La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omessa comunicazione di variazioni patrimoniali a carico di un soggetto sottoposto a misure di prevenzione. La difesa sosteneva che l'obbligo, introdotto dal Codice Antimafia del 2011, non potesse applicarsi a misure disposte precedentemente e che l'imputata versasse in errore scusabile. I giudici hanno invece ribadito che l'obbligo decennale decorre dalla definitività del provvedimento applicativo, indipendentemente dalla data di emissione, e che l'incertezza normativa non giustifica l'ignoranza della legge, imponendo anzi un dovere di informazione più rigoroso.
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