LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Spazio Minimo Detentivo

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spazio minimo detentivo: ricorso respinto per il detenuto
Un detenuto ha promosso reclamo lamentando condizioni carcerarie inumane e degradanti per asserita mancanza di spazio vitale all'interno della cella. Il Magistrato e il Tribunale di sorveglianza hanno respinto la richiesta dopo accurati accertamenti planimetrici. I rilievi hanno dimostrato che il recluso ha sempre goduto di una superficie individuale superiore al limite legale di tre metri quadrati. Il detenuto ha quindi presentato ricorso per cassazione per contestare tale valutazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il controllo sulle misurazioni costituisce un giudizio di fatto non censurabile in sede di legittimità. I giudici hanno confermato la piena garanzia dello spazio minimo detentivo e hanno condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Spazio minimo detentivo: quando la cella non è disumana
Il Detenuto ha richiesto una riduzione della pena per aver subito condizioni di carcerazione degradanti, lamentando l'insufficienza dello spazio individuale nella sua cella. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di sorveglianza. I giudici hanno chiarito che lo spazio minimo detentivo di tre metri quadrati deve essere calcolato sulla superficie calpestabile, escludendo i servizi igienici e i mobili fissi come i letti a castello. Nel caso specifico, il ricorrente disponeva di 3,69 metri quadrati di spazio calpestabile individuale e poteva trascorrere otto ore al giorno fuori dalla cella. Di conseguenza, non si è verificata alcuna violazione dei diritti fondamentali del detenuto, che è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Spazio minimo detentivo: cella piccola ma risarcimento negato
Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata da Il Detenuto per le presunte condizioni di sovraffollamento subite in carcere. Il ricorrente lamentava un errore nel calcolo dello spazio minimo detentivo, sostenendo che la superficie a sua disposizione fosse inferiore a quella minima consentita dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, quando lo spazio pro-capite è compreso tra tre e quattro metri quadrati, l'eventuale ristrettezza può essere compensata da fattori positivi. Nel caso specifico, il regime a celle aperte, la possibilità di svolgere attività lavorative e l'accesso quotidiano alle docce comuni hanno escluso la violazione dei diritti del detenuto.
Continua »
Spazio minimo detentivo: quando è violato il diritto?
Un detenuto ha presentato ricorso lamentando condizioni detentive inumane per lo spazio insufficiente in cella. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa sul fatto che il Tribunale di Sorveglianza aveva già accertato che lo spazio minimo detentivo a disposizione del ricorrente era superiore ai 3 mq e che esistevano fattori compensativi positivi, come ore fuori dalla cella e attività trattamentali. L'appello del detenuto è stato ritenuto generico e non ha contestato specificamente queste conclusioni, risultando quindi inammissibile.
Continua »
Spazio minimo detentivo: la Cassazione annulla diniego
Un detenuto ha richiesto un risarcimento per aver vissuto in una cella con uno spazio minimo detentivo inferiore a 3 metri quadrati per 1474 giorni. Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato il risarcimento, ritenendo che fattori come le attività ricreative compensassero la situazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la lunga durata della detenzione è un elemento cruciale che non può essere ignorato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione che consideri congiuntamente tutti i fattori, sottolineando l'importanza di una valutazione completa per la tutela della dignità umana.
Continua »