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Sospensione Termini Covid

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione termini COVID e impugnazione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività, chiarendo l'applicazione della Sospensione termini COVID. Il caso riguardava una sentenza di primo grado depositata in anticipo rispetto al termine di 90 giorni fissato dal giudice. La Suprema Corte ha stabilito che il termine per impugnare non decorre dal deposito effettivo, ma dalla scadenza del termine autodeternninato dal giudice, il quale, se ricade nel periodo emergenziale, deve essere prorogato secondo la normativa speciale. Di conseguenza, l'appello depositato entro i nuovi termini ricalcolati è da considerarsi tempestivo.
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Sospensione termini covid: appello salvo per 64 giorni
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato un appello inammissibile per tardività. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha erroneamente omesso di applicare la sospensione termini covid di 64 giorni (dal 9 marzo all'11 maggio 2020), rendendo così l'appello, notificato entro la scadenza ricalcolata, pienamente tempestivo e ammissibile.
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Sospensione termini Covid: l’appello è tempestivo
La Corte di Cassazione ha annullato una declaratoria di inammissibilità di un appello, chiarendo il corretto calcolo del periodo di sospensione termini Covid. La Corte d'Appello aveva erroneamente considerato il periodo di sospensione fino al 15 aprile 2020, mentre la normativa lo aveva esteso fino all'11 maggio 2020. La Suprema Corte ha stabilito che, applicando la corretta durata della sospensione, l'impugnazione risultava tempestiva, rinviando gli atti per un nuovo giudizio.
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Sospensione termini Covid: accolta opposizione tardiva
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un debitore la cui opposizione a un'esecuzione immobiliare era stata dichiarata inammissibile per tardività. La Corte ha stabilito che la sospensione termini Covid, introdotta dalla legislazione emergenziale, doveva essere applicata, rendendo l'opposizione tempestiva. Il caso è stato rinviato al Tribunale per l'esame nel merito.
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Sospensione termini Covid: appello tempestivo
Una società si è vista dichiarare inammissibile un appello perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la Corte d'Appello ha erroneamente ignorato la sospensione termini Covid, un periodo di stop forzato per tutti i procedimenti legali. Di conseguenza, l'appello era in realtà tempestivo e il caso è stato rinviato per essere riesaminato nel merito.
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Sospensione termini COVID e opposizioni esecutive
Una società creditrice si oppone a un atto esecutivo, ma il Tribunale dichiara l'atto tardivo. La Cassazione interviene, affermando che la sospensione termini COVID si applica anche a queste procedure. Inoltre, chiarisce che per la tempestività conta la data di notifica dell'atto, non la successiva iscrizione a ruolo. L'ordinanza del Tribunale viene quindi annullata con rinvio.
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Sospensione termini Covid: cumulo con la feriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione dei termini processuali dovuta all'emergenza pandemica si somma alla tradizionale sospensione feriale estiva. La Corte ha accolto il ricorso di un'amministrazione statale contro una decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per tardività, non avendo calcolato correttamente il cumulo dei due periodi di stop. Questa pronuncia chiarisce un importante principio procedurale sulla decorrenza dei termini di impugnazione durante il periodo della pandemia, affermando che la sospensione termini Covid non sostituisce ma si aggiunge a quella feriale.
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