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Strumento Urbanistico Generale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il piano regolatore (P.R.G.) o un piano analogo che definisce come può essere utilizzato il territorio di un Comune, indicando le zone agricole, residenziali, industriali, ecc.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta di registro su terreni agricoli: distributore al 15%
L'Azienda acquista un ramo d'azienda comprendente un terreno classificato come agricolo dal piano regolatore, ma autorizzato per la costruzione di un distributore di carburanti. L'Azienda applica l'aliquota del 9% prevista per i suoli edificabili. L'Agenzia delle Entrate richiede invece l'aliquota del 15% per i terreni agricoli, emettendo un avviso di liquidazione. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado annulla l'atto, ritenendo il suolo concretamente edificabile. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Fisco. I giudici chiariscono che l'autorizzazione a costruire un impianto di carburanti non muta la natura agricola del terreno stabilita dal piano regolatore. Di conseguenza, si applica l'imposta di registro su terreni agricoli con l'aliquota ordinaria del 15%. La sentenza viene cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Area fabbricabile ai fini fiscali: tasse su terreni bloccati
Un ente religioso ha contestato l'assoggettamento a imposta di un proprio terreno come area fabbricabile ai fini fiscali, sostenendo che la mancata firma di una convenzione con il Comune ne impedisse l'effettiva edificazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un terreno è considerato area fabbricabile ai fini fiscali non appena viene inserito nel piano regolatore generale del Comune. L'assenza di accordi attuativi o di autorizzazioni regionali non cancella la natura edificabile del suolo, ma può solo influenzarne il valore di mercato e quindi ridurre la base imponibile. Di conseguenza, il terreno deve essere tassato come edificabile, ma con una riduzione del valore calcolata in base alle concrete difficoltà di costruzione.
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Tassazione terreni edificabili: vince il Comune sul piano sospeso
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dal Comune per il pagamento dell'ICI su due fabbricati e un terreno. La controversia riguarda la tassazione terreni edificabili: secondo il cittadino, il terreno non poteva essere considerato edificabile poiché il nuovo piano urbanistico comunale non era ancora operativo ed erano attive misure di salvaguardia. Inoltre, contestava la legittimità di un secondo avviso emesso in autotutela che riduceva l'importo originario. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del Contribuente. I giudici hanno stabilito che un'area è edificabile ai fini fiscali non appena il Comune adotta lo strumento urbanistico generale, a prescindere dall'approvazione regionale. Inoltre, la riduzione in autotutela dell'imposta non costituisce un nuovo atto e non richiede particolari formalità o nuove scadenze.
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Aree fabbricabili ICI: tasse dovute anche senza convenzione
Una congregazione religiosa ha impugnato l'avviso di accertamento ICI emesso da un Comune, sostenendo che un proprio terreno non potesse considerarsi edificabile a causa della mancata stipula della convenzione urbanistica attuativa, imputabile ai ritardi dell'ente locale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale del contribuente e accolto quello incidentale del Comune sulle sanzioni. La Suprema Corte ha ribadito che per la qualificazione di aree fabbricabili ICI è sufficiente l'adozione dello strumento urbanistico generale, a prescindere dall'approvazione di piani attuativi o dal comportamento del Comune. Inoltre, ha escluso l'incertezza normativa oggettiva, confermando l'applicazione delle sanzioni poiché il contribuente conosceva la natura edificatoria dell'area, avendone promosso lo sviluppo. Il Comune vince la causa e il contribuente deve pagare l'imposta ricalcolata e le sanzioni.
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Plusvalenza terreni: quando è tassabile un’area?
Una contribuente ha venduto un terreno con destinazione parzialmente agricola. L'Agenzia delle Entrate ha tassato la plusvalenza, considerandolo interamente edificabile. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassazione della plusvalenza terreni, è necessario verificare concretamente la potenzialità edificatoria di ogni singola particella, anche se minima o strumentale all'uso agricolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame più dettagliato, distinguendo le aree con diritti edificatori privati da quelle che ne sono prive.
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