Un imprenditore, indagato per corruzione in concorso con un funzionario comunale, ha impugnato la misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare attività d'impresa nel settore immobiliare per un anno. Secondo l'accusa, l'imprenditore avrebbe promesso incarichi professionali al funzionario in cambio di stime favorevoli su terreni comunali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'indagato. I giudici hanno confermato la gravità degli indizi, basati su intercettazioni in cui il funzionario ammetteva la falsità delle stime. Inoltre, la Corte ha ritenuto concreto il rischio che l'imprenditore commettesse altri reati simili, avendo egli stesso accennato ad altri contatti riservati all'interno del Comune. Di conseguenza, la sanzione temporanea rimane attiva e l'imprenditore deve pagare le spese processuali.
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