La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per l'impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno. La donna si era difesa sostenendo di non essere a conoscenza dell'irregolarità dei suoi dipendenti stranieri. I giudici hanno invece confermato la sua responsabilità penale, evidenziando che, in qualità di datrice di lavoro, aveva l'obbligo e la possibilità di verificare i documenti prima dell'assunzione, così come fatto per gli altri dipendenti. Il ricorso è stato ritenuto generico perché non ha contestato in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, l'imprenditrice perde la causa, la condanna a quattro mesi di reclusione e a una multa di oltre seimila euro diventa definitiva, e viene inoltre condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »