La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi proposti da tre soggetti stranieri condannati per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Gli imputati avevano condotto un'imbarcazione con ventinove migranti verso le coste italiane, gestendo il motore, la rotta e il rifornimento di carburante. La difesa sosteneva che le dichiarazioni dei migranti fossero inutilizzabili senza riscontri e invocava lo stato di necessità per presunte minacce e contesti di violenza subiti. I giudici hanno confermato che le testimonianze dei migranti soccorsi in mare sono pienamente utilizzabili. Inoltre, la Corte ha escluso lo stato di necessità, evidenziando che gli imputati avevano stretto un accordo con gli organizzatori della traversata, ottenendo un prezzo ridotto in cambio della conduzione della barca. Di conseguenza, le condanne e le sanzioni sono state confermate in via definitiva.
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