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Stato Passivo — Anno 2026

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166 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Stato Passivo

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: spese compensate per incertezza
Una società agricola, dopo aver proposto ricorso in Cassazione per la tardività di un reclamo nello stato passivo di una liquidazione controllata, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio ma, contrariamente alla prassi, dispone la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sulla sopravvenuta incertezza normativa riguardo ai termini processuali, generata da una recente riforma del Codice della Crisi d'Impresa, che giustifica la scelta iniziale della parte di impugnare.
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Onere della prova fornitura energia: chi deve provare?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di contestazione di bollette per fornitura di energia. La Corte ha stabilito che spetta all'utente dimostrare il malfunzionamento del contatore. Solo in seguito a tale prova, il fornitore dovrà dimostrare la correttezza dei dati. La decisione ribalta un verdetto precedente che aveva erroneamente addossato l'onere probatorio iniziale alla società creditrice.
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Credito e prevenzione patrimoniale: quando la banca perde
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione del proprio credito ipotecario allo stato passivo di una procedura di prevenzione patrimoniale. La sentenza stabilisce che un finanziamento concesso a un soggetto la cui pericolosità sociale è già accertata si presume strumentale al reimpiego di proventi illeciti. In tema di credito e prevenzione patrimoniale, la banca non ha potuto dimostrare la propria buona fede e l'adeguata diligenza, vedendosi così negata la tutela del proprio credito.
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Decreto ingiuntivo fallimento: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione chiarisce l'inefficacia del decreto ingiuntivo fallimento. Se il debitore fallisce mentre è pendente un'opposizione al decreto, quest'ultimo diventa inopponibile alla massa dei creditori, così come l'ipoteca giudiziale su di esso fondata. L'ordinanza sottolinea che la mancata riassunzione del giudizio da parte del curatore non sana questa inefficacia, confermando un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
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Data Certa: Prova del Credito nel Fallimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di gestione crediti, ribadendo un principio fondamentale: per essere opponibile al fallimento, un credito basato su un contratto bancario deve essere provato con documentazione avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento. L'ordinanza chiarisce che, per i contratti che richiedono la forma scritta per la loro validità, come quelli bancari, la prova della data certa non può essere sostituita da altri elementi. Di conseguenza, il credito è stato definitivamente escluso dallo stato passivo.
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Raddoppio contributo unificato: no se si rinuncia
Un professionista e una società fallita raggiungono un accordo e rinunciano ai rispettivi ricorsi in Cassazione. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio e chiarisce un principio fondamentale: il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, poiché è una misura sanzionatoria di stretta interpretazione, prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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