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T.U.F.

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998). È la principale legge italiana che regola i mercati finanziari, gli intermediari e la tutela degli investitori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Restituzione titoli finanziari: risarcimento e doveri del cliente
L'Investitore subisce ingenti perdite a seguito del crollo di obbligazioni ad alto rischio. La Banca omette di informarlo tempestivamente sull'aumento del rischio, violando gli accordi contrattuali e impedendogli di disinvestire in tempo. La Corte d'Appello condanna la Banca al risarcimento dei danni pari all'intero capitale perso, ma rigetta la richiesta di restituzione dei titoli in favore dell'istituto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della Banca su questo aspetto: quando il risarcimento copre l'intero valore originario del titolo reputato privo di valore, scatta la restituzione titoli finanziari alla banca. Questo evita che l'investitore ottenga un indebito arricchimento qualora i titoli recuperino valore in futuro. La sentenza viene cassata con rinvio per l'applicazione di tale principio.
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Sanzioni Consob: Presidente di Banca condannato per Offerta Azioni senza Prospetto
La Consob ha sanzionato il Presidente di una Banca per aver offerto azioni proprie ai clienti senza pubblicare il prospetto informativo richiesto. La Banca aveva sistematicamente incentivato queste vendite. Il Presidente ha contestato la tardività dell'accertamento, la genericità delle accuse e la mancata applicazione del principio dello `ius mitior superveniens`. La Corte di Cassazione ha confermato le `sanzioni Consob`. Ha chiarito che il termine per contestare le violazioni dipende dalla complessità del caso, la responsabilità degli amministratori non è automatica ma legata alla loro condotta, e le sanzioni amministrative in questione non sono di natura penale, escludendo l'applicazione del principio della legge più favorevole. La Corte ha anche ritenuto provata la piena consapevolezza del Presidente sulle operazioni.
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Radiazione del consulente finanziario: no ai finti investimenti
Un consulente finanziario ha impugnato la delibera con cui l'Autorità di Vigilanza ha disposto la sua radiazione del consulente finanziario dall'albo professionale. L'uomo era accusato di gravi illeciti, tra cui l'uso indebito di somme dei clienti, operazioni non autorizzate e l'accettazione di moduli in bianco. Il professionista aveva simulato investimenti mai eseguiti e utilizzato il denaro di un cliente per finanziare un altro soggetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del consulente, confermando la sanzione. I giudici hanno chiarito che l'Autorità può dimostrare gli illeciti anche tramite presunzioni semplici (indizi chiari e concordanti). Spetta poi al professionista dimostrare la propria innocenza. La valutazione di questi indizi spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se motivata logicamente.
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Contratto fuori sede nullo senza recesso: la Banca deve restituire tutto
Un risparmiatore aveva acquistato prodotti finanziari tramite ordini sottoscritti fuori dalla sede della banca. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a tutela degli investitori. Anche se gli ordini sono esecutivi di un contratto quadro già esistente, la legge impone la presenza della clausola di recesso (ius poenitendi) se la firma avviene 'fuori sede'. La sua assenza provoca la nullità del contratto di investimento fuori sede. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione al risparmiatore, annullando l'operazione e stabilendo che la banca deve restituire l'intera somma investita. La tutela del cliente prevale sulla natura del servizio di investimento prestato.
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Obblighi informativi: Banca assolta per i bond argentini del ’99
Gli eredi di un investitore hanno citato in giudizio una banca per le perdite subite a seguito dell'acquisto di obbligazioni argentine nel 1999, lamentando una violazione degli obblighi informativi dell'intermediario. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo un principio fondamentale: non basta denunciare una generica mancanza di informazioni. L'investitore deve specificare quali notizie cruciali e allora disponibili la banca avrebbe omesso di fornire. Poiché all'epoca dei fatti il default dell'Argentina non era prevedibile sulla base delle informazioni pubbliche, la Corte ha escluso la responsabilità della banca, che ha quindi vinto la causa.
