Un'azienda ha inflitto a un proprio dipendente una sanzione disciplinare pari a due ore di multa sulla retribuzione mensile. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento davanti ai giudici di merito, ottenendo in appello la dichiarazione di illegittimità della sanzione e l'ordine per la società di restituire la somma di 19,23 euro trattenuta dalla busta paga. Il datore di lavoro ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo formale in sede sindacale per definire amichevolmente ogni lite in corso. I giudici supremi hanno preso atto della conciliazione intervenuta, dichiarando cessata la materia del contendere e disponendo l'integrale compensazione delle spese legali, escludendo inoltre l'addebito di ulteriori imposte processuali per la società ricorrente.
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