LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Società Partecipate

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aziende di diritto privato il cui capitale è detenuto in parte o totalmente da enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni), ma che operano secondo le norme del codice civile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Società partecipate: regole per assunzioni e concorsi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano l'assunzione presso una società a capitale pubblico dopo aver superato una selezione indetta da un'agenzia interinale. La sentenza chiarisce che per le società partecipate vige l'obbligo di procedure selettive trasparenti e concorsuali, impedendo assunzioni dirette basate su bandi privi dei requisiti essenziali. La responsabilità dell'ente è stata limitata all'ambito precontrattuale per violazione della buona fede, ma senza diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro.
Continua »
Compenso dirigente pubblico: no a extra per incarichi
Una dirigente pubblica, nominata liquidatrice di società partecipate dalla sua amministrazione, ha rivendicato il diritto a trattenere i compensi per tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando il principio di onnicomprensività del compenso del dirigente pubblico. Secondo la Corte, quando un incarico è conferito su designazione dell'amministrazione di appartenenza, anche se da un soggetto terzo, i relativi emolumenti devono essere versati all'amministrazione stessa e non possono essere trattenuti dal dirigente.
Continua »
Società partecipate: stop unilaterale stipendi illegittimo
Una società a totale partecipazione pubblica aveva negato a una dipendente gli aumenti contrattuali previsti dal CCNL, giustificandosi con la necessità di contenere la spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale decisione unilaterale è illegittima. Per le società partecipate, qualsiasi misura di contenimento dei costi del personale deve essere negoziata tramite la contrattazione collettiva di secondo livello e non può essere imposta dall'azienda o dall'ente controllante, confermando così il diritto della lavoratrice agli aumenti retributivi.
Continua »
Società partecipate: stop al blocco stipendiale
Una ex dipendente di un'azienda a controllo pubblico ha richiesto il pagamento di differenze retributive derivanti dal rinnovo del CCNL. L'azienda si è opposta, invocando il blocco stipendiale applicato al settore pubblico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, affermando che il rapporto di lavoro nelle società partecipate è di natura privatistica. Di conseguenza, il blocco stipendiale pubblico non si estende automaticamente e qualsiasi modifica dei trattamenti economici deve passare attraverso la contrattazione di secondo livello, non potendo essere imposta unilateralmente.
Continua »
Retribuzione società partecipate: No al blocco stipendi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26341/2025, ha stabilito che ai dipendenti delle società a partecipazione pubblica non si applica il blocco stipendiale previsto per il pubblico impiego. Un lavoratore aveva richiesto le differenze retributive maturate a seguito del rinnovo del CCNL del settore terziario. La società, interamente partecipata da un ente pubblico, si era opposta invocando le norme sul contenimento della spesa pubblica. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società, affermando che la disciplina sulla retribuzione società partecipate segue le regole del diritto privato. Qualsiasi intervento di contenimento dei costi del personale deve passare attraverso la contrattazione di secondo livello e non può essere imposto unilateralmente, disapplicando gli aumenti previsti dal contratto collettivo nazionale.
Continua »
Società partecipate: limiti all’assunzione diretta
Un lavoratore ha dimostrato l'esistenza di un'interposizione fittizia di manodopera a suo danno, ma la Cassazione ha annullato la sentenza di merito. La Corte ha stabilito che per le società partecipate "in house", che gestiscono servizi pubblici, vige il divieto di costituzione di rapporti di lavoro per ordine del giudice, a causa dell'obbligo di reclutamento tramite concorso pubblico.
Continua »
Società partecipate: no al blocco stipendi unilaterale
Una lavoratrice di una società partecipata ha rivendicato il diritto agli aumenti salariali previsti dal rinnovo del CCNL. L'azienda si opponeva, richiamando le norme sul contenimento dei costi del settore pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che le società partecipate sono soggette al diritto privato e non possono disapplicare unilateralmente il CCNL. Qualsiasi deroga ai trattamenti economici deve passare obbligatoriamente attraverso una contrattazione di secondo livello, respingendo l'idea che il blocco stipendi del pubblico impiego si estenda a queste realtà.
Continua »
Società Partecipate: No al blocco stipendi unilaterale
La Corte di Cassazione, con la sentenza 25707/2025, ha stabilito un principio fondamentale per i dipendenti delle società partecipate. Un'azienda a controllo pubblico non può rifiutarsi unilateralmente di applicare gli aumenti retributivi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), anche se deve rispettare vincoli di spesa. La Corte ha chiarito che il rapporto di lavoro in queste società è di natura privatistica e qualsiasi modifica ai diritti economici dei lavoratori deve passare obbligatoriamente attraverso una contrattazione di secondo livello con i sindacati, non potendo essere imposta da un atto unilaterale dell'azienda o dell'ente pubblico controllante.
Continua »
Blocco retributivo società partecipate: no all’estensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il blocco retributivo previsto per i dipendenti pubblici non si applica automaticamente ai lavoratori delle società partecipate, anche se a totale controllo pubblico. Tali società, soggette al diritto privato, possono contenere i costi del personale solo attraverso la contrattazione collettiva di secondo livello e non con un'imposizione unilaterale. Pertanto, i dipendenti hanno diritto agli aumenti previsti dal loro Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) privatistico, fin dalla loro maturazione.
Continua »