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Sanzioni CONSOB: pena ridotta ma doppia condanna per l’amm.
Un amministratore ha ricevuto due distinte Sanzioni CONSOB per un prospetto informativo ingannevole e per manipolazione del mercato. Il prospetto nascondeva che un aumento di capitale sarebbe stato coperto con beni illiquidi anziché con denaro. La Cassazione ha confermato che i due illeciti sono separati e non possono essere 'assorbiti' in un'unica sanzione. Tuttavia, ha annullato la decisione sull'importo della pena, ordinando alla Corte d'Appello di ricalcolarla applicando il principio della 'lex mitior', ovvero una legge successiva che ha introdotto sanzioni più basse per questo tipo di reati.
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Manipolazione del mercato: notizia falsa annulla sanzione Consob
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione della Consob per manipolazione del mercato a carico dell'amministratore di una società quotata. L'illecito era consistito nel diffondere comunicati stampa fuorvianti su un futuro aumento di capitale. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la manipolazione del mercato tramite false notizie è un illecito istantaneo, che si consuma nel momento in cui la notizia viene diffusa. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere da quel giorno, non dalla successiva smentita. La sanzione, essendo stata contestata oltre i cinque anni dalla diffusione della notizia falsa, è stata annullata perché prescritta.
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Insider Trading: Sanzione annullata se il solo sospetto non basta
L'Autorità di Vigilanza sanziona una società di investimento per abuso di informazioni privilegiate, sospettando che abbia sfruttato una soffiata per un'operazione speculativa su azioni. La società aveva venduto i titoli poche ore prima di un annuncio che ne avrebbe abbassato il valore, per poi riacquistarli realizzando un profitto. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sanzione. I giudici hanno stabilito che il solo sospetto, basato sulla tempistica dell'operazione, non è sufficiente. L'Autorità non è riuscita a provare che la società possedesse effettivamente l'informazione riservata prima di operare, poiché l'unica comunicazione provata è avvenuta dopo che la notizia era già diventata pubblica.
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Prospetto Incompleto: la Responsabilità Amministratore Banca
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 150.000 euro inflitta dalla Consob a un ex Direttore Generale di una banca. La sanzione era dovuta all'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi di due aumenti di capitale. In particolare, mancavano dettagli sul prezzo delle azioni e sulla concessione di finanziamenti per l'acquisto delle azioni stesse. La sentenza stabilisce la piena responsabilità dell'amministratore della banca, chiarendo che il suo ruolo centrale impone un dovere specifico di garantire la massima trasparenza verso gli investitori, dovere che non può essere eluso. La Corte ha ritenuto che l'amministratore abbia agito con piena consapevolezza, confermando la sua colpevolezza.
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Competenza sezioni specializzate imprese: investimenti o società?
Un investitore ha citato una banca per ottenere l'annullamento di alcuni finanziamenti finalizzati all'acquisto di azioni della banca stessa. Il tribunale iniziale ha ritenuto che la causa spettasse alla sezione specializzata per le imprese, poiché l'acquisto dei titoli conferiva la qualità di socio. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che la competenza sezioni specializzate imprese non si applica quando la lite riguarda esclusivamente la violazione delle norme sugli investimenti finanziari e non tocca la vita sociale o i rapporti tra soci. Poiché l'investitore lamentava irregolarità contrattuali e violazioni del T.U.F. nella fase di acquisto, la competenza resta del tribunale ordinario. Il processo deve quindi proseguire presso il tribunale civile ordinario inizialmente adito.
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Obblighi informativi banca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di investimenti in obbligazioni estere ad alto rischio, precisando gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario. La Corte ha stabilito che avvertimenti generici sul rischio non sono sufficienti. L'intermediario deve fornire informazioni specifiche e circostanziate sul prodotto, e l'esperienza del cliente non attenua tale dovere. Una volta accertato l'inadempimento informativo, il nesso causale con il danno è presunto, e spetta alla banca provare il contrario. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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