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Art. 190 Testo Unico della Finanza

32 provvedimenti

Responsabilità dei dirigenti bancari: i fatti battono la forma
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato il Condirettore Generale di un istituto di credito per gravi irregolarità commesse durante un aumento di capitale, tra cui la mancata valutazione di adeguatezza delle operazioni e pressioni commerciali indebite. Il Dirigente ha impugnato la sanzione, sostenendo di non avere poteri deliberativi formali e invocando l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità dei dirigenti bancari in base alle loro effettive mansioni operative e non alla sola carica formale. La Corte ha inoltre chiarito che alle sanzioni amministrative pecuniarie si applica il principio del "tempus regit actum" e non quello del "favor rei", escludendo l'applicazione retroattiva delle riforme più favorevoli. Il Dirigente è stato condannato anche per lite temeraria.
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Responsabilità dei consiglieri non esecutivi: l’inerzia si paga
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un amministratore di un istituto bancario per gravi carenze organizzative e irregolarità nella compravendita di azioni proprie. L'amministratore ha impugnato la sanzione, sostenendo di non avere responsabilità in quanto membro non esecutivo del consiglio di amministrazione. La Corte d'Appello ha ridotto la sanzione a 120.000 euro, confermando però la colpa del soggetto. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell'amministratore. I giudici hanno stabilito che la responsabilità dei consiglieri non esecutivi sussiste quando questi rimangono inerti davanti a chiari segnali d'allarme. L'amministratore perde la causa e deve pagare le spese legali, poiché il ruolo non operativo non esonera dal dovere di vigilare attivamente sulla gestione aziendale.
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Sanzioni amministrative pecuniarie: confermata la sanzione al CdA
L'Amministratore di un istituto bancario ha impugnato le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dall'Autorità di Vigilanza per gravi irregolarità nella gestione dei titoli e nella valutazione di adeguatezza delle operazioni finanziarie. La Corte d'Appello ha parzialmente ridotto la sanzione, ma l'Amministratore ha proposto ricorso in Cassazione invocando la violazione del diritto di difesa, il principio del favor rei e il divieto di doppio giudizio (ne bis in idem). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno chiarito che le garanzie del giusto processo si applicano pienamente nella fase giudiziale e che il principio della legge più favorevole non si estende automaticamente a tutte le sanzioni amministrative pecuniarie, ma solo a quelle con reale natura punitivo-penale.
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Responsabilità consiglieri non esecutivi: sanzioni senza deleghe
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un amministratore senza deleghe di una banca per gravi irregolarità, tra cui la concessione di finanziamenti finalizzati all'acquisto di azioni proprie e la scorretta profilatura dei clienti. L'amministratore ha impugnato la sanzione, sostenendo di non essere a conoscenza delle condotte illecite della direzione generale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione di 95.000 euro. La Corte ha stabilito che la responsabilità dei consiglieri non esecutivi sussiste anche in assenza di deleghe operative. I consiglieri hanno infatti il dovere di agire informati e di vigilare attivamente sull'andamento della gestione, non potendo giustificare la propria inerzia con la condotta dolosa altrui o con la mancanza di flussi informativi diretti.
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Responsabilità dei consiglieri di amministrazione: no a scuse
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato due membri del consiglio di amministrazione di un istituto di credito per gravi irregolarità operative, tra cui la profilatura scorretta dei clienti e la concessione di finanziamenti finalizzati all'acquisto di azioni proprie. Uno dei sanzionati ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la natura della sanzione e invocando la violazione dei diritti di difesa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione di 85.000 euro. I giudici hanno stabilito che la sanzione ha natura amministrativa e non penale. Di conseguenza, non si applicano le tutele del processo penale. La Corte ha ribadito la responsabilità dei consiglieri di amministrazione, anche non esecutivi, i quali hanno il dovere di vigilare e informarsi attivamente, non potendo giustificare la propria inattività con la fiducia nei vertici aziendali o l'assenza di deleghe specifiche.
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Sanzioni CONSOB: la liquidazione non cancella le multe
L'Autorità di Vigilanza ha inflitto a una Società di Gestione del Risparmio una sanzione di 515.000 euro per gravi carenze organizzative, tra cui l'inefficacia dei processi decisionali e la mancata gestione dei conflitti d'interesse. La società, successivamente posta in liquidazione, ha impugnato il provvedimento contestando l'importo e lamentando la mancata applicazione dei criteri di proporzionalità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità delle Sanzioni CONSOB. I giudici hanno chiarito che lo stato di liquidazione e il generico rischio di illiquidità non giustificano una riduzione della sanzione, specialmente quando la stessa è già stata quantificata in misura pari a un decimo del massimo edittale e la società risponde solidalmente per l'operato dei propri esponenti.
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Sanzioni Consob e principio del favor rei: no alla retroattività
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un ex Amministratore di una banca per violazioni sulle valutazioni di adeguatezza degli investimenti. L'Amministratore ha impugnato il provvedimento, invocando l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli introdotte successivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione rideterminata dalla Corte d'Appello. I giudici hanno chiarito che in tema di sanzioni Consob e principio del favor rei, la retroattività della legge più favorevole non si applica alle sanzioni amministrative sprovviste di una reale natura punitiva o penale. Inoltre, grava sull'amministratore l'onere di dimostrare l'assenza di colpa a fronte di accertate carenze organizzative dell'istituto di credito.
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Consigliere senza deleghe multato: la vigilanza non è un optional
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione della Consob a un consigliere di amministrazione di una banca, privo di deleghe operative, per omessa vigilanza su gravi irregolarità nella gestione degli investimenti dei clienti. La sentenza stabilisce un principio chiave sulla responsabilità dell'amministratore senza deleghe: essa si fonda su una presunzione di colpa. Non basta essere estranei alla gestione operativa per evitare sanzioni. L'amministratore deve dimostrare attivamente di aver fatto tutto il possibile per prevenire o denunciare gli illeciti. La Corte ha anche chiarito che il termine per sanzionare decorre da quando l'autorità ha un quadro completo dei fatti, non dalla loro mera scoperta.
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Responsabilità Amministratori: doveri e sanzioni
Un amministratore non esecutivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione pecuniaria irrogata dall'autorità di vigilanza per violazioni dei doveri di diligenza e trasparenza. Le contestazioni riguardavano finanziamenti concessi per l'acquisto di azioni della società capogruppo e la gestione di un cliente istituzionale con profili di rischio elevati. La Suprema Corte ha confermato la Responsabilità Amministratori anche in caso di assenza volontaria alle sedute del consiglio, ribadendo l'obbligo di agire informati. Tuttavia, la sentenza è stata cassata con rinvio poiché il giudice di merito non aveva motivato il rigetto della richiesta di riduzione della sanzione.
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Responsabilità amministratori: sanzioni Consob e doveri
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni amministrative irrogate dalla Consob ad alcuni ex componenti del consiglio di amministrazione di un istituto bancario. Al centro della controversia vi è la responsabilità amministratori per omessa vigilanza su operazioni irregolari, tra cui le cosiddette operazioni baciate e carenze nei prospetti informativi. La Corte ha chiarito che le sanzioni ex art. 190 T.U.F. non hanno natura punitiva-penale, escludendo quindi la retroattività della lex mitior. Inoltre, è stato ribadito il dovere dei consiglieri, anche non delegati, di agire in modo informato e diligente, specialmente in contesti di crisi o criticità segnalate dalle autorità di vigilanza.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: la sentenza
Un amministratore non esecutivo di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per diverse violazioni normative relative a un aumento di capitale. L'amministratore ha impugnato le sanzioni, sostenendo l'applicabilità di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e l'assenza di un danno effettivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la responsabilità amministratore non esecutivo impone un dovere attivo di informazione e controllo. La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni in questione non hanno natura "sostanzialmente penale" e quindi non beneficiano della retroattività della legge più favorevole. Infine, è stato chiarito che le violazioni contestate sono "illeciti di mera condotta", per i quali non è richiesta la prova di un danno concreto.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex membro del consiglio di amministrazione di un istituto di credito, confermando la sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per l'omessa pubblicazione del prospetto informativo durante un'offerta al pubblico di azioni. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, e chiarisce i limiti di applicazione del principio del 'favor rei' in materia di sanzioni finanziarie.
