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Sostituto D'Imposta

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492 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso tributi sisma: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso dei tributi per un contribuente vittima del sisma del 1990. L'ordinanza stabilisce che le agevolazioni fiscali hanno natura indennitaria e non di sanatoria, legittimando il rimborso del 90% delle imposte versate, anche per i lavoratori dipendenti. Confermato inoltre il termine di decadenza per l'azione di riscossione dell'Agenzia delle Entrate per i tributi non versati. Il ricorso dell'Agenzia è stato rigettato.
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Deduzione acconto TFR netto dal lordo: la regola
Un'azienda ha versato un acconto netto sul TFR a un dipendente, pretendendo poi di detrarre l'equivalente importo lordo dal totale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la deduzione acconto TFR deve basarsi sull'importo netto effettivamente pagato, se l'azienda non dimostra di aver versato le relative ritenute fiscali e previdenziali. Il principio è che si detrae solo ciò che è stato concretamente corrisposto.
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Credito d’imposta: no se il lavoro è fittizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva il riconoscimento di un credito d'imposta derivante da ritenute IRPEF operate con un'aliquota anomala del 35%. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo il rapporto di lavoro fittizio e la richiesta di applicazione di un'aliquota così elevata priva di giustificazione. Di conseguenza, è stato negato il diritto al credito d'imposta, poiché basato su operazioni inesistenti finalizzate unicamente a generare un vantaggio fiscale.
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Fondo di Garanzia INPS: limiti e obblighi fiscali
Un lavoratore ricorre contro l'INPS per il pagamento del TFR e di alcune mensilità a carico del Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'INPS opera correttamente la ritenuta fiscale sul TFR se il credito è stato ammesso al lordo nel passivo fallimentare. L'Istituto è vincolato alle risultanze della procedura concorsuale. Inoltre, ha confermato che i crediti da lavoro sono coperti solo se rientrano nel limite temporale di dodici mesi antecedenti l'istanza di fallimento.
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Doppia imposizione e credito per imposte estere
Una contribuente subisce una doppia imposizione sui redditi da lavoro prodotti all'estero. La Cassazione rigetta il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, stabilendo, sulla base di un recente orientamento, che il diritto al credito per le imposte pagate all'estero non viene meno a causa dell'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, se previsto da un trattato internazionale.
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Rimborso sisma: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto al rimborso delle imposte per i contribuenti colpiti dal sisma del 1990 in Sicilia. La sentenza stabilisce che il rimborso è dovuto anche a chi aveva già versato le imposte, persino se tramite un sostituto d'imposta, e chiarisce la corretta decorrenza dei termini per la presentazione della domanda, ritenendola tempestiva.
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Responsabilità solidale sostituito: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27744/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di ritenute d'acconto. Viene esclusa la responsabilità solidale del sostituito (il professionista) quando il sostituto d'imposta (il cliente) opera la ritenuta ma non la versa all'Erario, compensandola con crediti inesistenti. La Corte ha chiarito che la responsabilità del professionista sorge solo se la ritenuta non viene affatto operata, non quando, una volta operata, non viene versata.
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Debiti tributari e insolvenza: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione (Ord. 25571/2024) chiarisce la gestione dei debiti tributari e insolvenza. I crediti fiscali sorti prima della procedura concorsuale devono essere accertati e le sanzioni sono dovute se il termine di pagamento è scaduto prima dell'apertura della procedura. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente diviso la responsabilità tra la società 'in bonis' e la procedura.
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Sostituto d’imposta: obblighi e responsabilità
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità del sostituto d'imposta. Anche se non effettua la ritenuta d'acconto su somme corrisposte a dipendenti, il sostituto d'imposta rimane obbligato a versare l'imposta all'erario. La Corte ha stabilito che l'obbligazione verso il Fisco è autonoma e non viene meno per la mancata trattenuta. Resta salvo il diritto del datore di lavoro di rivalersi sul dipendente per recuperare la somma versata.
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Residente all’estero: rimborso IRPEF legittimo
La Cassazione conferma il diritto al rimborso IRPEF per un lavoratore residente all'estero, tassato sia in Italia che nel Regno Unito. La Corte ha stabilito che la nazionalità del datore di lavoro italiano è irrilevante ai fini della convenzione contro la doppia imposizione, e che la prova della residenza estera può essere fornita con più elementi, inclusi i certificati fiscali stranieri.
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Omesso versamento ritenute: prova della consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omesso versamento ritenute, stabilendo un principio chiave: per la sussistenza del reato, non è sufficiente la sola trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche all'Agenzia delle Entrate. È indispensabile che l'accusa provi l'effettiva consegna di tali certificazioni ai lavoratori. La Corte ha ritenuto che la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte dei dipendenti non costituisca una prova adeguata, in quanto i dati possono essere ottenuti tramite il 'cassetto fiscale'. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che accerti questo specifico elemento.
