L'ente previdenziale ha disposto la cancellazione dagli elenchi agricoli di due braccianti, sposate con i soci titolari di un'azienda agricola. L'istituto considerava l'attività svolta una semplice collaborazione familiare a titolo gratuito. Le lavoratrici hanno avviato una causa per ottenere la reiscrizione, sostenendo l'esistenza di un vero rapporto subordinato stipendiato. I giudici di merito hanno respinto la domanda a causa di testimonianze generiche e insufficienti. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto integrale del ricorso. I giudici hanno chiarito che, a seguito del provvedimento ispettivo, grava interamente sulle lavoratrici l'onere di dimostrare gli elementi tipici del lavoro subordinato, come il vincolo di dipendenza gerarchica e la retribuzione fissa. Le ricorrenti hanno perso la causa e dovranno pagare le spese legali.
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