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Spazio Minimo Detenuto

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spazio minimo detenuto: cella ridotta e diritto al risarcimento
Il Detenuto presenta reclamo per le precarie condizioni patite in diversi istituti penitenziari, lamentando la violazione dello spazio minimo detenuto inferiore ai tre metri quadri. Il Tribunale di Sorveglianza respinge la richiesta, ritenendo il regime di detenzione aperto sufficiente a compensare le strettezze della cella. Il Detenuto propone ricorso in Cassazione. La Corte Suprema annulla la decisione e accoglie le doglianze. I giudici evidenziano che l'assegnazione di ore all'aperto non basta a sanare lunghi periodi trascorsi in celle sovraffollate. Occorre calcolare lo spazio effettivo detraendo gli arredi fissi. La causa torna al Tribunale di Sorveglianza per un riesame completo.
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Spazio minimo detenuto: come si calcola in cella
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, confermando i criteri per il calcolo dello spazio minimo detenuto. La Corte ha ribadito che, per garantire il rispetto dei 3 mq pro capite, dalla superficie totale della cella vanno detratti i servizi igienici e l'ingombro degli arredi fissi, come letti a castello e armadi, ma non quello degli arredi facilmente amovibili.
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Spazio minimo detenuto: quando è violato l’Art. 3 CEDU
Un detenuto ha richiesto un indennizzo per trattamento inumano a causa delle condizioni di detenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che con uno spazio personale superiore a 4 mq, la presenza di una finestra, l'accesso ad attività e servizi igienici separati, non sussiste alcuna violazione dei diritti. Il calcolo dello spazio minimo detenuto deve correttamente escludere gli arredi fissi e l'area dei sanitari.
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Spazio minimo detenuto: cosa si calcola nella cella?
Un detenuto ha contestato le condizioni di detenzione, sostenendo che lo spazio minimo a sua disposizione fosse inferiore a 3 mq a causa di armadietti pensili e un termosifone. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo i criteri per il calcolo dello spazio minimo detenuto. La sentenza stabilisce che gli arredi fissati al muro, come i termosifoni, non riducono la superficie calpestabile e utilizzabile e quindi non vanno detratti. Viene confermato che lo spazio disponibile per il ricorrente era superiore alla soglia minima, escludendo la violazione dei diritti umani.
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Spazio minimo detenuto: la scelta del recluso conta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto non ha diritto al risarcimento per la violazione dello spazio minimo detentivo se la riduzione dello spazio disponibile è causata da una sua scelta personale, come quella di smontare un letto a castello per avere un letto singolo separato. La Corte ha ritenuto che non si possa invocare una violazione dei diritti fondamentali se la condizione lamentata è stata creata dal soggetto stesso. La decisione finale ha quindi respinto il ricorso del detenuto.
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