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Responsabilità sindaco: la Cassazione sulla vigilanza
Un sindaco effettivo di una società quotata è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per carenze nel controllo interno. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che la responsabilità del sindaco non deriva dalla mera carica, ma da una 'colpevole inerzia' di fronte a evidenti criticità gestionali. La Corte ha inoltre escluso la natura sostanzialmente penale di tali sanzioni amministrative.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la guida
Un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per un'offerta al pubblico di azioni senza il prospetto informativo. Il consigliere ha impugnato la sanzione, sostenendo la tardività della contestazione, l'applicabilità di una legge più favorevole e la sua mancanza di coinvolgimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i limiti e i doveri della responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno un obbligo di agire informati e non possono invocare l'ignoranza per sottrarsi alle proprie funzioni di controllo.
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Responsabilità sindaci: la Cassazione sul dovere di vigilanza
Un membro del collegio sindacale di una società quotata è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria per omessa vigilanza. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando la piena responsabilità dei sindaci anche in strutture aziendali complesse. La sentenza chiarisce che il dovere di supervisione è proattivo e non si esaurisce nel recepire informazioni dal management. Inoltre, stabilisce che le garanzie del procedimento amministrativo sanzionatorio sono diverse da quelle del processo penale.
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Responsabilità compliance: vale la funzione, non il contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità compliance di un professionista non dipende dalla natura formale del suo contratto (dipendente o esterno), ma dalla funzione di controllo effettivamente svolta all'interno dell'organizzazione aziendale. Un soggetto che opera in outsourcing, se inserito nella struttura di controllo di un intermediario finanziario, può essere sanzionato dall'Autorità di Vigilanza al pari di un dipendente interno. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato una sanzione basandosi sulla natura esterna del rapporto professionale.
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni irrogate dall'autorità di vigilanza finanziaria a carico dei membri del collegio sindacale di un istituto di credito per omessa informativa nei prospetti. La sentenza rigetta tutti i motivi di ricorso, chiarendo la natura non perentoria dei termini procedurali, i doveri di vigilanza attiva anche su situazioni pregresse e i limiti del diritto di difesa nel procedimento amministrativo. Viene così rafforzata la responsabilità collegio sindacale nella tutela del mercato e dei risparmiatori.
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Sanzioni CONSOB: quando non si applica il favor rei
Un ex presidente di un istituto bancario ha impugnato le sanzioni CONSOB per violazioni gestionali e procedurali, invocando i principi penalistici del favor rei e ne bis in idem. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tali sanzioni hanno natura amministrativa e non penale. Di conseguenza, non si applica la legge successiva più favorevole, ma il principio del 'tempus regit actum', confermando la piena responsabilità degli amministratori per la mancata adozione di procedure adeguate a tutela dei clienti.
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Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul termine accertamento illecito in materia di sanzioni finanziarie. Annullando una decisione della Corte d'Appello, ha chiarito che il termine di 180 giorni per contestare una violazione non decorre dalla semplice conoscenza iniziale dei fatti, ma dal momento in cui l'organo di vigilanza completa l'istruttoria e acquisisce tutti gli elementi necessari per una valutazione definitiva. La sentenza rafforza l'autonomia dell'autorità nel condurre indagini complesse, limitando il sindacato del giudice alla verifica di un'inerzia ingiustificata, da valutarsi con un giudizio 'ex ante' e non con il senno di poi.
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Sanzioni CONSOB: la Cassazione e la legge nel tempo
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di sanzioni CONSOB inflitte a un istituto bancario e ai suoi esponenti. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sugli illeciti continuati: una nuova legge più severa si applica solo alla condotta successiva alla sua entrata in vigore, non retroattivamente. Viene invece confermato che il principio della legge più favorevole (favor rei) non si applica automaticamente a queste sanzioni amministrative, che non hanno natura penale.
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