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T.U.F. (Testo Unico Della Finanza)

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il Decreto Legislativo n. 58/1998, che rappresenta la principale fonte normativa in Italia per la disciplina dei mercati finanziari, degli intermediari e degli emittenti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza sezione specializzata imprese: risparmio o società?
Due investitori hanno citato in giudizio una banca chiedendo l'annullamento di finanziamenti finalizzati all'acquisto di azioni, lamentando la violazione delle norme sui servizi di investimento. Il Tribunale ordinario di Pordenone ha dichiarato la propria incompetenza a favore della Sezione specializzata in materia di imprese di Trieste, ritenendo rilevante l'acquisto della qualità di socio. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del Tribunale di Pordenone. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza sezione specializzata imprese non si applica alle liti sull'acquisto di azioni tramite contratti di investimento finanziario se la contestazione riguarda la violazione dei doveri informativi e di comportamento dell'intermediario, poiché la causa si fonda sul rapporto contrattuale preliminare e non sul successivo rapporto societario.
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Informativa societaria non veritiera: Budget finto, sanzione vera
Una società quotata è stata sanzionata dall'Autorità di Vigilanza per aver fornito una informativa societaria non veritiera. Nel prospetto informativo per un aumento di capitale, l'azienda aveva presentato previsioni di ricavo molto ottimistiche, omettendo di comunicare l'esistenza di un budget interno ('de facto') che prevedeva risultati economici significativamente inferiori. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che la consapevolezza dei vertici aziendali di dati reali peggiori, anche se contenuti in documenti informali, doveva essere comunicata al mercato. La trasparenza è un obbligo inderogabile e nascondere informazioni rilevanti agli investitori costituisce un grave illecito.
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Prospetto non veritiero: budget segreto costa caro ai dirigenti
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di due dirigenti di una grande società, sanzionati dalla Consob per aver diffuso un Prospetto informativo non veritiero in occasione di un aumento di capitale. La società aveva comunicato al mercato previsioni di ricavi basate su un Piano Strategico da 10,3 miliardi di euro, omettendo però l'esistenza di un 'budget de facto' interno, molto più pessimistico, che prevedeva ricavi per soli 7,1 miliardi. Questa discrepanza è stata ritenuta un'informazione essenziale per gli investitori. La Corte ha rigettato il ricorso principale dei dirigenti, confermando la gravità della condotta omissiva, e ha accolto un ricorso incidentale della Consob, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una rivalutazione parziale.
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Amministratore di Fatto: Sanzionato Anche Senza Carica Formale
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni della CONSOB contro un consulente che agiva come amministratore di fatto di una società di gestione del risparmio. Nonostante la mancanza di una carica formale, la sua pesante e costante ingerenza nelle decisioni aziendali lo ha reso responsabile. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: le sanzioni previste dal Testo Unico della Finanza si applicano a chiunque eserciti concretamente funzioni direttive, perché la responsabilità deriva dal potere effettivo e non dalla qualifica formale. La difesa del consulente, basata sulla sua estraneità ai ruoli dirigenziali, è stata respinta. La sostanza del ruolo prevale sulla forma.
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Laurea in Economia non salva la banca dagli obblighi informativi
Un investitore, laureato in scienze economiche e bancarie, perde il suo capitale investendo in obbligazioni rischiose. La banca si difende sostenendo che il titolo di studio del cliente e il suo rifiuto di fornire informazioni la esonerassero da responsabilità. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. Sancisce che la laurea non trasforma automaticamente un risparmiatore in 'operatore qualificato'. Gli obblighi informativi dell'intermediario restano stringenti: la banca deve sempre provare di aver fornito informazioni specifiche e dettagliate sui rischi, anche se il cliente si rifiuta di collaborare. La sola consegna di un documento generico non è sufficiente. La causa torna ai giudici per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Fondi in nero al promotore: la responsabilità solidale della banca
Due investitori affidano a un promotore finanziario ingenti somme derivanti da una vendita immobiliare non dichiarata, con l'accordo di investirle. Il promotore si appropria del denaro. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale della banca per la truffa del suo dipendente. Secondo i giudici, il legame tra le mansioni del promotore e l'illecito è sufficiente a far scattare la responsabilità dell'istituto di credito. La Corte ha respinto la tesi della banca, che attribuiva la colpa ai clienti per aver partecipato a un accordo finalizzato all'evasione fiscale. La banca è stata quindi condannata a risarcire i clienti truffati.
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Nullità Contratto Quadro Finanziario: Firma Falsa, Banca Perde
Una coppia di investitori si è opposta a una banca per operazioni finanziarie basate su un contratto quadro con la firma di uno dei due coniugi risultata falsa. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la nullità del contratto quadro finanziario per difetto di forma, come la mancanza della firma di un cointestatario, è insanabile. Questo vizio rende nullo l'intero accordo fin dall'inizio, travolgendo anche tutti i successivi ordini di investimento. La Corte ha chiarito che l'aver percepito dei guadagni o aver proseguito il rapporto non può 'guarire' un contratto nato invalido. La vittoria è andata agli investitori, con la causa rinviata per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Promotore infedele: la Responsabilità solidale della banca è certa
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale della banca per i danni causati da un proprio promotore finanziario che ha agito oltre i limiti del suo mandato. Il promotore gestiva autonomamente i risparmi dei clienti, facendo firmare fogli in bianco e nascondendo le perdite. La banca sosteneva di non essere responsabile, dato che il promotore aveva esorbitato dai suoi compiti. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'istituto di credito è corresponsabile perché l'illecito è stato reso possibile proprio dalla posizione e dagli strumenti forniti dalla banca stessa. Di conseguenza, la banca è stata condannata a risarcire i clienti insieme al promotore.
