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Servicer

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una società specializzata incaricata dalla società veicolo (SPV) di gestire, amministrare e riscuotere i crediti oggetto di cartolarizzazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta di registro sulle sentenze: da proporzionale a fissa per i crediti
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione dell'applicazione dell'imposta di registro sulle sentenze che ammettono crediti in procedure concorsuali. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto un'imposta proporzionale su una sentenza che aveva ammesso un credito allo stato passivo di una società in amministrazione straordinaria. Il Servicer, che gestiva tali crediti cartolarizzati, ha contestato sia l'aliquota proporzionale sia la propria legittimazione passiva. La Corte ha stabilito che una sentenza che si limita a riconoscere l'esistenza di un credito già ammesso, modificandone solo la natura (es. da privilegiato a chirografario) o eliminando condizioni, è soggetta all'imposta di registro in misura fissa, non proporzionale. Ha anche confermato la responsabilità del Servicer come "parte in causa" e la validità dell'avviso di liquidazione senza allegazione della sentenza.
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Rappresentanza processuale: stop al recupero crediti senza procura
Una società di recupero crediti ha agito in giudizio contro un terzo pignorato qualificandosi come procuratrice della società cessionaria del credito. La ricorrente ha però omesso di produrre l'atto formale di procura attestante i poteri di rappresentanza sostanziale e processuale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La semplice pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non certifica la rappresentanza processuale necessaria per agire in tribunale. Il terzo pignorato vince definitivamente la causa e la società di recupero subisce la condanna al pagamento di tutte le spese legali del grado di legittimità.
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Cartolarizzazione dei crediti e tutele per i debitori
Una banca cede un pacchetto di crediti a una società veicolo nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione dei crediti. Tra questi figura un credito verso un'azienda e i suoi garanti per canoni di leasing non pagati. Nel giudizio di appello, i garanti chiedono e ottengono la condanna dell'istituto procuratore della società veicolo alla restituzione di somme legate al contratto originario. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici chiariscono che i crediti cartolarizzati costituiscono un patrimonio separato riservato agli investitori. Il debitore ceduto non può proporre domande riconvenzionali o eccezioni verso il cessionario per crediti vantati contro la banca cedente. La Suprema Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa a una diversa sezione della Corte d'Appello.
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Cessione crediti in blocco: prova e servicer
Il Tribunale di Ancona ha rigettato l'opposizione di un garante riguardante una cessione crediti in blocco. Anche se la procedura esecutiva era stata estinta per vizi formali, la corte ha confermato che la titolarità del credito è validamente provata tramite l'avviso in Gazzetta Ufficiale e codici identificativi. Inoltre, la mancata iscrizione del servicer all'albo ex art. 106 TUB non inficia l'azione esecutiva civile.
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Fideiussione a prima richiesta e termini di decadenza
La Corte d'Appello ha confermato la validità di una fideiussione a prima richiesta, chiarendo due punti cruciali. In primo luogo, l'omessa iscrizione del servicer nell'albo previsto dall'art. 106 TUB non invalida il mandato sostanziale e processuale, avendo rilevanza solo amministrativa. In secondo luogo, per impedire la decadenza semestrale prevista dall'art. 1957 c.c., in presenza di una clausola a prima richiesta, è sufficiente una diffida stragiudiziale inviata dal creditore.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dal creditore?
Una società creditrice ha ottenuto la revoca di un fondo patrimoniale costituito dai debitori. Il Tribunale ha confermato che la delega del recupero crediti a un sub-servicer non iscritto all'albo ex art. 106 TUB non inficia l'azione. Ha inoltre stabilito che la costituzione del fondo, avvenuta dopo la nascita del debito e in prossimità delle azioni di recupero, integra i requisiti del pregiudizio (eventus damni) e della consapevolezza del debitore (consilium fraudis), rendendo l'atto inefficace nei confronti del creditore.
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Mancata iscrizione Albo 106 TUB: è valido il recupero?
Due garanti si sono opposti a un decreto ingiuntivo da 850.000 euro, sostenendo la carenza di legittimazione del servicer per la sua mancata iscrizione all'albo ex art. 106 TUB. Il Tribunale di Torino ha respinto l'opposizione, stabilendo che la mancata iscrizione albo 106 TUB costituisce una violazione di norme amministrative che non incide sulla validità civilistica dell'azione di recupero crediti. La sentenza ha inoltre confermato la validità della prova della cessione del credito e della garanzia prestata.
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