Un imprenditore abruzzese ha chiesto la sospensione dei contributi previdenziali per i dipendenti assunti dopo il terremoto del 2009, invocando le tutele post-sisma. L'INPS si è opposto, emettendo un avviso di addebito. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente previdenziale, stabilendo che la sospensione dei contributi previdenziali si applica solo ai rapporti di lavoro già attivi al momento del sisma. Per i dipendenti assunti successivamente, infatti, l'obbligo contributivo non era ancora nato al momento dell'evento calamitoso. Di conseguenza, l'agevolazione non spetta per le nuove assunzioni effettuate dopo il terremoto. La sentenza d'appello favorevole all'imprenditore è stata quindi annullata con rinvio.
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