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Consigliere senza deleghe multato: la vigilanza non è un optional
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione della Consob a un consigliere di amministrazione di una banca, privo di deleghe operative, per omessa vigilanza su gravi irregolarità nella gestione degli investimenti dei clienti. La sentenza stabilisce un principio chiave sulla responsabilità dell'amministratore senza deleghe: essa si fonda su una presunzione di colpa. Non basta essere estranei alla gestione operativa per evitare sanzioni. L'amministratore deve dimostrare attivamente di aver fatto tutto il possibile per prevenire o denunciare gli illeciti. La Corte ha anche chiarito che il termine per sanzionare decorre da quando l'autorità ha un quadro completo dei fatti, non dalla loro mera scoperta.
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Responsabilità compliance: vale la funzione, non il contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità compliance di un professionista non dipende dalla natura formale del suo contratto (dipendente o esterno), ma dalla funzione di controllo effettivamente svolta all'interno dell'organizzazione aziendale. Un soggetto che opera in outsourcing, se inserito nella struttura di controllo di un intermediario finanziario, può essere sanzionato dall'Autorità di Vigilanza al pari di un dipendente interno. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato una sanzione basandosi sulla natura esterna del rapporto professionale.
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Termine di accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito la decorrenza del termine di accertamento per l'irrogazione di sanzioni da parte dell'Autorità di Vigilanza sui Mercati Finanziari. Un dirigente bancario, sanzionato dall'Autorità, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello perché ritenuta tardiva. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine per la contestazione non decorre dalla prima acquisizione di notizie, ma dal momento in cui l'Autorità, a seguito di un'istruttoria completa, ha un quadro chiaro e definitivo dell'illecito. Questo principio garantisce che le indagini complesse non siano affrettate, bilanciando la necessità di celerità con quella di un'accurata valutazione.
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Polizze Index Linked: la nullità senza contratto quadro
Una società ha sottoscritto una polizza Index Linked subendo una significativa perdita di capitale. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto, qualificandolo come prodotto finanziario e non come polizza assicurativa, a causa dell'assenza del "contratto quadro" obbligatorio. La sentenza chiarisce che il criterio distintivo è il rischio di perdita del capitale, che ricade interamente sul cliente, rendendo così applicabili le normative del Testo Unico della Finanza (TUF).
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata dalla Consob al presidente del collegio sindacale di un intermediario finanziario. L'ordinanza sottolinea la piena responsabilità del collegio sindacale per omessa vigilanza sulla gestione degli ordini di vendita di azioni illiquide e sulla relazione con la clientela, respingendo i motivi di ricorso basati su presunti vizi procedurali e su una diversa ricostruzione dei fatti. La Corte ha ribadito che il sindacato giurisdizionale pieno sana eventuali irregolarità della fase amministrativa e che la valutazione del merito non è riesaminabile in sede di legittimità.
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Responsabilità intermediario: quando la banca risponde
Un risparmiatore, ex sportivo professionista, cita in giudizio un promotore e vari intermediari per operazioni distrattive. La Corte di Cassazione analizza la differenza tra responsabilità indiretta dell'intermediario per fatto del promotore (ex art. 31 T.U.F.) e la responsabilità diretta. Il ricorso del risparmiatore viene rigettato perché la richiesta di responsabilità diretta era stata formulata tardivamente, solo nelle memorie finali. La Corte sottolinea che la qualificazione della domanda deve essere chiara fin dall'inizio del processo. Viene inoltre evidenziata la condotta negligente del cliente nel facilitare l'illecito.
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Sanzioni compliance bancaria: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni compliance bancaria irrogate dall'autorità di vigilanza a un responsabile della funzione di conformità di un istituto di credito per carenze nei controlli interni. La Corte ha respinto la tesi della violazione del 'ne bis in idem', chiarendo che la sanzione dell'autorità di vigilanza bancaria e quella dell'autorità di vigilanza del mercato finanziario colpiscono condotte diverse a tutela di beni giuridici distinti: la stabilità patrimoniale da un lato e la trasparenza verso gli investitori dall'altro.
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Opposizione sanzioni Banca d’Italia: il rito speciale
La Cass. Civ., Sez. II, n. 7663 del 19/03/2019 chiarisce la procedura per l'opposizione sanzioni Banca d'Italia. Un amministratore sanzionato ha impugnato il provvedimento depositando il ricorso prima di notificarlo, seguendo il rito generale. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la specialità del rito previsto dall'art. 195 T.U.F., che impone la notifica all'Autorità prima del deposito in cancelleria, pena l'inammissibilità.
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