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Stato Passivo — Anno 2025

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168 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Stato Passivo

Provvedimenti

Demansionamento: onere della prova a carico del datore
Un lavoratore si è opposto allo stato passivo del fallimento del suo ex datore di lavoro, chiedendo il risarcimento per demansionamento. Il Tribunale aveva respinto la domanda per la mancata produzione del Contratto Collettivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che in caso di demansionamento, l'onere della prova grava sul datore di lavoro. Al lavoratore è sufficiente allegare i fatti specifici che costituiscono la dequalificazione professionale, senza dover produrre il CCNL.
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Garanzia pubblica fallimento: il diritto autonomo del Fondo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente gestore del Fondo di Garanzia per le PMI, dopo aver pagato una parte del debito di una società poi fallita, ha un diritto autonomo e privilegiato di insinuarsi al passivo fallimentare. Questo diritto, derivante dalla normativa sulla garanzia pubblica fallimento, non è subordinato all'integrale soddisfacimento del creditore principale (la banca) e non è soggetto alle limitazioni previste per i coobbligati solidali.
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Interessi legali fallimento: la Cassazione decide
Una società garante, dopo aver saldato un debito per un'impresa poi fallita, ha richiesto il rimborso del proprio credito con interessi a un tasso speciale maggiorato. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che nel contesto di una procedura fallimentare, per garantire la parità di trattamento tra i creditori, si applicano gli interessi legali al tasso standard previsto dal codice civile, e non i tassi speciali previsti da normative settoriali. Questa decisione conferma il principio secondo cui la disciplina degli interessi legali nel fallimento prevale su altre leggi speciali.
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Credito prededucibile: la Cassazione sui professionisti
Un legale contesta l'ammissione del proprio credito come chirografario e lo status di credito prededucibile riconosciuto ad altri due professionisti per l'assistenza in un concordato preventivo. La Cassazione cassa la decisione di merito, chiarendo che per il riconoscimento del credito prededucibile non basta l'omologazione del concordato, ma occorre una valutazione 'ex ante' dell'effettiva utilità e funzionalità della prestazione professionale rispetto agli scopi della procedura.
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Accantonamento fondi: no a crediti esclusi
In un caso di amministrazione straordinaria, le Amministrazioni Statali hanno richiesto l'accantonamento di ingenti somme per un credito da danno ambientale non ammesso allo stato passivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'accantonamento fondi previsto dalla legge fallimentare non si applica ai crediti esclusi. La Corte ha inoltre chiarito che la decisione del Commissario Straordinario di non effettuare un accantonamento discrezionale oltre la soglia minima obbligatoria non è sindacabile dal giudice nel merito, poiché rientra nelle sue valutazioni di opportunità.
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Nullità contratto bancario: chi può farla valere?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare. Un creditore contestava l'ammissione di un credito bancario, sostenendo la nullità del contratto bancario per mancanza della firma dell'istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, secondo un orientamento consolidato, la mancata sottoscrizione da parte della banca non determina la nullità del contratto quando la volontà di quest'ultima di vincolarsi è inequivocabile, come nel caso dell'effettiva erogazione del finanziamento. La pronuncia ribadisce la natura funzionale, e non meramente strutturale, del requisito della forma scritta a protezione del cliente.
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Rivendica beni fallimento: onere della prova del terzo
Una società ha presentato un'azione di rivendica beni fallimento per tre imbarcazioni, incluse nell'attivo di un'altra società fallita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere di provare la proprietà spetta esclusivamente al terzo rivendicante. La Corte ha sottolineato che, in presenza di stretti legami e commistione tra la società rivendicante e quella fallita, la prova testimoniale può essere esclusa se il diritto vantato non appare verosimile, rafforzando così i rigidi requisiti probatori in materia fallimentare.
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Onere della prova: come evitare l’inammissibilità
Una società si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di quasi 5 milioni di euro per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile, ribadendo il rigoroso onere della prova a carico del ricorrente. Quest'ultimo non ha saputo dimostrare la decisività degli elementi probatori asseritamente trascurati, confermando così la decisione del tribunale.
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Privilegio studio associato: quando è riconosciuto?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento del privilegio a un credito professionale vantato da uno studio associato. La Corte ha stabilito che il cosiddetto privilegio studio associato spetta solo se il compenso remunera l'effettiva attività lavorativa personale del singolo professionista e non quando viene ripartito tra i soci in base a quote fisse, configurandosi in tal caso come remunerazione del capitale investito.
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Domanda tardiva: la Cassazione sui termini perentori
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che aveva presentato una domanda tardiva di ammissione al passivo in una procedura di liquidazione controllata. La Corte ha stabilito che, anche in questa procedura, tutti i debiti si considerano scaduti al momento della sua apertura, rendendo il ritardo del creditore non giustificabile e la domanda inammissibile.
