LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sospensione Della Prescrizione — Anno 2023

Pagina 3 di 6

119 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sospensione Della Prescrizione

Provvedimenti

Prescrizione del reato e recidiva: la Cassazione nega lo sconto
L'Imputato, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ha proposto ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la recidiva reiterata incide sia sul calcolo del tempo base necessario a prescrivere, sia sulla proroga massima in presenza di atti interruttivi. Di conseguenza, il termine di prescrizione del reato non era ancora decorso al momento della decisione. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Bancarotta fraudolenta patrimoniale: finti contanti e condanna
L'Amministratrice e il Socio di una società sono stati condannati per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Gli imputati avevano sottratto beni strumentali e giacenze di magazzino prima di cedere le quote societarie a un terzo. La difesa sosteneva che i beni fossero stati regolarmente pagati in contanti e che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno confermato che i pagamenti in contanti non erano tracciati né registrati nella contabilità sociale. Inoltre, la Corte ha ricalcolato i termini di prescrizione, evidenziando che il tempo necessario all'estinzione del reato era stato sospeso per oltre quattrocento giorni a causa di rinvii d'udienza richiesti dalla difesa. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Sospensione della prescrizione: lo sciopero non salva l’imputato
L'Imputato, condannato per reati edilizi e ambientali, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'errata quantificazione del periodo di sospensione del processo dovuto all'astensione del proprio difensore. Secondo la difesa, il calcolo errato avrebbe impedito la dichiarazione di estinzione dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la sospensione della prescrizione per lo sciopero degli avvocati non si limita ai soli giorni di astensione, ma si estende a tutto il tempo necessario per riorganizzare il processo, compresi i ritardi dovuti al carico di lavoro del tribunale. Di conseguenza, la prescrizione non era ancora maturata al momento della sentenza d'appello e l'inammissibilità del ricorso impedisce di far valere la prescrizione successiva. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato alle spese e al pagamento di tremila euro.
Continua »
Prescrizione del reato: annullata la condanna arrivata in ritardo
L'Imputato era stato condannato per il delitto di maltrattamento di animali commesso nell'aprile 2013. Nonostante la difesa avesse eccepito l'avvenuta prescrizione del reato nel giudizio di secondo grado, la Corte d'Appello aveva pronunciato sentenza di condanna nel febbraio 2022. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, rilevando che, calcolando i periodi di sospensione dovuti all'astensione dei difensori e all'emergenza Covid-19, il termine massimo di sette anni e mezzo era spirato il 7 gennaio 2022, prima della decisione d'appello. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato.
Continua »
Deposito incontrollato di rifiuti: condanna con pratica in corso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi. L'imputato aveva stoccato i materiali in un'area adiacente a quella autorizzata, ritenendo irrilevante la mancanza di autorizzazione poiché le pratiche di regolarizzazione erano in corso. La Suprema Corte ha chiarito che le pendenze amministrative non escludono l'illiceità penale della condotta. Inoltre, i giudici hanno respinto l'eccezione di prescrizione, calcolando la sospensione del termine per ben 742 giorni a causa dell'adesione del difensore all'astensione dalle udienze. Di conseguenza, l'imprenditore perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Abusivismo edilizio: la donazione non salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria condannata per abusivismo edilizio e violazioni paesaggistiche. La ricorrente sosteneva di aver ricevuto l'immobile già edificato tramite donazione paterna. Tuttavia, i giudici hanno accertato che l'atto di donazione non menzionava il manufatto abusivo di 73 mq, trovato in stato grezzo e di recente costruzione durante un sopralluogo. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale della donna, respingendo anche l'eccezione di prescrizione del reato. Poiché il ricorso è stato ritenuto inammissibile fin dall'origine, non è stato possibile far valere l'eventuale prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna e confisca
Il caso riguarda un Contribuente condannato nei gradi di merito per reati tributari commessi nel 2012. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa, rilevando che la prescrizione del reato si era già perfezionata prima della sentenza d'appello del 2022. I giudici chiariscono che la sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19 non si applica se non vi erano scadenze processuali effettive in corso. Di conseguenza, viene dichiarata l'estinzione del reato per prescrizione del reato e viene revocata la confisca per equivalente dei beni, in quanto la norma che la consente in caso di prescrizione non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti al 2018.
