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Sistema Concessorio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il sistema con cui lo Stato italiano autorizza, tramite una licenza (concessione), determinati soggetti a offrire legalmente giochi e scommesse sul territorio nazionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero deve pagare
Un bookmaker estero privo di concessione statale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2011. La società sosteneva di non dover pagare il tributo italiano poiché gestiva le attività dalla propria sede estera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società straniera. I giudici hanno chiarito che l'imposta unica sulle scommesse colpisce l'organizzazione del servizio di gioco offerto ai cittadini sul territorio italiano. Pertanto, i bookmaker esteri privi di licenza sono pienamente tenuti al pagamento del tributo per l'anno 2011. Tale tassazione non viola il diritto dell'Unione Europea né le norme sulla libera prestazione dei servizi.
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Operatore Estero vs Fisco: L’Imposta Unica sulle Scommesse si Paga
Un operatore di scommesse estero, senza concessione statale, ha contestato l'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per il 2010, sostenendo di esserne esente e di pagare già tasse nel proprio Paese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che l'imposta unica sulle scommesse è un tributo speciale, distinto dall'IVA, e si applica a tutti i bookmaker, anche quelli privi di concessione statale. La decisione conferma che l'obbligo fiscale non dipende dalla presenza di una concessione o dal luogo di raccolta delle scommesse, ribadendo un consolidato orientamento giurisprudenziale.
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Imposta unica sulle scommesse: sanzionato il bookmaker estero
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un Bookmaker Estero, privo di concessione in Italia, il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. Il Bookmaker Estero ha impugnato l'atto, sostenendo che l'esenzione riconosciuta dalla Corte Costituzionale ai gestori delle ricevitorie locali per gli anni anteriori al 2011 dovesse estendersi anche alla sua posizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'incostituzionalità della norma riguarda esclusivamente i gestori fisici dei centri trasmissione dati, impossibilitati a trasferire il carico fiscale. Al contrario, il Bookmaker Estero rimane l'organizzatore principale dell'attività di gioco e il soggetto passivo del tributo. Pertanto, l'operatore estero deve pagare interamente l'imposta unica sulle scommesse e le relative sanzioni, confermando la piena legittimità dell'accertamento fiscale.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero deve pagare
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società austriaca di scommesse, confermando che i bookmaker esteri privi di concessione statale sono tenuti al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La vicenda riguarda avvisi di accertamento per l'anno 2009 emessi dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il bookmaker sosteneva di non dover pagare l'imposta per gli anni precedenti al 2011, facendo leva su una sentenza della Corte Costituzionale che aveva escluso la responsabilità delle ricevitorie locali per quel periodo. I giudici hanno chiarito che l'esenzione delle ricevitorie non cancella il debito fiscale del bookmaker estero, il quale rimane il soggetto passivo principale del tributo. Di conseguenza, la società estera deve versare l'imposta dovuta per l'attività di raccolta scommesse svolta sul territorio italiano.
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Bookmaker Estero Senza Concessione: Tasse Dovute lo Stesso
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta unica scommesse del bookmaker estero è sempre dovuta, anche se opera in Italia senza la concessione statale. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a un bookmaker con sede a Malta e al titolare del suo centro scommesse italiano. Secondo i giudici, chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo del tributo. La mancanza di concessione non costituisce un'esenzione fiscale. Inoltre, la Corte ha confermato la responsabilità solidale: sia il bookmaker estero sia il centro di trasmissione dati locale sono obbligati a pagare l'imposta per intero. La decisione sottolinea che l'attività, sebbene fiscalmente rilevante, non è discriminata rispetto agli operatori nazionali.
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Imposta scommesse senza concessione: Bookmaker estero perde e paga
Un bookmaker con sede all'estero e il suo Centro Trasmissione Dati (CTD) in Italia, entrambi operanti senza licenza statale, hanno ricevuto un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. Sostenevano che la tassa fosse discriminatoria e non dovuta, data la loro posizione particolare nel mercato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: l'imposta unica scommesse senza concessione è sempre dovuta da chiunque raccolga gioco sul territorio italiano. La Corte ha confermato che sia il bookmaker estero sia il CTD locale sono obbligati in solido al pagamento, perché l'imposta colpisce l'attività economica svolta in Italia, a prescindere dal possesso di una licenza.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società di scommesse estera e il suo intermediario locale hanno impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: l'imposta è dovuta da tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio italiano, anche se privi di concessione statale. La Corte ha stabilito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale, escludendo qualsiasi profilo di discriminazione o violazione del diritto europeo.
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