raccolta illecita scommesse. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale dell'intermediario sussiste quando questi svolge un'attività autonoma di intermediazione (gestione conti, incasso puntate, pagamento vincite), rendendo irrilevante l'eventuale discriminazione subita dal bookmaker estero nell'accesso al mercato italiano. La condanna è stata quindi confermata.
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Licenza pubblico spettacolo: quando serve al club?
I gestori di un circolo privato sono stati condannati per aver organizzato un evento musicale senza la necessaria licenza di pubblico spettacolo e per cattiva conservazione di alimenti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che un evento in un club privato si considera 'pubblico' e richiede la licenza se l'accesso è consentito anche ai non soci. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la presenza di non tesserati ha snaturato il carattere privato dell'evento, rendendo obbligatoria l'autorizzazione per tutelare la sicurezza pubblica.
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Particolare tenuità e armi: detenzione non punibile
La Cassazione annulla la condanna per detenzione illegale di un fucile, applicando la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'imputato, dopo aver ricevuto un divieto di detenzione armi, ne aveva omesso di cedere una. La Corte ha ritenuto il fatto di minima offensività, considerando la sua incensuratezza e le circostanze specifiche, pur confermando la confisca dell'arma. La decisione chiarisce la differenza tra divieto di detenzione e ordine di consegna.
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Sanzioni apparecchi: cumulo illecito di multe
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17864/2024, ha stabilito che non si possono cumulare le sanzioni per apparecchi da intrattenimento non conformi con quelle per la mancanza di autorizzazione. Se un apparecchio viola le norme tecniche, si applica la sanzione più grave, assorbendo quella minore. La Corte ha accolto il ricorso di un operatore su questo punto per omessa pronuncia del giudice di merito, cassando la sentenza e rinviando alla Corte d'Appello. È stato invece respinto il motivo basato sulla presunta finalità terapeutica degli apparecchi, ritenuta una mera finzione.
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Perquisizione art. 41 TULPS: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di una perquisizione art. 41 TULPS eseguita dalla polizia giudiziaria anche in assenza di un'indagine formale e sulla base di indizi, comprese fonti confidenziali. Il caso riguardava un ricorso contro la convalida di una perquisizione per la ricerca di armi, che aveva avuto esito negativo. La Corte ha chiarito che il controllo giurisdizionale su tali atti si deve basare sul verbale delle operazioni, senza la necessità di acquisire l'intero fascicolo delle indagini, data la natura preventiva e urgente di questo strumento.
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Tabella giochi proibiti: obbligo anche per circoli privati
La Corte di Cassazione, con la sentenza 24274 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del presidente di un circolo privato, condannato per la mancata esposizione della tabella giochi proibiti. La Corte ha confermato che tale obbligo si estende anche ai locali privati che installano apparecchiature per il gioco d'azzardo, ribadendo che non è possibile contestare la natura di tali apparecchi in sede di legittimità.
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Vigilanza non autorizzata: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di vigilanza non autorizzata. Secondo la Corte, qualsiasi attività di sorveglianza e custodia di beni di terzi, svolta in forma imprenditoriale e professionale, richiede la licenza di polizia, a prescindere che sia 'attiva' o 'passiva'. In particolare, la sorveglianza notturna o in orari di chiusura al pubblico deve sempre essere affidata a guardie giurate autorizzate. La richiesta di chiarimenti alle autorità non esclude il reato se i fatti sono stati commessi in precedenza.
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Denuncia armi ereditate: obbligo e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'erede che non aveva provveduto a una nuova denuncia armi ereditate dal coniuge defunto. Secondo la Corte, l'obbligo sussiste anche se le armi non vengono spostate, per garantire il controllo costante da parte dell'autorità di P.S. L'ignoranza della legge non è una scusante valida per omettere tale adempimento.
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Responsabilità installatore AWP: la Cassazione decide
Una società installatrice di apparecchi da gioco (AWP) è stata multata per averli collocati in un bar che gestiva anche un corner per scommesse sportive non autorizzato. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo la responsabilità dell'installatore AWP. Secondo i giudici, l'installatore ha un preciso dovere di controllare le licenze dell'esercizio commerciale e non può ignorare palesi irregolarità. La sentenza ribadisce il principio della presunzione di colpa nelle sanzioni amministrative, per cui spetta all'azienda dimostrare la propria buona fede, cosa che non è avvenuta. L'unico punto accolto del ricorso riguarda le spese legali del primo grado.
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Scommesse senza licenza: l’autonomia dell’intermediario
L'amministratore di un centro scommesse è stato accusato di operare senza le dovute autorizzazioni. In sua difesa, ha sostenuto che il bookmaker straniero per cui operava era stato discriminato nell'accesso alle concessioni italiane. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il reato di scommesse senza licenza è autonomo e la responsabilità ricade direttamente sull'intermediario italiano. Le vicende del partner straniero sono irrilevanti ai fini della configurabilità del reato.
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Riunione non autorizzata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di riunione non autorizzata, organizzata di notte in un cimitero per una commemorazione. La sentenza conferma la condanna per il promotore principale, ma annulla con rinvio quella del co-imputato. La Corte chiarisce che il preavviso al Questore è necessario quando vi è una compresenza volontaria di più persone con uno scopo comune, a prescindere dal luogo e dall'ora. Tuttavia, per essere considerati 'promotori' non basta una carica formale in un'associazione, ma è necessario dimostrare un contributo concreto all'organizzazione dell'evento.
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Licenza commercio preziosi: obblighi e sanzioni
L'amministratore di una società di commercio preziosi ometteva di comunicare la revoca della rappresentanza in licenza. Condannato per violazione dell'art. 17 TULPS, ma prosciolto per tenuità del fatto, ricorreva in Cassazione sostenendo che il fatto fosse solo un illecito amministrativo. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'omessa comunicazione sulla titolarità della licenza commercio preziosi integra il reato previsto dall'art. 17 TULPS e non una mera infrazione amministrativa.
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Licenza scommesse: obbligatoria per installare slot
Un operatore di una sala giochi e raccolta scommesse è stato multato per aver installato apparecchi da gioco (slot machines) senza la specifica licenza scommesse prevista dall'art. 88 T.U.L.P.S., pur possedendo quella generica dell'art. 86. I giudici di primo e secondo grado avevano annullato la sanzione, riconoscendo la buona fede dell'operatore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che nei locali dove si raccolgono scommesse è sempre obbligatoria la licenza ex art. 88 per installare anche apparecchi da gioco. La Corte ha chiarito che la presunzione di colpa spetta all'operatore e che le problematiche relative alla concessione del bookmaker estero non giustificano la violazione della normativa nazionale sull'installazione degli apparecchi.
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Trasporto armi: obbligo di avviso sempre necessario
Un soggetto, assolto in primo grado per particolare tenuità del fatto dal reato di trasporto di un'arma senza preventivo avviso, ha proposto ricorso sostenendo l'insussistenza del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'obbligo di dare preventivo avviso per il trasporto armi è sempre necessario, a prescindere dal numero di armi trasportate, e costituisce un adempimento distinto e autonomo rispetto alla successiva denuncia di detenzione nel nuovo luogo.
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