Continua »
Prescrizione del reato: no al mix di leggi per evitare i danni
L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione contestando la conferma dei risarcimenti civili. Sosteneva che per i reati contestati fosse maturata la prescrizione del reato prima della sentenza di primo grado. La Cassazione ha chiarito che, nel valutare la legge più favorevole tra il vecchio e il nuovo regime, non è possibile sommare i singoli aspetti vantaggiosi di entrambe le riforme, creando una terza via interpretativa. Ciascuna disciplina deve essere applicata interamente. Nel caso specifico, calcolando correttamente i periodi di sospensione dovuti ai rinvii chiesti dalla difesa, la prescrizione del reato non era ancora maturata al momento della prima condanna. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la condanna al risarcimento dei danni.
Continua »
Sospensione della prescrizione: se il coimputato ferma il tempo
Il ricorrente, condannato in appello per lesioni personali, ha impugnato la sentenza sostenendo che il reato fosse già estinto per prescrizione prima della decisione di secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione non era decorso grazie alla sospensione della prescrizione di complessivi 147 giorni. Questa sospensione è derivata dal legittimo impedimento di un coimputato (detenuto per altra causa) e dall'astensione degli avvocati. Poiché il difensore del ricorrente non si è opposto al rinvio né ha chiesto la separazione dei processi, gli effetti della sospensione si sono estesi anche a lui. Di conseguenza, il reato non era prescritto al momento della sentenza di appello.
Continua »
Responsabilità amministrativa degli enti: sanzione oltre la morte
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria e la confisca nei confronti di un'azienda, ritenuta responsabile per un episodio di corruzione commesso dal proprio legale rappresentante (poi deceduto). I giudici hanno chiarito che le sentenze di patteggiamento dei coimputati possono essere utilizzate come prova per accertare la responsabilità amministrativa degli enti. Inoltre, la Corte ha respinto le eccezioni di incostituzionalità sulla prescrizione dell'illecito, confermando che, una volta contestata la violazione all'ente, il corso della prescrizione si sospende fino alla sentenza definitiva. L'azienda perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: stop ai calcoli facili
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista, escludendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che, prima di valutare la sospensione, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare l'esatta decorrenza del termine. Infatti, in tema di prescrizione contributi Gestione Separata, l'eventuale differimento dei termini di pagamento previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore sposta in avanti il giorno di inizio della prescrizione stessa, a prescindere dalla condotta soggettiva del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Reato di calunnia: condannato il datore che accusa il dipendente
Un datore di lavoro ha denunciato falsamente un proprio dipendente per appropriazione indebita, accusandolo di aver trattenuto i pagamenti in contanti dei clienti. In realtà, il denaro era stato regolarmente consegnato e la denuncia era una ritorsione dopo un infortunio sul lavoro del dipendente. I giudici di merito hanno condannato l'imprenditore per il reato di calunnia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del datore di lavoro, confermando la condanna. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di prescrizione era stato sospeso a causa dell'astensione degli avvocati dalle udienze, rendendo infondata la tesi difensiva sull'estinzione del reato. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento della parte civile.
