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Subentro Contrattuale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui un soggetto (il subentrante o avente causa) prende il posto di un altro (il dante causa) in un contratto, ereditandone tutti i diritti e, soprattutto, tutti gli obblighi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Crediti in prededuzione e accordi: la decisione di Cassazione
Una società fornitrice di servizi informatici ha chiesto l'ammissione al passivo di una grande impresa in amministrazione straordinaria. Il fornitore pretendeva il riconoscimento dei propri compensi come crediti in prededuzione, sostenendo che il commissario straordinario fosse subentrato nei rapporti contrattuali pendenti mediante un accordo integrativo (addendum). Il Tribunale ha invece ammesso la somma solo in via chirografaria, ritenendo le modifiche contrattuali incompatibili con un vero subentro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fornitore, evidenziando una grave carenza di motivazione nella decisione del giudice di merito. La Suprema Corte ha chiarito che lievi modifiche ai patti originari non escludono automaticamente la volontà della procedura di proseguire il contratto originario, annullando con rinvio il provvedimento.
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Prededucibilità dei crediti concorsuali tra quote e interessi
Una società consortile ha richiesto la prededucibilità dei crediti concorsuali maturati prima dell'amministrazione straordinaria di un'azienda consorziata. Tali somme riguardavano i costi di funzionamento anticipati e le quote di capitale non liberate. La società consortile sosteneva che la vendita della partecipazione azionaria da parte dell'organo commissariale costituisse un subentro nel contratto consortile. La Corte di Cassazione ha escluso questa impostazione. La vendita della quota societaria rappresenta un'attività di liquidazione e non un subentro nel contratto. Di conseguenza, i crediti antecedenti rimangono chirografari. La Cassazione ha tuttavia accolto il ricorso sugli interessi commerciali. Tali interessi decorrono automaticamente dopo trenta giorni dalla prestazione dei servizi, senza bisogno di una formale messa in mora.
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Crediti in prededuzione: niente priorità senza subentro
Una società fornitrice chiedeva il riconoscimento di crediti in prededuzione per servizi di assistenza resi a una grande impresa prima e dopo l'avvio dell'amministrazione straordinaria. I commissari della procedura avevano autorizzato pagamenti provvisori ed eccezionali per garantire gli stipendi, ma avevano poi sciolto il vincolo contrattuale. Il Tribunale ha negato la prededuzione, ammettendo il debito solo in via chirografaria per mancanza di un espresso subentro della procedura nel rapporto d'appalto. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente il provvedimento, rigettando il ricorso della fornitrice e condannandola alle spese.
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Ingiustificato arricchimento: no al credito senza firma della PA
Una società di factoring, cessionaria di un presunto credito vantato da una casa di cura verso un'università pubblica, ha richiesto il pagamento del corrispettivo contrattuale o, in subordine, l'indennizzo per ingiustificato arricchimento. I giudici di merito hanno rigettato la domanda poiché l'università non aveva mai autorizzato per iscritto il subentro della società cedente nel contratto originario. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che i contratti con la Pubblica Amministrazione richiedono tassativamente la forma scritta, escludendo comportamenti taciti. Di conseguenza, mancando il subentro formale, la cedente non era titolare di alcun credito né della relativa azione di ingiustificato arricchimento, rendendo la cessione del credito del tutto inefficace nei confronti dell'ente pubblico.
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Restituzione contributo pubblico: paga anche chi compra l’immobile
Una società costruttrice riceve un contributo pubblico da un Comune per realizzare alloggi da affittare per 30 anni. La società non rispetta l'obbligo e vende l'intero complesso immobiliare a una seconda società, la quale accetta espressamente tutti i vincoli della convenzione originaria. Il Comune revoca il finanziamento e chiede la restituzione del contributo pubblico alla nuova proprietaria. La Corte di Cassazione stabilisce che la società acquirente è obbligata alla restituzione. Il subentro nel contratto comporta l'assunzione di tutte le responsabilità, inclusa quella di restituire i fondi, anche se non li ha materialmente incassati. La responsabilità non è legata a chi ha ricevuto il denaro, ma a chi ha assunto gli obblighi contrattuali.
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