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Solidarietà Dipendente

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione giuridica in cui un soggetto, pur non avendo realizzato il presupposto dell'imposta, è obbligato al pagamento del tributo insieme al contribuente principale, a causa di un rapporto specifico che lo lega a quest'ultimo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità del notaio: il pagamento della società lo libera
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto all'erede di un notaio il pagamento dell'imposta di registro proporzionale per una fusione societaria degli anni Novanta. Il fisco si basava su una sentenza definitiva sfavorevole al professionista. Tuttavia, la società coinvolta aveva già interamente versato l'imposta, venendo poi rimborsata in seguito a un autonomo giudizio a lei favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando l'annullamento della cartella di pagamento. I giudici hanno chiarito che la responsabilità del notaio ha natura di garanzia dipendente. Di conseguenza, il pagamento originario effettuato dalla società ha avuto effetto liberatorio per il professionista. Il successivo rimborso ottenuto dalla società non fa rivivere il debito ormai estinto in capo al notaio o alla sua erede.
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Legittimazione ad agire del cessionario d’azienda
Una società che ha acquistato un ramo d'azienda ha impugnato autonomamente gli avvisi di accertamento notificati alla società venditrice, rivendicando la propria legittimazione ad agire in quanto coobbligata solidale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il cessionario d'azienda, pur essendo responsabile in solido per i debiti tributari del cedente, non possiede una legittimazione autonoma per contestare atti impositivi di cui non è il destinatario diretto. La tutela del cessionario deve realizzarsi attraverso l'intervento nel processo avviato dal debitore principale, non potendo egli sostituirsi a quest'ultimo nell'impugnazione originaria.
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Imposta unica scommesse: la responsabilità del bookmaker
Una società di scommesse estera era stata ritenuta non responsabile per l'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010 da una corte regionale, citando una sentenza della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la sentenza costituzionale liberava solo il centro di raccolta locale, non il bookmaker estero. La Corte ha quindi confermato che l'imposta unica scommesse è dovuta dall'operatore estero non autorizzato come obbligazione diretta e primaria.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18886/2024, ha stabilito che i bookmaker esteri sono responsabili per l'imposta unica scommesse anche per gli anni precedenti al 2011. La Corte ha chiarito che l'annullamento dell'obbligo fiscale per i centri di trasmissione dati, sancito dalla Corte Costituzionale, non estingue l'autonoma obbligazione del bookmaker. La responsabilità tra i due soggetti è paritetica e non dipendente, confermando la piena legittimità dell'imposizione fiscale nei confronti degli operatori stranieri che raccolgono scommesse sul territorio italiano.
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Solidarietà paritetica: bookmaker e ricevitore
Un bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento fiscale, sostenendo che una pronuncia della Corte Costituzionale a favore del suo partner nazionale (il centro scommesse) dovesse estendersi anche a lui. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il rapporto tra i due soggetti è di solidarietà paritetica, non di dipendenza. Di conseguenza, il bookmaker rimane pienamente responsabile per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse raccolte sul territorio italiano, poiché la sua obbligazione tributaria è autonoma e non accessoria a quella del centro scommesse.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza le parti
Una società fornitrice di carburante ha agito in giudizio contro la società debitrice e contro una nuova società immobiliare, nata da una scissione parziale della prima, per il recupero di un credito. In appello, la società debitrice originaria, nel frattempo cancellata dal registro delle imprese, non veniva correttamente coinvolta nel giudizio. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, statuendo che in casi di responsabilità solidale dipendente, come quella derivante da scissione societaria, si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i litisconsorti necessari determina la nullità insanabile dell'intero procedimento di secondo grado.
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