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Art. 290 Codice di Procedura Penale

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51 provvedimenti

Corruzione in atti giudiziari: prova e indizi
Un avvocato è stato accusato di corruzione in atti giudiziari per aver presumibilmente offerto incarichi retribuiti alla moglie di un giudice in cambio di sentenze favorevoli. Il Tribunale del Riesame ha annullato una misura cautelare per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, sottolineando che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la logicità e correttezza giuridica della decisione impugnata, la quale si basava su indagini ritenute incomplete.
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Misura interdittiva: quando è legittima in appello?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro una misura interdittiva per bancarotta fraudolenta. La Corte ha confermato che il Tribunale del riesame, in appello, può applicare una misura meno grave di quella richiesta dal PM e può valutare nuove prove, senza necessità di un interrogatorio preventivo.
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Principio di proporzionalità: misura cautelare annullata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari a carico di un professionista accusato di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. La decisione si fonda sulla violazione del principio di proporzionalità, poiché il tribunale non aveva adeguatamente considerato l'applicazione di una misura meno restrittiva, come quella interdittiva, che sarebbe stata sufficiente a soddisfare le esigenze cautelari. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione sulla scelta della misura.
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Misure cautelari personali: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare personale per corruzione. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo verificare la logicità e la correttezza giuridica della decisione del Tribunale del riesame, confermando i limiti del proprio vaglio di legittimità in materia di misure cautelari personali.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e misure cautelari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46346/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura interdittiva per corruzione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di controllare la legittimità e la logicità della motivazione del giudice precedente. Poiché il ricorso chiedeva una rivalutazione del merito delle prove, è stato giudicato un ricorso inammissibile, confermando i limiti del giudizio di legittimità, specialmente in fase cautelare.
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Ricorso per saltum inammissibile: limiti e rischi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per saltum proposto contro l'aggravamento di una misura cautelare. La sentenza chiarisce che tale rimedio è esperibile solo per 'violazione di legge' in senso stretto, non per contestare il merito della valutazione del giudice, competenza esclusiva del Tribunale del Riesame. Il ricorso è stato giudicato generico e non specifico, precludendo anche la possibilità di conversione in richiesta di riesame.
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Ricorso per saltum D.Lgs. 231/01: inammissibile
Una società, colpita da una misura interdittiva basata sulla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001), ha presentato un ricorso diretto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il cosiddetto ricorso per saltum non è consentito in questa materia. La legge impone un passaggio intermedio di appello cautelare davanti al tribunale competente, prima di poter adire la Cassazione, confermando un sistema di impugnazione a due gradi.
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Ne bis in idem: legittima la doppia sanzione connessa
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per manipolazione del mercato, respingendo il ricorso basato sulla violazione del principio del ne bis in idem. La Corte ha stabilito che un doppio binario sanzionatorio, amministrativo e penale, è ammissibile a condizione che i due procedimenti siano legati da una sufficiente connessione materiale e temporale, costituendo una risposta unitaria e proporzionata all'illecito. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva adeguatamente provato l'assenza di tale connessione.
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Frode in pubbliche forniture: reato escluso se il vizio è palese
Un imprenditore, accusato di frode in pubbliche forniture per un carente servizio di pulizia in uffici giudiziari, vede confermata la revoca delle misure cautelari. La Corte di Cassazione stabilisce che se le mancanze contrattuali sono facilmente riconoscibili, non si configura il reato di frode per assenza di un espediente ingannevole. Viene escluso anche il delitto di inadempimento di pubbliche forniture, poiché il servizio pubblico principale (l'attività giudiziaria) non ha subito una compromissione significativa.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un'indagata, soggetta a una misura interdittiva temporanea per reati ambientali, presenta ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, tuttavia, effettua una rinuncia al ricorso a causa della scadenza della misura stessa. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, poiché la rinuncia è un atto volontario che determina l'esito del processo.
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Sequestro preventivo proporzionalità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2836/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo contro una società agricola. Pur riconoscendo il rischio di reiterazione del reato, la Corte ha stabilito che la misura cautelare violava il principio di proporzionalità, in quanto il sequestro indiscriminato di tutti i beni aziendali era eccessivo rispetto al fine di impedire nuove attività illecite.
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