LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sorveglianza Speciale — Anno 2024

Pagina 8 di 9

178 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sorveglianza Speciale

Provvedimenti

Disegno criminoso: quando è esclusa la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per plurime violazioni della sorveglianza speciale, escludendo l'applicazione della continuazione tra i reati. La Corte ha ritenuto non provato un unico disegno criminoso, evidenziando come le diverse modalità esecutive e i differenti contesti delle violazioni indicassero un'abitualità nel commettere reati, piuttosto che un piano unitario e preordinato.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per violazione sorveglianza speciale. Nonostante fosse uscito nell'orario autorizzato per recarsi al lavoro, è stato trovato in un hotel con una donna. La Corte ha stabilito che la finalità dell'uscita deve corrispondere a quella autorizzata, altrimenti si configura il reato. Il rispetto del solo orario non è sufficiente a escludere la responsabilità penale.
Continua »
Motivazione apparente: annullata sorveglianza speciale
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che imponeva la sorveglianza speciale a un individuo, ritenendo la decisione fondata su una motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva basato la misura di prevenzione esclusivamente su una condanna per detenzione di armi con l'aggravante del metodo mafioso, aggravante che era stata successivamente esclusa in un altro giudizio di cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale e non può limitarsi a un singolo precedente penale, soprattutto se la sua portata è stata ridimensionata, richiedendo un'analisi completa e non meramente assertiva.
Continua »
Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale, derivante dal suo coinvolgimento in un'estorsione con metodo mafioso. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione in materia di misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per una mera rivalutazione dei fatti già esaminati dai giudici di merito.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: quando è dolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per violazione sorveglianza speciale. La Corte chiarisce che la semplice 'dimenticanza' degli obblighi non esclude la responsabilità penale, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza della misura e la volontà di trasgredirla.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando si commette reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per violazione della sorveglianza speciale. L'uomo era stato trovato fuori dal comune di soggiorno obbligato. La Corte ha stabilito che, per configurare questo reato, è sufficiente un singolo allontanamento abusivo, non essendo necessaria una condotta reiterata. Le giustificazioni addotte dall'imputato sono state ritenute infondate alla luce delle circostanze del suo ritrovamento.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per contestare nel merito la valutazione dei fatti o la logicità della motivazione del giudice, a meno che non sia totalmente assente o apparente.
Continua »
Ne bis in idem e aggravante: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3766/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per tentata rapina pluriaggravata, commessa mentre era sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte ha escluso la violazione del principio del 'ne bis in idem', chiarendo che l'aggravante per aver commesso un delitto durante la misura di prevenzione e il reato di violazione degli obblighi della stessa misura costituiscono due fatti giuridicamente distinti e non una duplicazione di sanzione.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3569/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il provvedimento chiarisce che la fattispecie di reato per violazione sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno si configura con l'inosservanza di qualsiasi prescrizione imposta, non solo quella relativa alla permanenza nel comune designato. La Corte distingue nettamente questa ipotesi da quella, meno grave, della violazione della sorveglianza speciale senza obbligo di soggiorno.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: basta il dolo generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. Un ritardo di soli cinque minuti nel rientro a casa è stato considerato sufficiente per configurare il reato, poiché la legge richiede unicamente il dolo generico, ossia la consapevolezza e la volontà di trasgredire la prescrizione, a prescindere dalle specifiche finalità dell'agente.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando le frequentazioni sono reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in sorveglianza speciale, condannato per aver frequentato persone con precedenti. La Corte ha confermato che quattro incontri con otto persone diverse in sei mesi integrano il requisito dell'abitualità, rendendo irrilevanti i legami di parentela e configurando il reato di violazione della sorveglianza speciale.
Continua »
Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona sottoposta a sorveglianza speciale, sorpresa fuori dal comune di dimora. La decisione si fonda sull'irrilevanza della singola violazione, sull'abitualità del comportamento criminale che esclude la tenuità del fatto, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati per la prima volta in sede di legittimità.
Continua »
Sorveglianza speciale: violazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione delle prescrizioni relative alla sorveglianza speciale. La decisione conferma che anche la violazione delle cosiddette 'prescrizioni accessorie' integra il reato previsto dall'art. 75 del D.Lgs. 159/2011. Inoltre, la Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici del ricorrente, che rendevano il comportamento non occasionale.
Continua »
Sorveglianza speciale: dimenticare la carta è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3053/2024, ha stabilito che un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che omette di portare con sé la carta precettiva commette il reato di cui all'art. 650 c.p. anche per semplice dimenticanza. La Corte ha chiarito che, trattandosi di una contravvenzione, è sufficiente la colpa e non è richiesto il dolo specifico di voler disubbidire. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso relativo a un presunto errore di calcolo della pena, poiché non sollevato nel precedente grado di giudizio.
Continua »
Sorveglianza speciale: divieto uso cellulare e recidiva
Un individuo sotto sorveglianza speciale viene condannato per aver violato il divieto di utilizzare un telefono cellulare. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3051/2024, ha confermato la legittimità di tale prescrizione se motivata dall'autorità giudiziaria. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo l'applicazione della recidiva, giudicando la motivazione troppo generica e carente. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione su questo specifico punto.
Continua »
Sorveglianza speciale: tenore di vita e pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato che un tenore di vita palesemente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati costituisce un valido e forte indicatore della pericolosità sociale del soggetto, giustificando l'applicazione di misure di prevenzione personali. La decisione sottolinea come la continuità criminale recente e i legami con ambienti delinquenziali rendano irrilevante un precedente periodo di inattività criminale.
Continua »
Sorveglianza Speciale: pericolosità non si rivaluta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sottoposizione a custodia cautelare non richiede una nuova valutazione della pericolosità sociale per chi è già soggetto a Sorveglianza Speciale. A differenza della detenzione per espiazione di pena, la misura cautelare sospende solo temporaneamente l'esecuzione della sorveglianza, che riprende senza riesame alla cessazione della custodia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la misura cautelare, anziché attenuare, conferma la presunzione di pericolosità.
Continua »
Continuazione reato e rito abbreviato: il calcolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2351/2024, ha annullato una decisione della Corte d'Appello per un errore nel calcolo della pena. Il caso riguardava un individuo condannato per violazione della sorveglianza speciale, reato posto in continuazione con un altro precedente. Poiché il secondo reato era stato giudicato con rito abbreviato, l'aumento di pena per la continuazione reato doveva essere calcolato secondo un preciso iter che la Corte d'Appello non aveva seguito, omettendo di applicare la prevista riduzione di un terzo. La Suprema Corte ha chiarito che si deve partire dalla pena base del reato più grave, aggiungere l'aumento per la continuazione e solo alla fine applicare la riduzione per il rito sull'intera pena così calcolata.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: quando non è reato
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale veniva condannato per la violazione della misura a seguito della commissione di un furto. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, chiarendo un principio fondamentale: la commissione di un reato comune viola solo il generico obbligo di 'rispettare le leggi', ma non integra la fattispecie di violazione sorveglianza speciale. Quest'ultima si configura solo per l'inosservanza delle prescrizioni specifiche (es. obbligo di soggiorno). La sentenza è stata quindi annullata perché il fatto non costituisce reato.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: il cellulare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione sorveglianza speciale a un soggetto trovato in possesso di un telefono cellulare, nonostante il divieto. La difesa sosteneva che il possesso fosse solo temporaneo e finalizzato a impedire alla figlia di usare il telefono. La Corte ha stabilito che la detenzione consapevole e volontaria dell'oggetto vietato, a prescindere dalla durata e dal motivo, è sufficiente per integrare il reato, dichiarando il ricorso inammissibile.
Continua »