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Privilegio fondo garanzia: spetta solo al gestore
La Corte di Cassazione stabilisce che il privilegio fondo garanzia, previsto dall'art. 8-bis del d.l. 3/2015, ha natura pubblicistica e spetta esclusivamente al gestore del fondo statale. Di conseguenza, il fideiussore privato, anche se controgarantito dal fondo, non può avvalersi di tale privilegio quando agisce in regresso contro il debitore in liquidazione giudiziale. La sentenza chiarisce anche che il curatore non necessita dell'autorizzazione del giudice delegato per impugnare le decisioni relative all'ammissione dei crediti allo stato passivo.
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Surrogazione e fallimento: la Cassazione fa il punto
La Cassazione esamina il caso di un ente garante che, dopo aver pagato i debiti di una società fallita, chiede di sostituirsi (surrogazione) ai creditori originari. Il provvedimento non decide nel merito ma rinvia a pubblica udienza per discutere questioni complesse: la legittimazione ad agire dell'ente garante e le modalità procedurali per la surrogazione nel passivo fallimentare quando i creditori originari sono già stati ammessi.
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Giudicato endofallimentare e credito già ammesso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione al passivo di un credito privilegiato. La richiesta è stata respinta perché lo stesso credito era già stato ammesso in via chirografaria a seguito di surrogazione. La Corte ha ribadito la forza del cosiddetto giudicato endofallimentare, che rende definitivo lo stato passivo e preclude la riproposizione della stessa domanda, anche con diversa qualificazione.
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Privilegio cooperativa: no se prevalenza non provata
Una società cooperativa in liquidazione ha richiesto l'ammissione privilegiata di un proprio credito nel fallimento di un consorzio, ma la richiesta è stata respinta. Il Tribunale prima, e la Corte di Cassazione poi, hanno negato il privilegio cooperativa per la mancata dimostrazione del requisito della prevalenza del lavoro dei soci rispetto ai non soci. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i requisiti sostanziali del privilegio (pertinenza e prevalenza) sono inderogabili e non possono essere superati da normative destinate a qualificare la natura mutualistica della società per altri fini.
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Competenza opposizione stato passivo: decide il GIP
In un conflitto tra Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e Tribunale del Riesame, la Corte di Cassazione ha stabilito la competenza del GIP a decidere sulle opposizioni allo stato passivo presentate da creditori a seguito di una confisca penale. La sentenza chiarisce che la competenza funzionale spetta al giudice che, avendo disposto il provvedimento ablatorio definitivo, possiede la conoscenza più approfondita del procedimento principale.
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Eccezione di inadempimento: Cassazione e onere prova
Una società di revisione contabile ha richiesto il pagamento per i suoi servizi a un'azienda in amministrazione straordinaria. Quest'ultima ha sollevato un'eccezione di inadempimento, contestando la qualità del lavoro svolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, stabilendo che l'eccezione di inadempimento è proponibile anche se il contratto è sciolto per fallimento. Ha inoltre confermato che spetta al creditore, che si oppone all'esclusione dal passivo, dimostrare di aver adempiuto correttamente alla propria prestazione.
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Eccezione di inadempimento: la Cassazione decide
Una società di revisione ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un'azienda in amministrazione straordinaria. Quest'ultima si è opposta sollevando l'eccezione di inadempimento per la presunta scarsa qualità del lavoro svolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, stabilendo che l'eccezione di inadempimento è valida anche dopo lo scioglimento del contratto per fallimento. Inoltre, ha confermato che spetta al creditore, in questo caso la società di revisione, dimostrare di aver eseguito correttamente la propria prestazione.
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Legittimazione debitore sovraindebitato: No al ricorso
Un debitore in una procedura di liquidazione del patrimonio ha impugnato lo stato passivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, negando la legittimazione debitore sovraindebitato a contestare l'elenco dei crediti. La Corte ha stabilito che, analogamente al fallimento, il liquidatore rappresenta la massa dei creditori e non il debitore, il quale perde il diritto di agire in questa fase.
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Domanda di ammissione al passivo: come non sbagliare
La Corte di Cassazione chiarisce che in una procedura di liquidazione del patrimonio, una domanda di ammissione al passivo per un credito professionale deve contenere l'esplicita richiesta del privilegio. L'omissione di tale richiesta comporta la classificazione del credito come chirografario, anche se la natura professionale del credito è evidente dalla documentazione. La Corte equipara la disciplina della liquidazione del patrimonio a quella fallimentare, sottolineando l'onere del creditore di indicare chiaramente il titolo di prelazione.
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Prova presuntiva nel fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società fornitrice si oppone all'esclusione del proprio credito dal passivo fallimentare di un'azienda cliente. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la valutazione della prova presuntiva e dei singoli indizi spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi logici macroscopici del ragionamento. La decisione sottolinea l'importanza della 'data certa' dei documenti per la loro opponibilità alla procedura fallimentare.
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