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Sinallagma Illecito

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un accordo basato su uno scambio reciproco di prestazioni che sono entrambe contrarie alla legge. Nel caso specifico, lo scambio tra denaro e l'intervento illecito del clan per vincere un'asta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Corruzione propria: serve l’atto contrario ai doveri
Un pubblico ufficiale, sospeso dal servizio per sospetta corruzione propria e turbativa d'asta, ha ottenuto l'annullamento del provvedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per configurare la corruzione propria, non è sufficiente dimostrare un accordo illecito, ma è necessario individuare con precisione lo specifico atto contrario ai doveri d'ufficio che il pubblico funzionario si è impegnato a compiere. La mancanza di questa prova specifica ha portato all'annullamento con rinvio.
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Scambio elettorale: la promessa di voti del mafioso
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di scambio elettorale politico-mafioso. L'imputato, membro di un noto clan, aveva promesso un pacchetto di voti a una candidata alle elezioni comunali in cambio di denaro e dell'assunzione della madre. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, non è necessaria la prova di minacce esplicite. È sufficiente che la promessa provenga da un soggetto riconosciuto come appartenente a un'associazione mafiosa, poiché ciò implica l'utilizzo del 'metodo mafioso', basato sulla forza di intimidazione del gruppo criminale.
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Aggravante mafiosa e tempo: Cassazione annulla custodia
Un imprenditore, accusato di aver truccato un'asta con l'aiuto di un clan, si è visto annullare la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione, pur confermando la gravità degli indizi legati all'aggravante mafiosa, ha stabilito che il notevole tempo trascorso dai fatti (oltre cinque anni) senza ulteriori condotte illecite fa venir meno le esigenze cautelari. La presunzione di pericolosità, in questo caso, non è stata ritenuta più attuale.
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Aggravante mafiosa: tempo e misure cautelari
Un imprenditore, accusato di turbativa d'asta con l'aggravante mafiosa per aver utilizzato membri di un clan per vincere un'asta, ricorre contro la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione conferma la sussistenza dell'aggravante, ritenendo sufficiente l'aver consapevolmente ricercato e utilizzato il metodo mafioso. Tuttavia, annulla la misura cautelare, stabilendo che il notevole tempo trascorso dai fatti (oltre cinque anni) senza ulteriori condotte illecite è sufficiente a superare la presunzione di pericolosità sociale dell'indagato.
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Corruzione in atti giudiziari: indagini incomplete
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura interdittiva per corruzione in atti giudiziari. Il caso riguardava una professionista, moglie di un magistrato onorario, accusata di ricevere incarichi da avvocati in cambio di sentenze favorevoli del marito. La Cassazione ha stabilito che la valutazione del Tribunale sulla incompletezza delle indagini e sulla conseguente insufficienza degli indizi è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e non contraddittoria.
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Corruzione in atti giudiziari: prova e indizi
Un avvocato è stato accusato di corruzione in atti giudiziari per aver presumibilmente offerto incarichi retribuiti alla moglie di un giudice in cambio di sentenze favorevoli. Il Tribunale del Riesame ha annullato una misura cautelare per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, sottolineando che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la logicità e correttezza giuridica della decisione impugnata, la quale si basava su indagini ritenute incomplete.
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