Continua »
Prescrizione del reato: lo sciopero difensivo evita l’impunità
L'Imputato, condannato per furto in abitazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato la tesi difensiva, evidenziando che il termine di prescrizione del reato, originariamente pari a sette anni e sei mesi, ha subito due sospensioni dovute all'adesione del difensore all'astensione dalle udienze proclamata dalle Camere penali. Queste sospensioni hanno posticipato la scadenza del termine al 27 luglio 2022, data successiva alla sentenza d'appello del 28 aprile 2022. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Responsabilità amministrativa degli enti: no alla prescrizione
Il Tribunale dichiarava prescritto l'illecito contestato a una società, accusata di aver tratto vantaggio dall'importazione di materiale con marchio contraffatto da parte del proprio amministratore. La Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, chiarendo le regole sulla prescrizione nell'ambito della responsabilità amministrativa degli enti. La Corte ha stabilito che la contestazione tempestiva dell'illecito, avvenuta entro i cinque anni dalla commissione del fatto, interrompe la prescrizione e ne sospende il decorso fino al passaggio in giudicato della sentenza definitiva. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Reingresso illegale dello straniero: nozze tardive e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per il reato di reingresso illegale dello straniero. L'uomo era rientrato in Italia prima del termine di cinque anni da un precedente allontanamento, senza la necessaria autorizzazione. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, respingendo l'eccezione di prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione era stato sospeso per oltre trecento giorni a causa dell'astensione dalle udienze del difensore. Inoltre, il matrimonio successivo con una cittadina comunitaria non cancella il reato commesso in precedenza. Lo straniero è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Prescrizione del reato e sciopero: la Cassazione condanna
L'Imputato è stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il possesso ingiustificato di un machete. Egli ha proposto ricorso in Cassazione contestando la natura offensiva dell'oggetto e sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Riguardo alla prescrizione del reato, i giudici hanno chiarito che il termine è rimasto sospeso per l'intera durata del rinvio dell'udienza ottenuto a causa dell'adesione del difensore all'astensione collettiva della categoria. Tale astensione non costituisce un legittimo impedimento, determinando così la sospensione del decorso del tempo per tutto il periodo del rinvio. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato: il Covid non salva i condannati
Due soggetti venivano condannati per ricettazione di carta filigranata originale per banconote. Gli imputati proponevano ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato, contestando in particolare il calcolo dei sessantaquattro giorni di sospensione legati all'emergenza Covid-19. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che la prescrizione del reato non era maturata prima della sentenza di appello. I giudici hanno chiarito che, oltre alla sospensione per l'emergenza sanitaria, andavano sommati i rinvii disposti in primo grado e quelli richiesti dalla difesa per trattative di patteggiamento. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Procedibilità a querela: ricorso errato nega il beneficio
Tre imputati, condannati per furto aggravato, hanno proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha chiesto il rinvio del processo per verificare la presenza di querele da parte delle vittime, a seguito dell'entrata in vigore della Riforma Cartabia che ha introdotto la procedibilità a querela per tali reati. La Corte di Cassazione ha chiarito che il nuovo regime di procedibilità a querela non può essere applicato se il ricorso è inammissibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Primo Ricorrente, confermandone la condanna. Al contrario, ha ritenuto ammissibili i ricorsi del Secondo e del Terzo Ricorrente, disponendo la separazione dei loro processi e il rinvio dell'udienza per verificare l'effettiva presentazione delle querele.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna valida per soli quattro giorni
Il caso riguarda un uomo accusato di aver violato le prescrizioni di una misura di prevenzione nel marzo 2013. La difesa sosteneva che fosse ormai maturata la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha invece dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno calcolato che il termine di prescrizione di sette anni e sei mesi, tenendo conto di sospensioni processuali per un totale di 508 giorni, scadeva il 28 gennaio 2022. Poiché la sentenza d'appello impugnata risaliva al 24 gennaio 2022, il reato non era ancora estinto al momento della decisione di secondo grado. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sospensione della prescrizione Covid: la Cassazione annulla la condanna
L'Imputata era stata condannata a un anno di reclusione per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche commesso nel 2014. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che la sospensione della prescrizione legata all'emergenza Covid-19 non poteva applicarsi in modo generalizzato a tutti i procedimenti pendenti, ma solo a quelli con udienze effettivamente fissate nel periodo di blocco (9 marzo - 11 maggio 2020). Poiché nel caso specifico nessuna udienza ricadeva in tale intervallo, il reato si era già estinto. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna.
Continua »