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Obblighi del notaio: la Cassazione sul conto dedicato
La Corte di Cassazione ha confermato la sospensione disciplinare di un notaio per aver prelevato somme dal conto dedicato destinato ai clienti. La sentenza sottolinea che gli obblighi del notaio includono la corretta custodia e la separazione patrimoniale dei fondi, anche quando il versamento su tale conto non è strettamente obbligatorio per legge. La successiva restituzione delle somme non elimina la gravità dell'illecito disciplinare già commesso.
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Sconto fiscale sisma: diritto al rimborso garantito
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sconto fiscale sisma, pari al 60% delle imposte, spetta a tutti i residenti delle aree colpite, anche a coloro che non avevano richiesto la sospensione dei versamenti e avevano pagato regolarmente le imposte. La Corte ha ritenuto discriminatoria la tesi dell'Agenzia delle Entrate, affermando il diritto al rimborso dell'eccedenza versata, in un'ottica di parità di trattamento e ragionevolezza.
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Sconto fiscale sisma: spetta anche senza sospensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23647/2024, ha stabilito che lo sconto fiscale sisma del 60% sulle ritenute, introdotto per le aree colpite dal terremoto del 2016, spetta anche ai contribuenti che non avevano richiesto la sospensione dei versamenti. La Corte ha ritenuto discriminatorio negare il beneficio a chi, pur avendone diritto, ha scelto di pagare regolarmente le imposte, affermando il diritto al rimborso della quota versata in eccesso.
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Rimborso sisma: sì al 60% anche senza sospensione
Una contribuente residente in area sismica, che non aveva richiesto la sospensione dei versamenti fiscali, ha chiesto il rimborso del 60% delle imposte versate, beneficio concesso successivamente a chi aveva sospeso i pagamenti. La Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso sisma, stabilendo che negarlo sarebbe discriminatorio. Il beneficio fiscale si applica a tutti i residenti dell'area colpita, indipendentemente dalla scelta iniziale di sospendere o meno i versamenti.
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Sconto fiscale sisma: spetta anche a chi ha pagato?
Una contribuente residente in un'area colpita dal sisma del 2016, pur avendo diritto alla sospensione dei versamenti fiscali, aveva scelto di pagare regolarmente le imposte. Successivamente, una legge ha introdotto uno sconto fiscale sisma del 60% sull'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche la contribuente che ha pagato ha diritto al rimborso del 60%, poiché negarglielo sarebbe una discriminazione ingiustificata rispetto a chi aveva sospeso i pagamenti. La scelta di non sospendere non può penalizzare il contribuente alla luce di un beneficio sopravvenuto.
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Fondo pensione complementare: deducibilità e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23520/2024, ha stabilito che la prestazione in capitale erogata da un fondo pensione complementare è interamente tassabile. Non si applica la franchigia di deducibilità del 4% sui contributi versati dal lavoratore prima del 1995 se questi hanno natura volontaria e derivano da accordi aziendali anziché da obblighi di legge. La Corte ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, negando il rimborso IRPEF richiesto da un ex dipendente.
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Fondo di Garanzia INPS: No alla doppia ritenuta sul TFR
Un lavoratore, dopo l'insolvenza del datore di lavoro, ha richiesto al Fondo di Garanzia INPS il pagamento del TFR basandosi su un'ingiunzione per un importo già al netto delle imposte. L'istituto ha erroneamente trattato tale somma come lorda, applicando una seconda trattenuta fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che è illegittima la doppia imposizione. Quando la richiesta riguarda un importo netto, l'istituto deve effettuare una 'conversione al lordo' per i suoi adempimenti fiscali, ma deve liquidare al lavoratore l'esatta somma netta spettante.
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Fondo Garanzia TFR: no alla doppia tassazione INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'INPS, in qualità di gestore del Fondo Garanzia TFR, non può applicare una seconda ritenuta fiscale su una somma già determinata al netto in un decreto ingiuntivo. L'ente deve invece calcolare il lordo corrispondente (procedimento di 'gross-up') per versare al lavoratore la somma netta corretta, evitando così una illegittima doppia imposizione. Il ricorso dell'Istituto è stato quindi rigettato.
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Appalto fittizio: obblighi fiscali dell’utilizzatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22233/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di appalto fittizio. Se un contratto di appalto di servizi maschera una somministrazione illecita di manodopera, l'azienda utilizzatrice è considerata l'effettivo datore di lavoro. Di conseguenza, essa è tenuta a versare le ritenute fiscali per i lavoratori, indipendentemente da un'azione legale da parte di questi ultimi. Inoltre, i costi fatturati e l'IVA relativa a tale contratto non sono deducibili né detraibili, poiché l'operazione è considerata inesistente.
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